Omelia (25-05-2008)
padre Paul Devreux


Oggi festeggiamo il dono che il Signore ci ha fatto dell'Eucarestia. Gesù c'invita a nutrirci di lui, della sua presenza, per essere in comunione con lui e diventare anche noi strumenti di comunione.

Oggi è grande il bisogno di comunione, di solidarietà, di fraternità. S'inventa qualsiasi cosa pur di poter organizzare un raduno, un pranzo, una festa. Si creano circoli sportivi, hobbistici, culturali; raduni di motociclisti, di cinquecento, di ciclisti, s'inventa di tutto pur di sentirsi parte di un qualche cosa e poter festeggiare la fraternità. Gesù, proponendoci la comunione coglie il nostro bisogno. Nella messa ci nutriamo della parola che c'illumina, del pane che ci da forza e del vino che ci da gioia, ma è anche un' occasione per stare insieme. E' un pranzo compromettente, perché quelli che vi partecipano, chiedendo la comunione, si dichiarano fratelli, e tali rimangono quando escono. Se così non fosse il partecipare alla comunione in chiesa sarebbe un gesto falso o finto.

Sappiamo che in realtà la messa non basta a farci superare i vari ostacoli che c'impediscono di essere totalmente fratelli nel quotidiano, ma ricordiamoci che questa è la sfida lanciata da Gesù. Lui ci ha creduto e ci dona se stesso per sostenerci nel nostro sforzo di crederci anche noi.

Il suo non è un sacrificio espiatorio, ma un dono d'amore, come quello di quelle donne che muoiono pur di mettere al mondo un figlio. Per Gesù il figlio è la Chiesa, corpo di Cristo. Lui ce l'ha donata, noi siamo chiamati a viverla diventando sempre di più Corpo di Cristo. La presenza reale di Gesù nell' Eucaristia è al servizio della comunione che siamo chiamati a costruire tutti i giorni, cominciando con l'aiuto e l'accoglienza del povero.

Quando faccio la comunione, accetto l'idea di convertirmi e di mettere la comunione al primo posto nella mia vita?