Omelia (09-03-2008)
don Nazareno Galullo (giovani)
Amico mio....tu non morrai mai!

Io sono tu sei egli è....ecc.ra. Potrei continuare...ovviamente dicendo tutte le coniugazioni. Mi sembra che il verbo "essere" è molto poco usato ultimamente. Si usa di più il verbo "avere", "possedere", "sentire".
Eppure, nelle relazioni umane non c'è che un verbo: ESSERE.
Che c'entra questo con Lazzaro, Marta, Maria, Gesù Cristo?
Oggi ho solo voglia di ribadire un concetto: IO SONO. Come TU SEI. Tu sei amato, tu esisti.
Diciamo allora che essere=esistere. E allora la risurrezione di un amico di Gesù, Lazzaro, significa che di fronte all'amicizia Gesù vuole che un amico continui ad esistere, ad ESSERCI.
Tutto qua.
L'amicizia è qualcosa di magico, dice qualcuno. Io dico: è qualcosa di SACRO. Perché ha un riferimento all'esistenza, all'esserci, qui ed ora. Non si può essere amici di tutti: di pochi e bene.
Non "ci si sente" amici: si È amici.
È solo nell'amicizia che si può scoprire di essere amati. Anche il rapporto tra un ragazzo ed una ragazza...è una grande amicizia, talmente grande che ci si completa l'un l'altro. E poi, quando il completamento è sicuro, certo, garantito, si decide di ESSERE UNA COSA SOLA per tutta la vita, ci si unisce e si ottengono i frutti dell'amore: i figli.

Lazzaro è un vero amico di Gesù, insieme a Marta e Maria. Rileggiamo il dolore di Gesù per la sua scomparsa. Lo fa tornare in vita (non è la risurrezione finale) perché Gesù vuole essere amico, continuare ad esserci per lui, a sentire il suo
sorriso, la sua presenza.
Se coltiviamo amicizie VERE queste ci aprono all'amicizia con Gesù, che è l'unica cosa che può dare senso alla nostra vita: la nostra vita qui finisce, ma continua nell'eternità. Anche un'amicizia è eterna, se è vera.
Gesù ci insegna a non tradire l'amico, ad esserlo fino alla fine. Lui può risuscitare Lazzaro e lo fa. Ma vuol risuscitare anche ciascuno di noi. Gesù non vuole la nostra morte. Perciò è morto e risorto.
Se vivi belle amicizie puoi capire Gesù.
Lui vuol essere tuo amico. Certo, è un amico che non vedi, che non senti, è più difficile conoscerlo. Ma, nello spirito, questo avviene se ti apri. Se ami gli amici di vero cuore e testa, potrai dire di essere anche amico di Gesù.
Se l'amicizia è solo per cose terrene...chi manterrà quest'amicizia quando non saremo più sulla terra? Nel cielo le cose sono spirituali, ma l'amicizia è qualcosa di profondamente spirituale, già qui sulla terra. Due amici, uniti per la pelle e per la vita, che profondamente si amano nella libertà...non muoiono mai! Saranno sempre vivi, l'un per l'altro.
Questo è il percorso che vi invito a fare: a costruire belle e buone amicizie, non troppe (per non correre il rischio di essere amici di tutti e cioè di nessuno) ma poche e ottime.

Dedico queste righe a due ragazzi, G. e A., che si stanno scoprendo sempre più come veri amici, uniti nelle gioie e nelle sofferenze che la vita gli ha concesso. Si amano..e non hanno vergogna di dirsi: "TI AMO COME AMICO", perché sono profondamente uniti nello spirito. E sono sicuri che la loro amicizia non cesserà mai. Perché, l'uno all'altro è come se dicesse: TU non MORRAI MAI PER ME!
Capite la risurrezione di Lazzaro dal punto di vista di Gesù?

CIAO; vi abbraccio tutti.
Naza
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