Omelia (18-05-2008)
padre Paul Devreux


La Trinità è un dogma di fede, che troviamo nel credo, ma nasce dalla storia della salvezza.

Cuore della Trinità è l'incarnazione di Gesù, tramite il quale Dio si rivela a noi come Padre e promette la sua continua presenza tramite lo Spirito Santo. Questa è la storia, ma più che capire da dove viene fuori è importante vivere questa dimensione, convertirsi, dare importanza alla Trinità, perché dire Padre, significa riconoscere che la vita mi viene data da un altro, che è un dono. Significa anche accettare di essere figlio e quindi di ascoltare questo Padre, di riconoscergli autorità sulla mia vita, significa anche che accetto Gesù come fratello maggiore da seguire, significa amare Dio e il prossimo come ha fatto Lui e questo è possibile solo se vengo illuminato dallo Spirito Santo.

Il fatto che Dio sia Trinitario lo rende più interessante, perché un Dio unico e celibe, sa di poco; invece dire che Dio è Padre, Figlio e Spirito Santo è come dire che Dio è amore.

Ricordiamo, anche per essere maggiormente motivati, che dove c'è lo stile di vita della Trinità, dove ci si fida di Dio, che dà la libertà di donarsi e di amare, vediamo monasteri bellissimi, civiltà fiorenti, benessere, cultura, sanità, ricchezza, sviluppo. Dove si pensa solo a se stesso, cresce la povertà in tutti i sensi.

Gesù è venuto a rivelarci il Padre e lo Spirito, ma anche chi siamo noi! Chiamati a vivere della e nella Trinità.

Non dimentichiamo anche che nella nostra chiesa abbiamo l'icona della Trinità di Rublev. Rappresenta tre fratelli giovani che si assomigliano. Hanno l'aspetto serio e sereno di chi ha preso una decisione importante. Uno ha in mano il bastone del pellegrino, ed è il Figlio che è pronto a partire per andare in mezzo agli uomini. Gli altri due, con il loro sguardo, manifestano la loro comunione con il figlio e con la sua missione. C'è tra loro comunione e unità d'intenti.