| Omelia (16-03-2008) |
| CPM-ITALIA Centri di Preparazione al Matrimonio (coppie - famiglie) |
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Fin da quando eravamo bambini il Vangelo della domenica delle Palme ha suscitato in noi sensazioni e pensieri contrastanti. Da un lato il prologo festoso alla Santa Messa con tanto di rametti di ulivo e di palme intrecciate, dall'altro il ricordo, tremendo e disperante della Passione di Gesù. Da sempre a chiederci, interrogarci: perché tanta festa deve finire in tragedia, in dramma, in una morte che negli uomini del tempo suscita angoscia, sconforto, disperazione, sconfitta. La morte vista come fine, conclusione, perdita, annullamento. La morte come lacrime, sofferenza, dolore. Quante volte al funerale di un amico, di un parente, siamo stati assaliti da questi sentimenti. Ma la domenica delle Palme ci deve indurre a rivedere questa lettura: la morte nasce da una festa, da una entrata trionfale. In fondo è veramente l'inizio di qualcosa di nuovo, della vera vita. Possiamo dare della Passione di Gesù una lettura che ci conforti anche nel nostro rapporto di coppia, una morte che porti a nuova vita, alla resurrezione, al trionfo sul male e su ogni difficoltà? Certo che è possibile! Solo la morte dei nostri egoismi individuali potrà portare alla nuova vita della nostra coppia. Sposarsi è un po' il morire delle nostre individualità per far nascere una nuova entità, la coppia, che oltre a comprendere marito e moglie chiamerà a far parte della nuova famiglia la coppia, il Signore, i figli: non c'è posto per gli egoismi. La Passione ci insegna che una tale trasformazione, un tale passaggio a nuova vita, non è facile, non è privo di fatiche e di rinunce, ma è necessario che il seme muoia per generare una nuova pianta. Nel Signore la morte è genesi di nuova vita, così è per la nostra vita terrena, così è per i rapporti di coppia nel Sacramento del Matrimonio. Se teniamo in vita, con quello che ai nostri giorni si chiamerebbe accanimento terapeutico, i nostri egoismi non potremo mai dare alla luce la nostra nuova vita di coppia. Se ci pensiamo bene i matrimoni falliti nascono tutti dalla mancanza della "morte" delle individualità precedenti. Come nel battesimo occorre "rinunciare", far morire, tutto il male che può nuocere alla nostra nuova vita. Per la revisione di vita - Cosa sopravvive dei nostri egoismi individuali nel nostro matrimonio? - C'è stato un momento in cui abbiamo sentito il passaggio ad una nuova vita di coppia? - Che cosa ci ha reso consapevoli che la nostra vita di coppia è realmente nuova vita per ognuno di noi? A cura di Gloria e Riccardo Revello |