| Omelia (27-04-2008) |
| Messa Meditazione |
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Il Paraclito, la preghiera e l’unzione Lettura Il testo, che contiene il primo detto giovanneo sul Paraclito, si apre con la domanda ai discepoli, da parte di Gesù, di osservare i suoi comandamenti. A questa condizione, Gesù fa loro un'ulteriore promessa: su sua richiesta, il Padre invierà «un altro Paraclito», che starà sempre con loro, lo «Spirito di verità», che i discepoli conoscono. Con la morte di Gesù, essi non saranno lasciati orfani. Continueranno a vedere il Maestro, perché egli vive ed essi vivranno. Nel giorno della risurrezione, comincerà la vera conoscenza a cui porta la fede: si parteciperà alla conoscenza d'amore che c'è tra Padre e Figlio, si avrà parte alla vita di Dio. Sull'amore, si fonda il rapporto che si apre ai discepoli, dopo la Pasqua. Meditazione Gesù chiede per noi al Padre il dono dello Spirito Santo, «un altro Paraclito», colui cioè che assiste e soccorre nel processo, l'avvocato difensore. Il Paraclito sarà sempre con i discepoli, al posto di Gesù che sta per lasciarli. In particolare, lo Spirito Santo sta vicino a noi nella preghiera. Qui sperimentiamo in modo speciale che «lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza, perché nemmeno sappiamo che cosa sia conveniente domandare, ma lo Spirito stesso intercede con insistenza per noi con gemiti inesprimibili; e colui che scruta i cuori sa quali sono i desideri dello Spirito, poiché egli intercede per i credenti secondo i disegni di Dio» (Rm 8,26-27). Come ha notato Origene, infatti, a pregare siamo sempre in due: noi e lo Spirito Santo. Per mezzo dello Spirito Santo, entriamo nel dialogo eterno fra il Padre e il Figlio, e la preghiera non è esaudita secondo la nostra voce, ma secondo la voce dello Spirito che prega insieme a noi, che è il nostro costante intercessore presso il Padre e che vuole sempre ciò che è meglio per noi. Il Paraclito è chiamato pure lo «Spirito di verità». Egli «dimora presso di voi e sarà in voi»: riempie i discepoli interiormente, li assiste continuamente e dona loro un'incessante forza interiore. I discepoli lo conoscono di quella conoscenza della comunione con Dio, causata dallo stesso Spirito: «voi avete l'unzione ricevuta dal Santo e tutti avete la scienza [...] la sua unzione vi insegna ogni cosa, è veritiera e non mentisce, così state saldi in lui, come essa vi insegna» (1Gv 3,20.27). Preghiera: «Vieni, o Spirito creatore [...], dolce consolatore, dono del Padre altissimo, acqua viva, fuoco, amore, santo crisma dell'anima», insegnaci a pregare, donaci la conoscenza di Dio. Agire: Farò delle soste di preghiera, pensando allo Spirito Santo che prega con me e per me. Commento a cura di don Nunzio Capizzi Clicca qui se vuoi abbonarti a "Messa Meditazione". |