Omelia (06-04-2008)
padre Paul Devreux


La settimana scorsa abbiamo visto che una delle cose che convince Tommaso riguardo alla divinità di Gesù è il fatto che si accorge che durante tutta la settimana che intercorre tra la prima e la seconda apparizione ai discepoli radunati, Gesù era sempre presente e lo ascoltava, anche se lui non lo vedeva.

Oggi contempliamo due discepoli che camminano vedendo Gesù e non lo riconoscono. Sono i discepoli di Emmaus. Persone coraggiose, capaci di prendere una decisione, infatti pare che sono i primi a decidere di lasciare il gruppo dei discepoli per tornare a casa, avendo chiaro che tanto non c'è più motivo di stare lì a piangere. Hanno già sentito dire che Gesù è risorto, ma non ci credono, e poi, anche se fosse vero, cosa cambia?

Per strada discutono animatamente di ciò che è successo, cercando di rielaborare il loro vissuto. Gesù si accosta a loro discretamente, come se volesse che prima si abituino alla sua presenza, poi si unisce a loro per ascoltarli. Gesù ha da fare tanto; deve andare da Pietro che sta chiuso in una stanza a fare il muso, deve andare dai discepoli, deve salvare l'umanità intera, e sta lì, ad ascoltare questi due, dando loro tutto il tempo necessario perché si possano sfogare.

Quanto tempo il Signore dovrà ascoltare me prima di potermi dire una parola?

Questo è il suo stile: una presenza discreta, attenta e paziente. Questo gli fa fare la sua passione per l'uomo; ascoltare le sue lamentele e i suoi ragionamenti, cercando di trasmettere un senso di pace.

Ma qui succede qualche cosa di più: viene un momento in cui Gesù si accorge che questi due sono pronti ad ascoltarlo, per cui comincia a parlare e a ri-raccontare loro la stessa storia che gli hanno appena illustrato, ma da un punto di vista nuovo. Ed ecco che la stessa storia che li rendeva tristi e arrabbiati, si illumina di immenso e gli riscalda il cuore talmente tanto che quei due beati non hanno neanche pensato a scriverla per noi. Peccato. Si sono limitati a tornare di corsa a Gerusalemme per annunciare ai discepoli che Gesù era veramente risorto e che lo avevano riconosciuto quando ha benedetto il pane, forse perché facendo questo gesto consueto di benedizione, ha alzato il pane lasciando scivolare giù le sue maniche, il che rendeva visibile i suoi polsi e i segni dei chiodi.

Questa esperienza dei discepoli di Emmaus è un'esperienza pilota, che ci descrive come il Signore agisce nella vita di tanti fratelli che vuole aiutare semplicemente rivelandosi e aiutandoli a vederlo nella loro storia tanto dal finire con il benedirla tutta. Questa è la redenzione e la risurrezione della carne.

Signore, continua a scaldarmi il cuore e a rivelarti a tutti quelli che ne hanno bisogno.

E per questo grazie, Signore Gesù.