| Omelia (13-07-2008) |
| don Roberto Seregni |
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Esagerato Per un paio di domeniche saremo in compagnia delle parabole di Gesù, dei veri capolavori! Iniziamo oggi da una delle più belle e famose: quella del seme. Subito bisogna chiarire chi è il protagonista di questa parabola: non è il seminatore e nemmeno il terreno. Al centro di tutto sta il seme, sta la Parola. I quattro quadretti che vengono descritti da Matteo, raccontano esiti diversi dell'unica semina, dello stesso annuncio della Parola. Vorrei fare tre riflessioni e lasciarvi qualche domandina birichina. Primo. Il racconto descrive una semina veramente esagerata. La logica che guida il gesto abbondante del seminatore della parabola non è certo quella del guadagno o del tornaconto. Gesù semina ovunque la sua Parola, non è un contadino schizzinoso, non scarta i terreni, non fa categorie o preferenze. Tutti siamo il terreno di Dio, la sua Parola non si ferma, è gettata anche nella tua vita. E tu che fai? Tu che terreno sei? Secondo. I quattro esiti diversi della semina non sono messi in ordine temporale (...ora va tutto male, ma chissà magari un giorno le cose andranno bene...boh, speriamo...), ma in ordine spaziale. Accanto al terreno che non porta frutto, c'è il seme che germoglia. Nella stessa semina sono possibili esiti così diversi! Noi pretenderemmo una vittoria pulita e incontrastata del seme, una presenza visibile e dominante del germoglio che si fa largo nella terra brulla. E invece no. Guardando alla Croce è facile intuire che questa parabola anticipa la vita di Gesù, scioglie le logiche più profonde che porteranno il suo cammino fino al Calvario. La Parola non si fa largo come un rullo compressore, ma con la piccolezza e la debolezza di un seme gettato sulla terra. La sua potenza è indiscussa, è la qualità dell'accoglienza che fa cambiare l'esito. E tu come accogli la Parola? Qual è lo spazio che quotidianamente gli riservi? Terzo. In Palestina un sacco di semi poteva – in ottime condizioni – darne 11, al massimo 12. Provate a immaginare la faccia dei discepoli di Gesù che sentono parlare di 100, 60, 30 sacchi! La proporzione è ovviamente altissima, smisurata, inverosimile. "Esagerato, questo Gesù! Com'è possibile un raccolto così abbondante?" Chiaro: le leggi della natura vengono messe da parte, qui entra una legge nuova, diversa, imprevedibile: quella di Dio! Nessuno se lo aspetterebbe, eppure a fianco di terreni aridi, incolti e spinosi germoglia una vita sovrabbondante e inaspettata. Oggi può accadere! Oggi questa Parola può germogliare nella tua vita e attivare la tua bio-massa spirituale inibita. Sei pronto ad accoglierla? Hai un angolino libero nel cuore? Buona settimana Don Roberto |