| Omelia (06-07-2008) |
| don Giovanni Berti |
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Diventare un po' stupidi per conoscere Dio Clicca qui per la vignetta della settimana. Sono stato a Lourdes in questi giorni con un pellegrinaggio di un gruppo di fedeli della bassa veronese. Era la seconda volta che mi recavo in questo famoso Santuario francese alle pendici dei Pirenei. La prima volta è stata quando avevo 13 anni, nel 1980, alle soglie della mia adolescienza, quando iniziavo a crescere non solo nel corpo ma anche nel modo di pensare e nella fede. Sono tornato a 41 anni con molta strada e cambiamenti fatti, ed è stata una sorta di verifica di vita, specialmente nel lato più spirituale. Anche questa volta mi ha colpito la storia di Bernadette Soubirous, una piccola ragazzina di appena 14 anni, gracile nel fisico, di una famiglia povera e culturalmente molto semplice, che fa una esperienza personale di fede che alla fine, guardando ad oggi, ha creato un movimento straordinario di persone da ogni parte dell'Europa e del mondo. Quest'anno ricorrono i 150 dalle apparizioni e potete immaginare quale marea di gente si riversa ogni giorno nel Santuario, tra la grotta, le varie chiese e cappelle e luoghi di devozione, insieme a tutto il contorno (inevitabile) di commercio religioso che non può non colpire e interrogare. In questi giorni ho visto davvero di tutto: i tanti malati accompagnati da altrettanti assistenti, molti dei quali giovani, che sfidano anche la pioggia per assistere alle varie messe, rosari e fiaccolate; i tanti fedeli, a gruppetti o singoli, che sostano davanti alla grotta o in chiesa facendo lunghe preghiere silenziose; i tanti fedeli che "assaltano" le fontane dove sgorga ancora oggi l'acqua ritenuta miracolosa o che passano silenziosamente sotto la grotta sfiorando con la mano le pareti; le messe in tutte le lingue a volte mescolate insieme, come la messa interazionale alla quale ho assistito, dove erano presenti centinaia di preti e vescovi con migliaia e migliaia di persone, tutte attorno all'unico altare in una chiesa sotterranea enorme; la ressa nei tantissimi negozi di articoli religiosi dove si cercano oggettini ricordo, contenitori per l'acqua e rosari, in modo da portare un ricordo a qualcuno a casa o per farlo benedire per chiedere un miracolo. Tutto questo è nato 150 anni fa dai misteriosi incontri di questa piccola ragazzina, che un giorno, facendo legna sul torrente, vede in un incavo della roccia una Signora che la invita a pregare, e che estende questo invito anche alle persone che pian piano accorrono dal villaggio di Lourdes e dalle regioni vicine. Bernadette un giorno disse che "...se ci fosse stata sulla terra una bambina più ignorante e più stupida, la Signora avreste scelto quella..." La semplicità di quella bambina, tutt'altro che dotta e sapiente, è diventata una via di comunicazione tra il cielo e la terra. Certamente a Lourdes (come in tutti i santuari) si rimane talvolta un po' perplessi di alcune manifestazioni di devozione che sembrano più ricerca di magia che fede evangelica, ma nello stesso tempo si respira un desiderio di Dio che non può esser sottovalutato. C'è chi viene a Lourdes segnato da malattie fisiche e spirituali, chi è solo un accompagnatore di malati, chi è curioso e turista e chi anche ha le idee un po' confuse su Dio, Cristo, Vangelo e Madonna... Ma in tutti c'è comunque un desiderio di Dio. In tutti c'è quel desiderio infantile di protezione e di pace che è comune a tutti, anche a me. E devo dire che, pur nel caos di celebrazioni, rosari di massa e compravendite religiose, la possibilità di crescere interiormente nell'incontro con Dio in Gesù Cristo, attraverso l'esperienza di Maria, riesce a farsi largo. Nel passo del vangelo, quando prega il Padre, Gesù richiama questa semplicità di cuore che tutti abbiamo, anche se a volte è coperta da idee fissate e ragionamenti irremovibili. I dotti e sapienti, che secondo Gesù non ricevono la rivelazione di Dio, penso siano quelli (e anche io ci casco spesso) che hanno costruito attorno alla propria anima una corazza di pensiero e abitudini che non lasciano più spazio a Dio di manifestarsi nel modo inaspettato che lui ha. E' la stessa corazza che a volte respinge i fratelli e sorelle, perché è una corazza che non lascia spazio alla novità della persona che ci avvicina. Clicca qui per lasciare un commento |