Omelia (06-07-2008)
don Nazareno Galullo (giovani)
Saccente o sapiente?

Se siete giovani, tante volte vi sarete imbattuti in quella specie di "sapienza" degli adulti che a voi dà fastidio. A voi dà fastidio quando vi dicono: stai zitto tu che non capisci niente, stai zitto tu che non sei nessuno. Vi dà anche fastidio quando dicono: ai miei tempi. Oppure: voi giovani non potete capire nulla.
Queste frasi fatte vi urtano dentro, sono pietre e macigni e vi fanno arrabbiare tantissimo, vero?
Anche a me, non dubitate. Vedete, ciò che urta non è nemmeno il contenuto della frase, quanto quel tono di saccenteria, di saputelleria che dà fastidio.
Però, ci sono anche tanti giovani che sono così saccenti: quando credono di sapere tutto solo avendo letto qualcosina; quando pretendono di sapere la verità senza indagare su di essa. Peggio ancora, quando volendo nascondere la dura verità si fanno bugiardi. Eh si, amici miei, quanti giovani sono bugiardi. Forse lo sono anche con se stessi. E che dire? Bah...speriamo si ravvedino.
Torniamo a noi.
La saggezza che Gesù vuole è quella della semplicità. Anzi, dell'umiltà. Se c'è saccenteria, questa è superbia.
Chi è il superbo? Chi crede di sapere tutto...e alla fine non sa nemmeno lui quel che vuole!
Si, imparare da lui, che è mite ed umile di cuore, è una bella proposta. Tutto il contrario di quegli adulti che dicono: impara da me, che so tutto, che sono più grande di te, ecc. ecc.
Imparare da Gesù è un
a scuola di grande sapienza: la scuola dell'umiltà e dell'amore unico...fino a dare la vita per gli amici, fino a morire in croce pur essendo Dio.
Capite la follia di questo???
E tu...che tipo sei: saggio (secondo il vangelo) o saccente (secondo la moda corrente)? Ciao.