Omelia (10-08-2008)
padre Paul Devreux


Domenica scorsa abbiamo letto il Vangelo della "moltiplicazione dei pani", che è stato per i presenti il segno tangibile del messianismo di Gesù. Questo li riempie di gioia, ma è fonte anche di un equivoco: hanno in mente l'idea di un messia ad immagine del re Davide, che aveva fatto d'Israele una nazione unita e indipendente. Ora sperano che Gesù li liberi dai Romani.

Anche i discepoli sono euforici e Gesù è costretto ad assumere un atteggiamento autoritario tanto da ordinargli di andarsene, poi congeda la folla e torna a pregare da solo, perché non è un momento facile per lui.

C'è un conflitto tra le attese degli uomini e il progetto di Dio. L'uomo punta alla risoluzione dei suoi problemi, Gesù a salvare tutti, compresi i romani, rivelandoci il volto del Padre. Ed è quasi divertente pensare che Gesù impianterà la sua Chiesa proprio a Roma! Basta pensare questo per intuire quanto più grandi sono i progetti di Dio rispetto ai nostri. Simone desidera camminare sull'acqua, Gesù farlo diventare Pietro. I discepoli vivranno sempre questa difficoltà, perché capiscono che Gesù è il Messia, ma non corrisponde alle loro attese. E' difficile credere che Dio ha per noi progetti più interessanti di quelli che abbiamo noi.

Io prego il Signore di aiutarmi a risolvere i miei problemi quotidiani, a camminare sul mare di difficoltà che incontro; è normale e il Signore ascolta queste mie preghiere, ma ha anche per me progetti di pace, di vita eterna e di comunione con Dio. E' un'altra dimensione, un altro respiro! E' difficile sperare in qualcosa che non riesco a vedere.