| Omelia (16-03-2008) |
| Messa Meditazione |
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La fede sgorga dal sacrificio di Cristo Lettura La trama della Passione, secondo Matteo, è segnata dal Sal 22 (il martirio del giusto) e dall'oracolo di Is 53 (la condanna del servo di JHWH) di cui l'evangelista cerca di dimostrare il compimento in Cristo. Gesù è solo di fronte ad un'ampia schiera di avversari. Tra questi, al primo posto vi sono i suoi discepoli, che lo dimenticano, lo tradiscono, lo rinnegano, l'abbandonano nonostante gli attestati di benevolenza del maestro nei loro confronti. Gesù fa dono di sé, con l'Eucaristia, rimanendo in stretta unione col Padre. La frase centrale di tutto il racconto è: «Padre mio, se questo calice non può passare senza che lo beva, sia fatta la tua volontà» (26,42). Ed è solo Matteo a ricordare la frase degli anziani sotto la croce: «Ha confidato in Dio; lo liberi lui ora, se gli vuol bene» (Mt 27,43). Gesù non è vittima della potestà terrena, ma è sempre Lui a prendere le decisioni. Durante il processo religioso e civile, Gesù rimane muto, impassibile e Matteo inserisce la fine disperata di Gesù come monito per gli accusatori. Meditazione Con questa domenica ha inizio la Settimana Santa. La liturgia odierna si apre con la memoria dell'arrivo di Gesù a Gerusalemme, narrata nei quattro Vangeli. L'ingresso di Gesù a dorso di un asino richiama la missione messianica che ha ricevuto dal Padre, e l'offerta di tutta la sua esistenza per la salvezza dell'umanità. La preoccupazione di Matteo è di salvaguardare la dignità oltre che l'innocenza di Gesù; per questo sottolinea: «Non rispose neppure una parola» alle interrogazioni di Pilato. Solo Matteo ricorda il lavaggio delle mani del procuratore romano e la garanzia di innocenza che egli rilascia nei confronti del Nazareno. La morte di Gesù è seguita da segni: la terra trema, i sepolcri si aprono; forse sul piano storico non era accaduto nulla, ma sul piano salvifico si era verificata una trasformazione irreversibile. La frattura del velo del tempio indica che il giudaismo e il separatismo giudaico sono finiti: il Dio d'Israele è diventato il Dio di tutti. Il vecchio mondo è sconvolto fin dalle fondamenta per dare avvio al nuovo. «Scoprirò i vostri sepolcri» aveva annunziato Ezechiele (37,12); per l'evangelista questo evento coincide con la morte di Gesù. Lo Spirito di Gesù, di cui parla il profeta, parte dal Cristo morto e si diffonde sui presenti e su quanti da secoli attendevano la salvezza. La tragedia del Golgota si chiude per Matteo con un messaggio di speranza. Nella defezione e nell'ostilità generale c'è un gruppo di nuovi amici di Gesù che confessano in coro la sua messianità: sono il centurione e «quelli che con lui facevano la guardia», anticipo della "chiesa dei gentili". Preghiera Signore, fa' che non io resti a Gerusalemme ad osannarti con la palma in mano, ma abbia il coraggio di seguirti anche lungo il cammino verso la croce e la resurrezione. Agire Desidero purificare il mio cuore dall'invidia, dall'odio e dall'inimicizia, per vivere una Pasqua all'insegna della Misericordia. Commento a cura di don Gian Franco Poli Clicca qui se vuoi abbonarti a "Messa Meditazione". |