| Omelia (00-00-0000) |
| don Roberto Seregni |
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Camminava con loro Più lo rileggo, più mi convinco che questo testo è una vera radiografia della nostra fede. A volte ci illudiamo di essere noi a leggere la Parola, poi qualche volta - senza che nemmeno ce ne accorgiamo - ci rendiamo conto che le parti si spostano. Non siamo più noi a leggere la Parola, ma è Lei che ci legge, che ci dice la verità sulla nostra vita, che ci fotografa e ci mette a nudo. I due discepoli si allontanano da Gerusalemme verso Emmaus. E' il cammino della delusione e dell'allontanamento, ma proprio su questi passi - come uno sconosciuto - si presenta il Risorto. I discepoli non lo riconoscono, il cuore è così pieno di delusione, tutto concentrato sul proprio dolore, da non rendersi conto che quel viandante è il Signore. Non so a voi, ma a me è capitato molte volte di accorgermi solo a cose fatte che quel brano della Parola, quella persona, quel libro, quella cosa sentita "per caso" erano il Risorto affacciato sulla mia vita. A volte siamo così frullati dalle mille cose di ogni giorni, imprigionati dalle nostre delusioni e ibernati dalle paure da non accorgerci che vicino a noi cammina il Signore. La notte si avvicina e dopo una lunga chiacchierata con il viandante inatteso, i discepoli insistono perché Egli si fermi con loro. Qui, in questa sosta serale del cammino, avviene il riconoscimento. Ma attenzione: niente miracoli, niente carovane di angeli, niente incenso e campane a festa! Il Signore, per farsi riconoscere, spezza il pane con loro. Un gesto semplice, quotidiano, famigliare, ma che per i discepoli è un segno che non lascia dubbi: è il Signore, è il Risorto! Questo pasto inaspettato, questa rivelazione del Viandante dice ai discepoli che quella comunione di vita con il Rabbì di Nazareth è sopravvissuta alla sua morte. Da qui, da questo riconoscimento e da questa nuova presenza di Gesù, ha inizio il passaggio dalla tristezza alla felicità, dall'apatia alla gioia. Prima sembrava tutto perduto, i passi di allontanamento da Gerusalemme avevano il sapore amaro della delusione e della sconfitta. Ma ora tutto è diverso. Ora che il Signore si è fatto vicino, ora che ha spezzato ancora il pane, ora è un'altra musica. Persino la strada insidiosa e malfamata del ritorno a Gerusalemme non fa più paura. Hanno incontrato il Risorto! Chi può fermarli? Ritorniamo alla radiografia. Dicevo: questa parola ci mette a nudo, ci fotografa', ci impedisce di raccontarci bugie. Ma tu ci credi veramente che il Risorto cammina al tuo fianco? Sì, magari ti ricordi di Lui durante le celebrazioni della tua comunità o quanto trovi un momento per pregare a casa (... lo trovi?) E poi? Che ne è in famiglia, sul lavoro, con gli amici o nel tempo libero... Tutto come se Lui non ci fosse? Proviamoci, cari amici! Proviamo a guardare al Risorto e le cose cambieranno. Sentiamolo vicino, compagno di viaggio, Viandante al nostro fianco nel momento della delusione e non ci sentiremo più soli e abbandonati. Proviamoci e anche noi, come i discepoli di Emmaus, non avremo più paura della notte e correremo pieni di gioia per dire a tutti che il Signore è Risorto! Lo diremo con un sorriso dato gratis, con un perdono inaspettato, con un tempo di preghiera più fedele e più maturo, con un saluto più sincero e attento, con una parola buona detta al momento giusto... Chi potrà fermarci? Buona settimana Don Roberto |