Omelia (25-05-2008)
don Roberto Seregni
Io sono il pane vivo

Oggi, festa del Corpo e Sangue del Signore, la Chiesa ci invita a fermarci. Tutti ci dicono di correre, di fare le cose in fretta, di non perdere tempo, di essere tonici e dinamici. La madre Chiesa - per fortuna! - è di tutt' altro parere. Fermarci, dunque. Fermarci per fare il punto della situazione della nostra fede e per provare a grattare via tutte le incrostazioni fatte di abitudini, superficialità e fretta che a volte caratterizzano il nostro rapporto con l'Eucarestia celebrata nelle nostre comunità. Fermarci per chiederci onestamente se andiamo a Messa solo per sentirci in pace con la coscienza o perché quell' incontro con Gesù è la chiave di volta della nostra settimana. Fermarci per chiederci se la Parola che ascoltiamo e il Pane che ci viene donato sono accolti come un dono o subiti come una abitudine.
Leggo e rileggo la pagina di Giovanni che la liturgia ci propone in questa domenica e trovo una cosa che mi stupisce e mi affascina. Gesù non dice di nutrirci della sua santità o giustizia, non dice di bere la sua innocenza e mitezza e non dice neppure di prendere forza dalla sua potenza divina. Gesù dice di prendere e mangiare la sua carne! Pazzesco! Ma vi rendete conto? Gesù ci offre la sua debolezza e la sua fragilità! Avrebbe potuto rimanere in mezzo a noi in mille e mille modi, non è forse il Figlio di Dio? Avrebbe potuto lasciarci il segno definitivo della sua potenza o della sua gloria, tanto per convincerci per bene e togliere ogni dubbio alla nostra fede traballante. Avrebbe potuto... E invece no! Gesù rimane in mezzo a noi con il suo corpo, la sua storia, la sua vita appassionata d'amore, la sua trasparenza del Volto del Padre.
Mangiare la carne e bere il sangue del Signore è nutrirsi del cuore incandescente dell'amore, è assimilare il segreto di quella vita più forte della morte, è scoprire che Dio mi è più intimo di quanto io lo sia con me stesso.
Mangiare e bere di Lui è scoprire che solo Lui sfama e disseta le nostre inquietudini, che solo Lui può dare forza e direzione alla nostra vita, che solo Lui sa riempire di bellezza la nostra quotidianità.
Nutrirci di Lui significa dire il nostro "Sì" a quel progetto di vita che Gesù ha rivelato dalla Croce, rinunciare ad essere gli architetti della propria vita ed entrare in comunione con il suo progetto d'amore.

Buona settimana
Don Roberto