| Omelia (21-09-2008) |
| Casa di Preghiera San Biagio FMA |
|
Dalla Parola del giorno Amico, io non ti faccio torto. Non hai forse convenuto con me per un denaro? [...] ma io voglio dare anche a quest’ ultimo quanto a te. Non posso fare delle mie cose quello che voglio? Oppure tu sei invidioso perché io sono buono? Come vivere questa Parola? Gesù narra una parabola di cui il protagonista è un impresario che, secondo i normali criteri del mondo del lavoro, risulta molto originale, diciamo pure strano. Non sarà per caso un po’ folle? Molti disoccupati vengono ingaggiati dopo aver pattuito il salario. A ore diverse, per gruppi, sono invitati a entrare nella vigna del padrone. Alcuni di loro, molto tardi, all’ora del tramonto. Quando, finita la giornata, riscuotono il denaro, i lavoratori s’accorgono che anche quelli dell’ultima ora hanno avuto l’identica somma. Di qui mormorazioni e rimostranze. A chi è in rivolta, il Padrone si rivolge non solo chiamandolo ‘amico’, ma facendogli notare che, quanto a giustizia, non c’è proprio nulla da eccepire. Gli è stato dato, fino all’ultimo centesimo, quello che era stato pattuito. Dov’è dunque la stranezza? Solo nel traboccare di un’enorme gratuità data anche a quelli dell’ultima ora. Follia? Sì, ma di bontà, d’amore. Qui si cela il Regno di Dio: in questa enormità di dono gratuito che sorprende perché capovolge le nostre misure spesso strette, legate a calcoli e a logiche solo umane. Oggi, nella mia pausa contemplativa, chiedo di trasferire lo sguardo da me, dalle mie logiche a quelle del Regno di Dio. Che l’infinita tua misericordia mi sorprenda, mi desti meraviglia, o Signore, ‘folle nell’amarmi’. Dammi orecchi, nel cuore, per sentirmi dire da te: "Siate misericordiosi com’è misericordioso il Padre celeste". La voce di un grande fratello-mistico Capire questa parabola, per noi che abbiamo ‘l'occhio maligno’, non è facile. Fortunato colui che la capisce qualche giorno prima di morire. Significa che il suo occhio vede ora giusto e quindi può entrare nel regno della gratuità, che è il regno del vero amore. Carlo Carretto |