| Omelia (30-03-2008) |
| padre Romeo Ballan |
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Tre regali del Risorto: lo Spirito, il perdono, la missione Riflessioni È significativa la cronologia che ci offre il Vangelo di Giovanni riguardo a "quel giorno, il primo della settimana" (v. 19), il giorno più importante della storia. Perché in quel giorno Cristo è risorto. Quel giorno era iniziato con l'andata di Maria di Màgdala al sepolcro "di buon mattino, quand'era ancora buio" (Gv 20,1). Nel Vangelo di oggi; siamo alla "sera di quel giorno... mentre erano chiuse le porte... per timore dei Giudei" (v. 19). L'ambientazione spazio-temporale, ed anche psicologica, è completa. È iniziata ormai la storia nuova per l'umanità, nel segno di Cristo risorto. Prescindere da Lui sarebbe una perdita di valori e un rischio per la stessa sopravvivenza umana. Le porte chiuse e la paura sono superate con la presenza di Gesù, il Vivente, che per ben tre volte annuncia: "Pace a voi!" (v. 19.21.26), provocando la gioia intensa dei discepoli "al vedere il Signore" (v. 20). Pace e gioia sono fra le caratteristiche più evidenti della prima comunità cristiana (I lettura): prendevano i pasti con letizia e semplicità di cuore e godevano il favore di tutto il popolo (v. 46-47). Un favore giustificato, data la solidità e l'irradiazione missionaria di quel nuovo gruppo che si reggeva su quattro pilastri (v. 42): insegnamento degli apostoli, frazione del pane, preghiere e koinonía (unione fraterna, condivisione di beni). Pietro (II lettura), da parte sua, esorta i fedeli ad essere "ricolmi di gioia, anche se... afflitti da varie prove" (v. 6). La Pasqua di Gesù fa superare le paure del cristiano e del missionario; la fede, che porta all'incontro con Cristo risorto, aiuta a superare anche tante difficoltà psicologiche, quali l'angoscia, i timori, la depressione... Tre sono i principali doni che Cristo offre alla comunità dei credenti: lo Spirito Santo, il perdono dei peccati e la missione. Il frutto più grande della Pasqua è certamente il dono dello Spirito Santo, che Gesù soffia sui discepoli: "Ricevete lo Spirito Santo" (v. 22). Egli è lo Spirito della creazione redenta e rinnovata, che Gesù effonde nel momento della morte in croce (Gv 19,30), come preludio della Pentecoste (Atti 2ss). Per Giovanni il dono dello Spirito è essenzialmente collegato al dono della pace e, quindi, al perdono dei peccati, come disse Gesù: "A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati" (v. 23). La pace vera ha le sue radici nella purificazione dei cuori, nella riconciliazione con Dio, con i fratelli e con l'intera creazione. Questa riconciliazione è opera dello Spirito, perché "Egli è la remissione di tutti i peccati" (vedi la preghiera sulle offerte, nella Messa del sabato prima di Pentecoste, e la nuova formula della assoluzione sacramentale). Per l'evangelista Luca "la conversione e il perdono dei peccati" sono il messaggio che i discepoli dovranno predicare "a tutte le genti" (Lc 24,47). A ragione, quindi, il sacramento della riconciliazione è un inestimabile regalo pasquale di Gesù: è il sacramento dell'allegria cristiana (Bernardo Häring). I doni del Risorto sono da annunciare e da condividere con tutta la famiglia umana: per questo Gesù, in quella stessa sera, annuncia una missione universale, che Egli affida agli apostoli e ai loro successori: "Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi" (v. 21). Sono parole che vincolano per sempre la missione della Chiesa con la vita della Trinità, perché il Figlio è il missionario inviato dal Padre a salvare il mondo, con l'amore. "Come il Padre ha mandato me, anch'io mando voi": sono parole da leggersi in parallelo con queste altre: "Come il Padre ha amato me, così anch'io ho amato voi" (Gv 15,9), stabilendo un legame inscindibile fra missione-amore, amore-missione. Con queste parole resta definitivamente sancito che la Missione universale nasce dalla Trinità (AG 1-6) ed è dono-impegno pasquale di Gesù risorto. I tre doni del Risorto: lo Spirito, la riconciliazione e la missione, sono vissuti da noi nella fede. Pur senza vedere il Signore, siamo beati (v. 29) se crediamo in Lui e Lo amiamo. Siamo, quindi, grati a Tommaso (v. 25), che ha voluto mettere la mano nella ferita del Cuore di Cristo, che "cubiculum est Ecclesiae", è la stanza intima/segreta della Chiesa (S. Ambrogio). Quel Cuore è il santuario della Divina Misericordia, titolo e tesoro che nella domenica odierna è celebrato con crescente devozione popolare. (*) La misericordia divina è, da sempre, la più globale e consolante rivelazione del mistero cristiano: "La terra è piena di miseria umana, ma strapiena della misericordia di Dio" (S. Agostino). Questa è la 'buona notizia' permanente, che la Missione porta all'umanità intera. Parola del Papa (*) "Il culto della Misericordia divina non è una devozione secondaria, ma dimensione integrante della fede e della preghiera del cristiano... 'Gesù, confido in te': in queste parole si riassume la fede del cristiano, che è fede nell'onnipotenza dell'Amore misericordioso di Dio". Benedetto XVI Angelus del 23.4.2006 e del 15.4.2007 Sui passi dei Missionari - 30/3: B. Ludovico da Casoria A. Palmentieri (1814-1885), francescano, educatore: assieme ad altri operò attivamente per il riscatto di ragazzi africani dalla schiavitù. - 30/3: S. Leonardo Murialdo (1828-1900), sacerdote di Torino, educatore, fondatore dell'Istituto dei 'Giuseppini' per la formazione dei ragazzi abbandonati. - 31/3/1767: Espulsione dei Gesuiti dalla Spagna, Portogallo e dalle loro colonie in America Latina. Sei anni più tardi (1773), ci fu la soppressione della Compagnia di Gesù. - 1/4: B. Lodovico Pavoni (1784-1848), sacerdote di Brescia, pioniere nel campo sociale, fondatore, dedito all'educazione umana, cristiana e professionale dei ragazzi. - 2/4: S. Francesco da Paola (1416-1507), eremita di vita austera, fondatore dell'Ordine dei Minimi. - 2/4: BB. Diego Luigi di San Vitores (1627-1672), sacerdote gesuita spagnolo, e Pietro Calungsod (1654-1672), catechista laico, nato nelle Filippine: ambedue furono uccisi in odio alla fede cristiana e precipitati in mare nell'isola di Guam (Marianne, Oceania). - 4/4: S. Isidoro (ca. 570-636), vescovo di Siviglia e dottore della Chiesa, ingegnoso nelle scienze e nell'organizzazione, riconosciuto come l'ultimo Padre della Chiesa latina. - 4/4: S. Benedetto Massarari, detto il 'Nerò, discendente di schiavi africani (Sicilia, 1526-1589), francescano, il primo africano nero ad essere canonizzato (1743). È compatrono di Palermo. - 4/4: Ricordo di Martin Luther King (n. Atlanta, USA, 1929): leader dei diritti civili, integrazione razziale e "non-violenza-attiva", Premio Nobel della Pace (1964), assassinato a Memphis (+ 1968) - 5/4: S. Vincenzo Ferrer (1350-1419), sacerdote domenicano spagnolo, uno dei più grandi predicatori e missionari itineranti nell'Europa occidentale. |