| Omelia (06-07-2008) |
| padre Mimmo Castiglione |
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Pesi leggeri per i nêpioi! Nei Vangeli incontriamo non di rado Gesù che prega. Quasi mai conosciamo il contenuto della sua orazione. Nella buona e bella notizia di questa domenica Gesù prega esultando di gratitudine. E benedicendo Dio lo chiama Padre, ad indicare un rapporto intimo, una relazione vitale, una conoscenza profonda. L'Agnello ricambia l'affetto della Voce che lo aveva proclamato Figlio al Giordano. Poco prima l'Inviato s'era amareggiato per l'incredulità ed il rifiuto. Quanta fiducia hai avuto, Gesù, nei confronti di tuo Padre?! Quanta stima, quanta comunione di intenti, quanta comprensione! Gesù Figlio, benedice il Padre per il suo progetto, per la sua Volontà, per il suo giogo leggero. Lo ringrazia ed insieme a lui si compiace per l'accoglienza che gli umili, i poveri e gli emarginati gli hanno riservato: i lavoratori, che faticano per sopravvivere, i preferiti anawim (poveri) di Jahvé, i népioi (semplici), non abbandonati e non dimenticati dalla Provvidenza. Al contrario, intelligenti e colti scribi, sapienti e presuntuosi farisei, aristocratici e arroganti sacerdoti, boriosi lo hanno rifiutato. Arroganti, non hanno saputo vedere. Chiusi in se stessi non hanno potuto comprendere. La loro colpa? Autosufficienza e presunzione! Quanta pazienza hai avuto Gesù, nei confronti di quanti ti sono stati ostili?! Continuerai a tendere la mano sino alla fine, senza mai stancarti! Gesù mediatore, afferma il suo rapporto particolare, esclusivo, intimo, familiare col Padre. Solo attraverso di lui ora, gli uomini suoi fratelli, saranno in grado di accedere alla comunione con Dio. Di quanta sapienza sei stato oggetto Gesù?! Consapevole, continuerai fino alla fine a dare senso alla tua donazione e ragione alla tua "spogliazione". Cosciente, continuerai a guardare "oltre" la cattiveria degli uomini, senza lasciarti scoraggiare dagli insuccessi e dal fallimento, in vista della salvezza e di quanti ti accoglieranno in futuro! Io, al posto tuo, mi sarei lasciato incattivire! Gesù maestro sapiente, stanchi e oppressi da una osservanza di regole senza misericordia e da un culto esteriore, appesantiti dalle traversie della vita, ci inviti a diventare tuoi discepoli ed essere beati. Tu umile e povero dal quale otteniamo consolazione. Tu determinato esempio da imitare. Tu non violento non t'imponi con la forza. Tu non superbo non sfoggi potenza. Tu non orgoglioso comprendi. Tu non egoista condividi, ci alleggerisci e sostieni. E noi con te solidarizziamo perché sei forte di mitezza. PREGHIERA Pietà di me o Dio Padre, per tutte le volte che superbo non t'ho pregato, non ti ho manifestato riconoscenza e gratitudine, bisogno e necessità. Pietà per tutte le volte che non mi sono compiaciuto del tuo progetto e per tutte le volte che non ho condiviso le tue scelte mormorando e criticandoti. Pietà o Padre per tutte le volte che ti ho accusato ingiustamente d'essere stato indifferente nei confronti di tuo Figlio, che ti ha sempre riconosciuto. Pietà per tutte le volte che non ho condiviso la tua scelta d'esserti rivelato ai semplici. Pietà o Padre, per tutte le pretese e per tutte le volte che non ti ho ringraziato pensando che tutto m'era dovuto. Pietà del mio non sapermi mettere in questione. Pietà per tutte le volte che ho pensato che il "fardello" della tua parola con i comandamenti e le opere di carità da osservare era troppo pesante per essere portato, più pesante, ho creduto, di quello imposto dagli altri "faraoni" e dalla stessa morte. |