| Omelia (06-04-2008) |
| Messa Meditazione |
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Sulla strada per Emmaus Lettura Dopo l'introduzione (vv. 13-15a), il testo parla di Gesù che si avvicina ai due discepoli in cammino verso Emmaus e si unisce a loro (v. 15). I discepoli non riconoscono il Maestro e commentano i fatti relativi al ministero e alla morte di Gesù (vv. 19-21), oltre a menzionare i racconti delle donne e di altri sul sepolcro vuoto (vv. 22-24). Gesù li rimprovera per la loro durezza di cuore e, per mezzo delle Scritture, spiega loro quello che si riferiva a lui (vv. 25-27). Gesù rimane con loro per la frazione del pane (vv. 28-30), durante la quale gli occhi dei due discepoli si aprono e riconoscono il Maestro, ma egli si rende invisibile (vv. 31). Tornati a Gerusalemme, trovano gli Undici e ne accolgono la professione di fede nel Risorto, prima di raccontare quanto è loro accaduto (vv. 33-35). Meditazione I protagonisti di questo racconto evangelico sono due di quelli che, insieme agli Undici, avevano ricevuto l'annunzio della risurrezione di Gesù dalle donne (cfr. Lc 24,9). Uno è Cleopa (v. 18); l'altro, anonimo, può portare il nome di ogni lettore, chiamato a fare la stessa esperienza. Anche se i due si sono lasciati prendere dal senso del fallimento e hanno deciso di fuggire da Gerusalemme, non possono comunque dimenticare. Pertanto parlano di ciò che sta loro a cuore, di ciò che profondamente cercano e amano. Troveranno colui che cercano, mentre lui li sta cercando. Lui, infatti, per primo li ha amati e da sempre li porta nel cuore. Il Risorto non abbandona i suoi, anzi egli può entrare anche attraverso le porte chiuse, costituite dagli occhi ciechi (cfr. v. 17) e dai cuori induriti (cfr. v. 25). Gesù vuole fare ardere i loro cuori (cfr. v. 32) con la spiegazione delle Scritture. I discepoli sentono un'affinità tra le parole del Maestro e le loro speranze. Anche noi, quando meditiamo le Scritture, possiamo percepire la loro affinità con la nostra anima. La parola scritta di Dio penetra profondamente in noi (cfr. Eb 4,12-13), parla alla nostra coscienza, mitiga il nostro dolore, illumina i nostri passi e dà la giusta direzione ai nostri pensieri. I discepoli, però, riconoscono Gesù soltanto quando spezza il pane (cfr. vv. 30-31). Finalmente i loro occhi chiusi si aprono, si spalancano sul corpo glorioso del Signore che presenta i segni della passione. L'incontro nell'intimità della mensa e il dono del pane spezzato danno loro e daranno a noi la forza per compiere «il santo viaggio» (cfr. Sal 83,6). Preghiera: Signore, concedici una fede viva nella tua presenza nella celebrazione eucaristica: tu parli a noi, quando ascoltiamo le Scritture e sei presente nelle specie del pane e del vino. Agire: Parteciperò alla celebrazione eucaristica odierna, con maggiore consapevolezza, pensando al Signore presente. Commento a cura di don Nunzio Capizzi Clicca qui se vuoi abbonarti a "Messa Meditazione". |