Omelia (06-04-2008)
Casa di Preghiera San Biagio FMA
Commento Lc 24,29

Dalla Parola del giorno
"Egli entrò per rimanere con loro".

Come vivere questa Parola?
È il giorno di pasqua. La luce del Risorto dovrebbe fugare ogni timore, aprire alla speranza. Invece due discepoli desolati e delusi hanno preso la via del ritorno. Gesù si fa loro incontro, cerca di scuoterli da quella pesantezza che li opprime e di aprire la loro mente e il loro cuore alla comprensione delle Scritture. Qualcosa comincia a sciogliersi dentro di loro: Non ci ardeva il cuore? – si diranno più tardi.
Emmaus è ormai in vista. Siamo giunti al termine del nostro viaggio, pensano i due e, solleciti, invitano lo sconosciuto a restare per quella notte.
Un invito limitato nel tempo. Un invito di cortesia, si direbbe. Ma è quanto basta perché il Signore, che finora aveva preso lui l'iniziativa, possa raggiungere il suo scopo.
Con l'incarnazione egli ha mostrato di non venire tra noi come un viandante di passaggio. Giovanni ci fa notare che ha piantato la sua tenda tra noi. Vero compagno di ogni uomo. E l'Apocalisse annota: "Io sto alla porta e busso. Se uno mi apre entrerò e cenerò con lui."
Gesù non forza la porta della nostra casa, ma attende l'invito che gli spalanca la porta del nostro cuore. Allora egli entra, ma non per una breve sosta. Egli entra per rimanere. Che importa se gli occhi non percepiscono più la sua presenza: Egli è lì a mutare le nostre notti in giorni luminosi, a invitarci a riprendere il cammino perché i fratelli attendono la nostra testimonianza.

Oggi, nella mia pausa contemplativa, scenderò nelle profondità del mio cuore abitato. Forse in questo momento non avverto sensibilmente la presenza del Signore, ma so che lui è lì, o almeno che sta bussando alla porta perché mi decida ad aprirgli. Gli dirò con tutto lo slancio del cuore:

Resta, Signore, perché si fa sera!

La voce di una beata
Ho trovato il cielo sulla terra. Perché il cielo è Dio e Dio è nell'anima mia. Il giorno in cui l'ho compreso, tutto per me si è illuminato.
Beata Elisabetta della Trinità