| Omelia (22-06-2008) |
| Casa di Preghiera San Biagio FMA |
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Commento su Rm 5,15 Dalla Parola del giorno "Il dono di grazia non è come la caduta: se infatti per la caduta di uno solo morirono tutti, molto più la grazia di Dio e il dono concesso in grazia del solo uomo Gesù Cristo, si sono riversati in abbondanza su tutti gli uomini." Come vivere questa Parola? In quel piccolo compendio di teologia sul peccato e sulla grazia che è la lettera di San Paolo ai Romani, si trova questa pericope: una vera perla. Infatti l'autore sacro ha proclamato che la morte è entrata nel mondo non solo a causa del peccato di Adamo ma perché "tutti gli uomini hanno peccato". Ma – attenzione – pur essendo caduto, Adamo è stato "figura di colui che doveva venire", cioè dell'uomo per eccellenza: quel Gesù la cui divina umanità è profezia e sorgente di grazia per noi che siamo chiamati a realizzare non una vita solo umano-terrena, ma una vita umano-divinizzata. Ecco perché San Paolo dice che "il dono di grazia non è come la caduta". La caduta ha causato un gran guasto; ma la grazia di Dio e il dono che ne viene di continuo a noi tramite Gesù, è di gran lunga più forte. È un influsso rigeneratore che si versa "in abbondanza su tutti gli uomini". Oggi, nel mio rientro al cuore, 'nuoto', per così dire, in questa grande certezza. Sì, la grazia che Gesù mi ha ottenuto con la sua passione morte e resurrezione è un mare sanante e beatificante: "Dove abbondò il peccato, sovrabbondò la grazia" (S.Paolo). Signore, quando la smetterò di vedere nero nella mia vita e in quella del mondo? Ciò che più conta è la tua potenza di grazia e salvezza. La voce di un padre della Chiesa Cristo ha sommerso l'universo con flutti divini e santificanti. Egli fa scaturire per gli assetati una sorgente d'acqua viva, che zampilla dalla ferita che la lancia ha aperto nel suo costato. Origene |