Omelia (02-03-2008)
Messa Meditazione
Gesù, luce del mondo

Lettura
Giovanni è l'evangelista che maggiormente si preoccupa di portarci all'interno del mistero di Gesù: vero Dio e vero uomo. Egli restituisce la vista al cieco, ma in realtà è su di un'altra "luce" che il brano ci vuol far riflettere. Saper riconoscere il Nazareno come il Cristo, il Figlio di Dio; nei passi che precedono e seguono il brano odierno questa richiesta da parte di Gesù è pressante: lo chiede ai suoi apostoli ed è Pietro a rispondere: "noi abbiamo creduto e conosciuto che Tu sei il Santo di Dio" (Gv 6,69). Alcuni tra il popolo lo riconoscono come il Cristo, anche se i dubbi non mancano (Gv 7,25-27.31); i giudei e i farisei, invece, sono coloro che più di tutti si rifiutano di accogliere Gesù come il Messia. Il loro atteggiamento non è però sincero, ma, al contrario, dettato dall'invidia, dalla superbia; e cadono, infatti, in grandi contraddizioni che Gesù prontamente smaschera (Gv 8,13-30; 10,22-39).

Meditazione
Continua il cammino quaresimale e la Chiesa ci pone, con la Parola di oggi, la stessa domanda che Gesù fece agli Apostoli: "Chi dite che io sia?". Per una lettura corretta del brano, dobbiamo tener presente che, nel Vangelo di Giovanni, i "giudei" ostili a Gesù erano i capi del popolo, non tutto Israele, e anzi, nello stesso Vangelo, Gesù afferma: "La salvezza viene dai giudei" (Gv 4,22). Dobbiamo tener presente questa realtà per non cadere in luoghi comuni e condanne affrettate. La domanda fondamentale di oggi è "Chi è Gesù?". Poter rispondere che Egli è il Signore è frutto della Fede, che è dono dello Spirito, come lo è recuperare la vista per il cieco. L'altro tema fondamentale è quello della sofferenza; per gli ebrei infatti colui che era colpito da una disgrazia era un peccatore punito da Dio (cfr. Giobbe), mentre Gesù afferma: "Né lui, né i suoi genitori hanno peccato, ma è così perché si manifestassero le opere di Dio". Possibile che Gesù strumentalizzi la persona per manifestare la sua potenza? In realtà Egli opera secondo la misericordia di Dio e aiuta così a comprendere la natura Sua e di Dio stesso. Il male, però, in rapporto alla potenza liberatrice di Dio, rimane comunque un mistero e la fiducia nella vittoria divina sul male e nella salvezza portata da Gesù è propria della fede. Il giudizio negativo non è su coloro che non posseggono questo dono, ma su chi, sicuro di conoscere la Verità, rifiuta di vedere al di là di se stesso.

Preghiera
Apri i miei occhi, Signore, apri il mio cuore con il dono della fede, per riconoscere in te, crocifisso e risorto, il Figlio di Dio. Amen.

Agire
Voglio imparare a leggere ciò che mi succede senza pensare di conoscere la Verità, ma rimettendomi con l'animo di un bambino davanti alla Parola e agli avvenimenti che Dio permette nella mia vita.

Commento a cura di don Gian Franco Poli

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