Omelia (02-03-2008)
padre Mimmo Castiglione
Oggi piscina!

Quale il peccato? Di chi la colpa?
Chissà quante volte queste domande ci hanno martellato le tempie,
come tarli nella mente ci hanno corroso la pace,
inquinandoci i pensieri, amareggiandoci l'esistenza.

La buona e bella notizia di oggi ci dice che non c'è un colpevole.
La sofferenza esiste e basta, fa parte della realtà.
Importante scoprirne il senso, se ne ha,
o quello che assume in vista dell'opera di Dio.

Piscina di Siloe in Gerusalemme capitale,
allo sbocco del canale che Re Ezechia aveva fatto scavare secoli prima.
Vi si attingeva in caso d'assedio, per le cerimonie sacre
e per la processione dell'acqua durante la festa delle capanne.

Gesù Profeta passa, vede, dice,
dona la vista a un cieco dal ventre della madre!
Ancora è giorno, non è la notte.
Tempo della missione del Padre, da attuare.
E Gesù Maestro pieno d'ansia per il cuore dell'uomo
deve operare, con i discepoli.

Acqua e luce. Simboli della vita.
E poi il fango! Nuova creazione?

Ai bordi d'altra piscina, quella di Betesda, nell'aria del tempio,
sempre in giorno di sabato inviolabile,
Gesù aveva guarito un paralitico:
bloccato nella vita, nel muoversi e nel fare!
Limitato e borbottone,
incapace di "cogliere l'occasione" di conoscere il Liberatore!
Nonostante fosse stato guarito, alla prima difficoltà
denuncia il Maestro senza avergli chiesto nemmeno il nome.
Certo non loquace e intelligente, astuto e grato come il cieco nato.

Anche allora il miracolo aveva suscitato una contesa con i giudei.
Dibattiti e diatribe a non finire. Perché chi infrange la legge è peccatore!
Per noi invece chi fa il miracolo donando luce è il Redentore!

Lavora di sabato Gesù, facendo (non per magia) un impasto:
terra unita a saliva, che si credeva avesse virtù medicinali.
Non c'era pericolo di vita, non poteva dunque aspettare un altro giorno?
Sarà stato informato il cieco del miscuglio?
Emerge comunque tanta fiducia, speranza ed anche confidenza,
se poi il Taumaturgo col tocco della mano potrà permettersi
di spalmare nei suoi occhi un tale "pasticcio".
Non sarà per questa aggiunta (che aumenta oscurità)
che il mendico sarà guarito.
Acquisterà la vista per la parola del Salvatore.
Infine si lascerà scomunicare, espellere.
Lasciandosi trovare poi di nuovo dal Signore!

Ancora un incontro dunque, pieno di buone e belle notizie.
Gesù dice, Gesù fa', in un giorno vietato! Lui è il giorno!
Gesù realizza ciò che annuncia. Gesù è vero!
Tra una battuta e l'altra ed un po' d'ironia,
si consuma un'esperienza che sconvolge.
Impressiona la brevità del racconto
rispetto alla polemica che sembra essere interminabile.
Il povero ex cieco, invece di ricevere rallegramenti per quanto avvenuto,
è oggetto di un interrogatorio a più riprese, che pare inarrestabile.
Coinvolto pure chi ammette d'esser genitore ma non risponde oltre.

Un cammino la fede! Quello che prima non ci vedeva, che "non sapeva",
giunge al riconoscimento di un uomo di nome Gesù, che diventa pian piano:
Rabbì, la Luce, l'Inviato, il Profeta,
il Cristo, il Figlio dell'uomo, il Signore.
Durante il percorso tanta ostilità, rifiuto, incredulità, paura, disprezzo.

Dal "fango" la salvezza! Come quando dai poveri riceviamo l'aiuto!
Un "lavaggio" (un'immersione ) e poi la luce!
Come fu al tempo di Eliseo per Naaman il siro al Giordano.
Come sarà in futuro l'illuminazione battesimale!
Risultato: il cieco vede e già si protesta! Si rimpiange l'elemosina?
Intanto chi presumeva di vedere ora è nel buio.

Importante il vedere, lo sa bene chi ne rimane privo.
Esser ciechi fin dalla nascita. Inimmaginabile!
Niente colori, neanche bianco e nero.
Impossibile rappresentarsi in "tinta" le cose, la realtà.
Nessun punto di riferimento, neanche il ricordo di qualcosa.
Niente di niente. Descrizioni insufficienti.
Raffigurarsi la realtà, lì dove è possibile, col tatto, odorando.

Disprezzato? Unica possibilità di sopravvivenza mendicare!
Che tristezza, che tragedia, che pena.
Sentirsi un peso, considerare la vita come una maledizione.
Doversi consegnare, dipendere dagli altri in tutto.
Temere sempre d'inciampare o del tranello e cadere.
Situazione davvero difficile da accettare. Faticosa da sostenere.
Una zavorra per tutti quanti. Per i parenti, i conoscenti.
Forse anche per i genitori, che ricercano la causa, il perché,
chiedendosi di chi è la colpa, dove hanno sbagliato?!
Una zavorra per gli amici, semmai ne abbia avuto?! Chi ci "sta" con un cieco?!
Sì, forse per un po' di tempo, ma poi ci si stanca. O no?
Un problema anche per i passanti, il "vederlo", il fastidio!
La proiezione della propria caducità.
Alla fine il "cieco vedente" sarà scacciato.
Toccherà allora a Gesù andarlo a cercare,
per visitare la solitudine di chi accoglie il dono della fede e viene ostacolato,
giudicato, isolato, allontanato, perché riceva il conforto della sua compagnia.
Già! La cosa veramente importante per superare le ostilità e l'isolamento:
avere la compagnia del Signore!

Buone notizie dunque: nessuno è colpevole! Nessun capro espiatorio!
Niente pene da soddisfare. Nessun castigo, neanche quelli "d'amore" per i peccati commessi.
Solo pietà e compassione per la debolezza umana.

Il mondo senza luce?! Che sarebbe? Immaginiamoci pure. Niente vita!
Buio, notte, tenebra e freddo, gelo, malattia, sofferenza e morte.
Di luce, di fuoco e di calore abbiamo bisogno per vivere.
Come della fiamma e del sole.
Quanto ascolto dalla Parola di Dio?!

Laudato sie, mi' Signore, cum tucte le Tue creature,
specialmente messor lo frate Sole,
lo qual è iorno, et allumini noi per lui.
Et ellu è bellu e radiante cum grande splendore:
de Te, Altissimo, porta significatione.

Laudato si', mi' Signore, per frate Focu,
per lo quale ennallumini la nocte:
ed ello è bello et iocundo et robustoso et forte.


Sembra risuonare la voce di Francesco d'Assisi orbo,
che insieme al Cieco della piscina di Siloe,
ancora ricordano com'erano: Immersi nelle tenebre.
E poi Videro una grande Luce.

E noi, dove siamo? Ci ritroviamo?
Nel cieco? Nei genitori? Nei passanti? Nei farisei?
Abbiamo bisogno di luce, di vedere? E che cosa?


PREGHIERA

Dell'affetto ne faccio a meno. Tengo di più alla gratificazione.
È forse l'amore il più grande bisogno del cuore dell'uomo?
Non è forse il capire? L'intendere un po' Dio?
Comprendere l'animo umano, gli eventi e le cose?
La luce il vedere è il più grande bisogno che ho!

Grazie Gesù, perché ti accorgi della mia miseria,
perché non guardi da un'altra parte, ma tuo interesse è vedere la mia malattia:
il mio bisogno di luce, di vedere, di capire, d'essere guarito, di salvezza.
Grazie per la tua compagnia che m'allontana dalla solitudine e dall'isolamento.

Pietà Signore Gesù, per tutte le volte che "mendicante",
superbo non manifesto il mio bisogno, mancando di fede.
Pietà per tutte le volte che "cieco", credo di vedere. Pietà per la mia presunzione.
Pietà per tutte le volte che mi sono cullato nel "mendicare",
facendo la vittima della situazione.