Omelia (16-03-2008)
Casa di Preghiera San Biagio FMA


Dalla Parola del giorno
La mia ora è vicina, farò la pasqua da te con i miei discepoli.

Come vivere questa Parola?
Le palme benedette che portiamo in casa ci fanno ricordare che la quaresima segna il graduale passaggio alla primavera; l'inverno passa e c'è la speranza di una vita nuova.
Oggi seguiamo Gesù nel suo cammino finale verso Gerusalemme, verso la morte di croce che culminerà poi nella resurrezione.
Gesù dice: "La mia ora è vicina", egli abbraccia volontariamente tutto ciò che la salvezza gli costerà. L'ora di Gesù è un momento epocale della storia: Gesù uomo come noi in tutto, eccetto il peccato, offre se stesso totalmente a Dio, affinché l'umanità possa essere salvata e rinnovata nel rapporto intimo con Dio, relazione infranta dal primo Adamo.
In quel momento silenzioso della croce Gesù disse il sì alla volontà del Padre e noi eravamo presenti in Lui e Dio ha risposto il suo sì a Gesù e anche a noi, e in quel momento noi siamo stati salvati.
La liturgia di oggi ci invita a riflettere sulla sofferenza di Gesù e il significato della croce: l'asse verticale e orizzontale simboli del nostro sì a Dio e del sì di Dio a noi.
È davanti a Gesù crocifisso che possiamo conoscere Dio e il suo amore per ciascuno di noi. Sant'Agostino afferma che Dio ama ciascuno come se fosse l'unica persona al mondo da amare. Egli sarebbe morto sulla croce anche per una sola persona.

Oggi, in un momento di contemplazione guardiamo al Crocifisso e meditiamo sulla passione di Gesù: quale risposta di amore posso io dare a tanto amore per me?

La voce di un grande mistico del nostro tempo
Ecco la nostra situazione: senza Cristo noi siamo completamente tagliati fuori da Dio, non abbiamo accesso a Lui... Con e in Cristo tutta la nostra vita è trasformata e santificata. "Noi proclamiamo Cristo Crocifisso come la nostra redenzione, la nostra forza, la nostra sapienza, la nostra vita in Dio" (1Cor 1, 23-24).
Thomas Merton