| Omelia (13-07-2008) |
| padre Paul Devreux |
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Tutte le letture di oggi parlano di abbondanza. Nel vangelo vediamo che molta gente si raccoglie intorno a Gesù per ascoltarlo. Segno che risponde ad un loro bisogno, e vediamo che Gesù parla loro in parabole ma dalla traduzione del testo sembrerebbe che lo fa per non farsi capire. Sappiamo che la parabola è un genere linguistico fatto apposta per provare a spiegare cose complicate con parole semplici e con esempi. Quindi se Gesù usa questo linguaggio è proprio perché cerca di raggiungere tutti. Poi, a chi decide di seguirlo, approfondisce il suo discorso. Succede un po' come chi oggi riprende in mano il vangelo della domenica dopo la messa o durante la settimana per cercare di approfondirlo e metterlo in pratica, magari confrontandosi con qualcun altro. Ovviamente chi lo fa riceve di più. Viene spontaneo domandarsi: io, che terreno sono? Dipende dai giorni e da quello che sto vivendo. Il terreno che porta frutto è quello, arato, ribaltato, in modo da poter accogliere il seme in profondità e lasciargli prendere radice. Riuscire ad essere questo terreno è bello perché ricevere è la condizione per avere e, di conseguenza, poter dare, sentirsi utili, benedetti e felici! Chi mi farà diventare un terreno buono? La vita. La vita con i suoi alti e bassi e il sostegno dell'ascolto della Parola del Signore nella preghiera. Signore grazie perché con la tua pazienza e la tua lungimiranza mi farai passare attraverso tutte le tappe di questa parabola: dall'essere una strada impermeabile ed autosufficiente, al terreno sassoso un po' curioso, fino a poi diventare un terreno buono e ricettivo. Ma l'intento principale di Gesù è farci notare quanto generoso è questo seminatore e quanto grande è la fecondità di chi lo ascolta. Un po' come Abramo, nostro padre nella fede, al quale viene promesso, quando ascolta la voce che gli parla, di diventare padre di una moltitudine. In effetti non si è mai visto un seminatore buttare il seme prezioso sulla strada, fra i sassi o le spine, e anche il raccolto è all'insegna dell'abbondanza. Signore, grazie per la tua generosità e gratuità. Donaci di diventare sempre più ricettivi e attenti alla tua Parola. |