| Omelia (09-03-2008) |
| padre Mimmo Castiglione |
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Meglio tardi che mai! La giornata in convento comincia presto. Il suono della campanella desta quando ancora è buio. Ricordo, quand'ero studente in seminario tanti anni fa (molti), di un confratello semplice e simpatico, per il quale probabilmente valeva la massima del poeta e drammaturgo tedesco Hebbel: "Il sogno è per lo spirito ciò che il sonno è per il corpo". Preferiva infatti "ritardare il tempo", attardarsi nel suo giaciglio e continuare a dormire, esentandosi spesso (quasi sempre) dal partecipare all'Ufficio divino, fantasticando altre campane! In seguito preferì andare anche per altri lidi! Puntualmente, dopo la preghiera del mattino, quando ormai s'era levato (molto in alto) il sole, per farlo drizzare in piedi su dal letto, per scherzo e con ironia, insieme si gridava davanti la porta della sua cella: "Vieni fuori Lazzaro"! Ma nessuno mai appariva! Gesù acqua, Gesù luce, Gesù vita! Lazzaro risuscitato. Il Maestro prepara i discepoli al "dopo", alla Croce, e non scoraggiarsi! Condotti al sepolcro per poi vederlo "vuoto", e non disperare! Settimo segno giovanneo. Anticipazione del prossimo, l'ottavo, l'ultimo, il più importante, che li compendia tutti: la Risurrezione di Gesù: giudizio del Padre che obbliga i figli a scegliere e schierarsi! Li immaginiamo tutti compiaciuti, quanti erano presenti all'evento straordinario, stupiti! Ma poi, di loro e della loro "fede" che ne è stato? Han continuato? Sono rimasti? Come han risposto? Hanno accolto o rifiutato? Alcuni crederanno. Altri invece, ostili respingeranno. Paura? Invidia? Paradosso! Tanta opposizione a molta Grazia! Si combatte ciò di cui si ha più bisogno! Si dovrebbe esser contenti che c'è chi fa uscire i morti dal sepolcro, e invece?! Quante volte s'era chiesto un segno?! Eppure?! Ora che è stato dato ed è il più importante, non si crede! A chi dice d'essere ciò che pronuncia e veritiero lo realizza, d'eliminarlo si dispone! Pensieri omicidi nei confronti di Gesù. Stando bene attenti a non lasciare "segni", cancellando tracce! Anche Lazzaro! Pesante coabitare con la morte. Ancor più faticoso convivere con la risurrezione. Maria, Marta e Lazzaro. Famiglia amica amata da Gesù. Chissà quante volte lo avevano seguito nel suo pellegrinare, assistendolo. Chissà quante volte Gesù, passando per Betania sobborgo di Gerusalemme, s'era fermato a casa loro per ristorarsi e riposare. Lazzaro s'ammala, ha bisogno dell'amico Gesù, del suo soccorso. Chissà a quante guarigioni aveva assistito, a quanto conforto?! Signore, quello che tu ami, sta malato. Gli mandano a dire. Come Gesù ama il discepolo diletto ed il giovane ricco, Giuda, Pietro e tutti quanti gli uomini nel mondo. Quante risonanze nel cuore pensando il passato! Quanta impotenza! Sensi di colpa per non essere andati?! Rabbia per non aver potuto far nulla?! Se Lazzaro dorme, - pensano i discepoli - allora s'è ripreso e non è più necessario andare! Il Maestro invitato, dunque non giunge. Atteso con impazienza, non arriva. Quando lo fa è in ritardo, è troppo tardi! Ha dovuto aspettare che i suoi fossero pronti. Ma è già accaduto il peggio, è successo quel che più si temeva: Lazzaro è morto! Delusione e rabbia nei confronti dell'amico Gesù? Ma è proprio "ora" che il Signore può aiutare, e rivelarsi glorificando il Padre. Ritornare in Giudea? In bocca al pericolo? Tra le fauci della morte? Lapidazione scampata già due volte! Ci vuole tempo per comprendere ai discepoli, per accogliere. Due giorni! Due giorni per spostarsi occorsero anche a Gesù per andare alla festa delle capanne. Finalmente si decidono. In viaggio! Tommaso il gemello generoso, per primo s'associa. E fa l'eroe! Proprio lui che "dopo" vorrà toccare, per credere al Risorto. Troppo tardi! Troppo tempo è già passato, e nessuno poteva prevedere! Tranne Gesù, è ovvio, certo, sapeva! Oramai è di quattro giorni della distruzione il decorso. Ed il terzo ahimè è trascorso. Marta va incontro al Maestro. Un po' aggressiva? Ma poi la fede ribadisce. Come anche dopo Maria. Se tu fossi stato qui! Forse è il rimprovero di un'aspettativa delusa? Gesù soffre per l'incomprensione? Quante volte ho pensato la stessa cosa, rinfacciato la stessa accusa! Meglio non avere aspettative, eviteremmo amarezze. Maria sembra indifferente ad ogni richiamo. Perché? Angustiata? Ripicca? Non s'era forse accorta dell'arrivo? Seduta accoglie cordoglio per chi si trova in lutto?! Marta ritorna a casa, avvisa la sorella della presenza del Maestro. S'alza in fretta andandogli incontro, si prostra, ripetendo però la stessa frase, la stessa accusa? Poi, quando si renderà conto, durante la "cena del ringraziamento" ungerà grata l'Agnello. Come anche nel giorno della sepoltura! Gesù fremé nello spirito e fu sconvolto. Come al tradimento di Giuda. Come quando incontra i greci. Impressiona il fatto che Gesù pianga. Per ben "tre volte", Io sono, freme per il ribrezzo per il terrore e si commuove. Gesù sensibile? Gesù sentimentale? Gesù debole come al Getsemani? Perciò comprende, per questa ragione compatisce. Poi avviene l'imprevedibile, quello che non si osava sperare. Risorgere ancora in questo mondo! Già dal Maestro per ben due volte fatto. Ora, ed è la terza volta, il Veniente dona la sveglia a Lazzaro dormiente. Via la pietra che chiude il passaggio e ci separa dalla morte, o dalla vita! Gesù sacerdotale alza gli occhi al Padre, già rende grazie essendo certo d'essere esaudito. Grida perché il morto esca fuori dal sepolcro, dal pozzo con il masso sopra, o dal Mar Rosso. Temeva forse che l'amico non sarebbe uscito? O morto di nuovo per la paura? Soffocato dalle bende puzzolenti? O che non volesse rinunciare a quella "quiete"?! Niente domande curiose. Niente scuse! Poi la "festa", senz'altro, immaginiamoci pure! Ma anche un verdetto dal quale non si torna indietro. Comincia a mettersi veramente male! Comincia a mettersi in moto la Sventura. S'avvia la "macchina" dell'Iniquità, il grande "pachiderma", la congiura di "palazzo", il complotto "statale". Faranno fuori Gesù. E Lazzaro? Probabilmente pure! E "finalmente" poter morire in pace! Una sola volta! PREGHIERA Pietà Gesù, per tutte le volte che ti ho accusato di abbandono, rivendicando diritti di assistenza inadempiuti. Pietà Maestro, per tutte le volte che ti ho giudicato insensibile alla sofferenza ed al dolore di quanti soffrono, di quanti muoiono. Pietà Signore, per la mia ingratitudine. Quante volte m'hai risorto?! Le "bende" puzzolenti del mio peccato ancora esalano odore di morte, e già dimentico di stare attento! Pietà Signore Gesù, per tutte le volte che ho desiderato morire o rimanere nella morte. Pietà o Padre, per tutte le volte che non ho voluto rispondere ai tuoi richiami di vita, per non "svegliarmi" ed affrontare nuovamente la fatica del vivere. |