Omelia (30-03-2008)
Casa di Preghiera San Biagio FMA
Commento Gv 20,19

Dalla Parola del giorno
La sera di quello stesso giorno, il primo dopo il sabato, mentre erano chiuse le porte dove si trovavano i discepoli per paura dei giudei, venne Gesù, si fermò in mezzo a loro e disse: "Pace a voi."

Come vivere questa Parola?
La domenica è, per eccellenza, 'giorno del Signore'. Il sabato, che per gli Ebrei era il giorno più importate e totalmente sacro a Dio, è superato dagli splendori di questa giornata che, ancora oggi, evoca nel cuore dei credenti l'evento decisivo della fede cristiana: la resurrezione del Signore.
In queste poche righe emergono altre verità importanti. I discepoli se ne stavano a porte serrate, ancora terrorizzati dalla paura dei Giudei che, come avevano messo a morte il loro maestro, avrebbero potuto decidere di far morire anche loro. Gesù entra senza spalancare le porte. Vuol dire che il suo corpo è ora 'trasfigurato'. Lo splendore della vita eterna in cui è già entrato non ne ha fatto un'altra persona, ma lo ha ormai 'slegato' da certi impacci e da certi limiti tipici di noi mortali.
Tuttavia egli "si fermò in mezzo a loro" con quella familiarità amicale che non attenua il balenare della sua divinità ma è ben lontana dall'incutere terrore. È lì, in mezzo ai suoi, a effondere il dono di cui il cuore dell'uomo e la convivenza umana hanno più bisogno: la pace.

Mi soffermo, in quiete contemplativa, a riceve, nelle profondità del mio 'sé' quella parola: "PACE A VOI".
È luminosa ed essenziale nello stesso tempo. Percepisco la pace versarsi in me come acqua viva. Mi rilasso, mi spalanco tutto dentro. La ricevo questa onda di vita e ne sono vivificato.

Signore, tu mi dici: "Pace a voi" e io sono qui a lasciarmi pacificare da te per diventare capace, con la tua grazia, di tessere rapporti di pace con tutti, cominciando con chi vive più vicino.

La voce di un fondatore
Con la gioia nel cuore, la memoria nostra si affissi su di Lui e si sprigioni in un nuovo canto: che la nostra vita diventi nuova, perché il canto della vita è la vita stessa. Che diventi nuova, tutti i giorni nuova, che si rinnovi. Perché questo è il frutto della certezza della Sua misericordia, della certezza che la Sua potenza è più grande della nostra debolezza. Certi del Dio con noi.
Luigi Giussani