| Omelia (20-04-2008) |
| Messa Meditazione |
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Gesù, la via Lettura Il turbamento dei discepoli può essere vinto dalla conoscenza della verità: l'andarsene di Gesù è un precederci e un prepararci un posto, perché possiamo essere sempre con lui, via per il ritorno al Padre. Tommaso obietta che i discepoli, ignorando dove lui vada, non conoscono la via. Gesù risponde che lui è «la via, la verità e la vita». Conoscere lui è conoscere il Padre. Il tempo che egli ha passato con noi è quello in cui, chi lo conosce come Figlio, vede il Padre. Le parole del Figlio sono dal Padre, come pure le sue opere. Uniti a lui, faremo opere come le sue, anzi ancora più grandi, perché lui, tornato al Padre, ci dona il suo Spirito. Meditazione Gesù, in quanto Figlio che ama il Padre e i fratelli, è la «via» della salvezza, perché ci rivela la «verità» di Dio e dell'uomo, ed è la «vita», perché ci dona l'amore, vita di Dio stesso. La via non è una strada, ma una persona da seguire. La verità non è un concetto, ma un uomo da frequentare. La vita non è un dato biologico, ma un amore da amare. L'accento è posto sull'affermazione «io sono la via», come risulta in generale dal contesto e, meglio, dall'affermazione secondo cui «nessuno viene al Padre se non per mezzo di me». Gesù, rivelando la verità che porta alla vita, e comunicando la vera vita a colui che la accetta e la mette in pratica nella fede, conduce chiunque crede in lui al Padre e, perciò, diventa per lui la via. Gesù Cristo, il vivente, è la nostra via: con una persona viva non può esserci un programma fatto unilateralmente una volta per sempre, ma solo un dialogo continuo e fiducioso. Solo così le imprevedibili esperienze della vita non ci deluderanno mai, ma diventeranno una gioiosa sorpresa preparata da un amico. Gesù Cristo è anche il nostro compagno nella via. Quando ci sentiamo abbandonati, quando abbiamo perso la strada, spesso stringiamo i denti e siamo tentati di contare soltanto sulle nostre forze. Spesso, però, ci rendiamo conto di non essere soli: c'è qualcuno che ci sostiene. Perciò possiamo dire con Paolo: «non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me» (Gal 2,20). E di qui la conclusione: «tutto posso in colui che mi dà la forza» (Fil 4,13). Preghiera: Signore di verità e di vita, tu sei il cammino, tu solo ci conduci al Padre. Fa' che crediamo in te, che camminiamo con te e che siamo sempre aperti alle sorprese del tuo amore. Agire: Durante il giorno, farò dei colloqui con Gesù, compagno di cammino. Commento a cura di don Nunzio Capizzi Clicca qui se vuoi abbonarti a "Messa Meditazione". |