| Omelia (20-04-2008) |
| don Giovanni Berti |
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Il navigatore satellitare che ti salva Clicca qui per la vignetta della settimana. Il navigatore satellitare, quel "marchingegno" che sempre più auto montano di serie o che si acquista e poi con una ventosa si attacca al parabrezza, è secondo me una delle invenzioni più utili degli ultimi tempi. Lo dico per esperienza personale. Mi ricordo quella volta quando sono andato a trovare un amico in un'altra città per la preparazione del suo matrimonio e avevo qualche indicazione sul percorso da fare per arrivare a casa sua. Era sera, ed era assai difficile veder i punti di riferimento che il mio amico mi aveva dato e che a lui sembravano chiari ma a me, che non ero del posto, non lo erano affatto. Fatto sta che c'è voluta un'ora e mezzo serbatoio per riuscire a trovarsi in un punto della città e poi andare finalmente a casa sua. La volta successiva (il suo matrimonio) avevo già acquistato un piccolo navigatore e senza problemi (e in orario) sono arrivato. Non basta sapere il punto di arrivo di un cammino, ma anche il come percorrerlo, per evitare il più possibile di sbagliare e perdere tempo con il rischio di scoraggiarsi e alla fine di rinunciare al viaggio. Questo vale anche per la vita cristiana e Gesù quando parla ai suoi discepoli lo sa bene. Le parole di questa pagina del Vangelo sono pronunciate da Gesù al termine del suo cammino terreno. Siamo nell'ultima cena e Gesù avverte la paura e l'insicurezza crescente che abita nel cuore dei suoi amici. I discepoli sanno che il punto di arrivo è Dio e la Salvezza, ma sanno anche che è difficile perdersi, sbagliare strada e alla fine scoraggiarsi nel mondo che appare loro così ostile. E' quello che avverto io e anche tanti che in modi diversi si domandano come arrivare a Dio e come vivere la propria fede in questo nostro mondo che sembra pieno di tranelli e negatività e dove è difficile vivere da cristiani. Sappiamo bene che Dio è la Salvezza ma facciamo molta a fatica a trovare e mantenere la via per arrivarci. Gesù dice "io sono la via...". "Se molta gente di poco conto, in molti luoghi di poco conto, facesse cose di poco conto, la faccia della terra potrebbe cambiare" (Raoul Follerau) Clicca qui per lasciare un commento |