| Omelia (20-04-2008) |
| CPM-ITALIA Centri di Preparazione al Matrimonio (coppie - famiglie) |
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Nella prima lettura troviamo la prima comunità in difficoltà, e come accade in tutte le famiglie di questo mondo, si provvede a trovare una soluzione: ciascuno deve tornare a fare i lavori per cui è stato chiamato, chi alla preparazione spirituale e alla preghiera, chi ai servizi per chi ha necessità. Così nacque la figura del diacono, la storia poi ci dirà che proprio da essi nascerà il primo martire e con quale zelo diventano testimoni di Cristo. Siamo anche noi capaci a delegare per dedicarci alle attività per cui siamo stati chiamati o pensiamo d'essere indispensabili in tutto ciò che ci circonda? Gli stessi discepoli scoprirono che valorizzando le qualità degli altri la stessa comunità ne ebbe grandi benefici: "la parola di Dio si diffondeva e si moltiplicava grandemente il numero dei discepoli a Gerusalemme". Nella lettera dell'apostolo Pietro troviamo il senso delle scelte fatte dagli apostoli: "anche voi siete impiegati come pietre vive nella costruzione di un edificio spirituale, per un sacerdozio santo". E' questo un richiamo forte al senso della comunità, allo scopo che accomuna i credenti, indipendentemente dalle capacità e dalle doti personali. Tocca a noi non far diventare quella pietra angolare che i costruttori hanno scartato, sasso d'inciampo e pietra di scandalo. Gesù nel vangelo di Giovanni ci ricorda di avere fede in lui: "non sia turbato il vostro cuore, abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me". Conosciamo quanto questo sia difficile, e ce lo dimostra anche l'apostolo Filippo che pur avendo vissuto con Gesù non aveva capito nulla. Nelle letture di oggi assistiamo ad un crescendo, si parte dalla scelta per il servizio, per passare al contenuto spirituale e sacerdotale che è in noi per mezzo di Gesù e come possiamo arrivare, tramite Lui, a conoscere il Padre. Tutto questo non può che richiamarci al senso del nostro servizio in famiglia e nella comunità che deriva dalla fede in Gesù che ci invita a non essere turbati perché Lui pensa a noi. Per questo possiamo rivolgerci al Padre con il ritornello del Salmo 32: "Volgiti a noi, Signore: in te speriamo". * Nella prima lettura vediamo come le difficoltà hanno portato ad una soluzione positiva ed insperata, per noi, invece, quando ci troviamo nelle difficoltà, cosa succede? * La Parola di Dio è veramente fondamento della nostra fede (pietra angolare), o sasso d'inciampo? Quale importanza diamo alla conoscenza, all'approfondimento, sia personale, che di coppia, che di famiglia? • Nel Vangelo Gesù ci dice di "guardare oltre" agli avvenimenti concreti che possiamo controllare e dominare (il visibile), mentre Lui è per l'"invisibile": quale è la qualità della nostra fede? Commento a cura di Valerio Doretto |