| Omelia (27-04-2008) |
| padre Paul Devreux |
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Il ritornello di questo Vangelo è: "Chi mi ama osserva i miei comandamenti". Non si tratta di un ordine; chiunque è innamorato ubbidisce per amore, per il piacere di fare piacere, per un desiderio di comunione. Notiamo anche che Gesù non dice: "Se non osservi i comandamenti non ti amerò", perché l'amore di Dio nei nostri confronti non è subordinato al nostro comportamento. Dio ci ama, perché ha deciso di farlo ed è in grado di farlo. Qui non è in gioco l'amore di Dio per noi, bensì quello nostro per Lui. Se Gesù vede che desidero mettere in pratica i suoi comandamenti, ne deduce che ho veramente un interesse per Lui. Perché a parole siamo tutti cristiani, ma la verità del cuore si vede dai fatti. Quando Gesù vede che dalle pie intenzioni passo ai fatti, per esempio che mi sforzo di perdonare e di amare il mio vicino, allora mi manda lo Spirito Santo e si manifesta. Se invece vede dal mio comportamento che sono attratto da ideali diversi, si limita a rispettarmi e mi lascia in pace. La sua è una proposta di comunione. E' come se qualcuno mi proponesse di fare con lui un pellegrinaggio: se dico che mi piacerebbe tanto, l'altro capisce che non lo farò mai, se invece cerco di fissare le date, l'altro mi prende sul serio. Se aderisco a questa proposta, Gesù mi promette la presenza dello Spirito nella mia vita e anche la sua. Sentire ogni tanto la presenza del Signore è bellissimo. Sono esperienze che aprono alla gioia, danno voglia di vivere e mi sostengono nel mio cammino di fede. Per me è importante sapere che il Padre mi ama. "In quel giorno - dice Gesù - sapremo che lui è nel Padre e noi in Lui e Lui in noi". Per ora ci dobbiamo accontentare di qualche manifestazione, ma è già qualche cosa, è quello stimolo che ci invoglia ad amarlo e a camminare. Donami Signore di crescere nel desiderio di conoscerti. |