| Omelia (09-03-2008) |
| CPM-ITALIA Centri di Preparazione al Matrimonio (coppie - famiglie) |
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Singolare pagina evangelica quella che viene proposta in questa quinta domenica di quaresima. E' un racconto molto lungo, dettagliato, complesso, ricco di significati e risvolti particolari. Raramente un fatto evangelico viene descritto con tanta precisione. I tempi che Gesù impone a tutta la vicenda ("Quando sentì che era malato, rimase per due giorni nel luogo dove si trovava") vogliono certamente sottolineare la particolare importanza che vuol dare a questo miracolo e all'insegnamento che se ne deve trarre ("Lazzaro è morto e io sono contento per voi di non essere stato là, affinché voi crediate"). Indubbiamente il tema della risurrezione di chi è amico di Gesù è il perno centrale del racconto evangelico: il Signore garantisce la vittoria sulla morte di chi è amico del Figlio. Lazzaro è amico di Gesù e pertanto viene e verrà risuscitato dai morti. Ma possiamo anche dare una lettura molto particolare del passo evangelico nei confronti della coppia cristiana, degli sposi che consacrano al Signore la loro unione. Spesso, anche nei matrimoni più solidi ci sono momenti di difficoltà, anche grave, momenti in cui viene da dire: "Ci vorrebbe un miracolo". Ma Gesù il miracolo lo propone costantemente. Con il Sacramento del matrimonio si pone al fianco dei due sposi per percorrere con loro i sentieri della vita matrimoniale: non ci garantisce che non ci saranno difficoltà, ma ci assicura che sarà al nostro fianco. Lo ha dimostrato a Lazzaro, ai discepoli, lo ha ripetuto più volte. Dunque Gesù è al nostro fianco nella vita di coppia. Ma... e allora le difficoltà, le liti, le separazioni, i divorzi. Come facciamo a riconoscere la presenza di Gesù al fianco della nostra coppia? Le sorelle di Lazzaro hanno mandato a dire a Gesù che Lazzaro era malato, lo hanno pregato di intervenire... Ecco come fare: pregare Gesù, chiedergli di esserci vicino. Non aspettiamo i momenti di crisi irreparabile per implorare il suo aiuto. Lui potrebbe darci il suo aiuto, come sempre, ma il nostro cuore potrebbe essere diventato tanto duro da non poterlo ascoltare. Gesù, insomma, deve diventare nostro amico, dobbiamo raccontargli, tutti i giorni, le nostre difficoltà, chiedergli ogni momento di aiutarci. Come ci confidiamo con un amico o un parente, così dobbiamo rendere Gesù partecipe della nostra vita di coppia. Non perché Lui ci porga il suo aiuto, ma perché noi due lo si sappia ascoltare e accogliere. Per la revisione di vita: - Quando chiediamo aiuto a Gesù? - Quando abbiamo concretamente sentito il suo sostegno? - A cosa rinunciamo per poter avere sempre al nostro fianco il Signore? Commento a cura di Gloria e Riccardo Revello |