| Omelia (02-03-2008) |
| padre Paul Devreux |
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Oggi il Vangelo ci racconta la guarigione del cieco nato. Penso che sia stata un'esperienza bellissima per quest'uomo: vedere la luce, i colori, la gente, la natura. Eppure qualcuno sostiene che era più importante rispettare la legge del sabato. Fa rabbia e tristezza vedere che c'è qualcuno che non festeggia in una circostanza come questa, ed è duro anche per Gesù, ma perché si comportano così? Per paura di Dio: equiparavano la guarigione ad un lavoro, e siccome la legge proibiva di lavorare il sabato, pensavano che Gesù disubbidiva e attirava l'ira di Dio non solo su di sè, ma su tutto il popolo. Ecco perché sono preoccupati. Il loro non è un legalismo gratuito, ma il loro modo di tutelare il bene comune. Quello che è affascinante in questo racconto è vedere che i farisei, pur di difendere il loro punto di vista, sembrano ciechi, mentre il cieco, che ha sperimentato l'amore e la libertà del Signore nei suoi confronti, più discute con i farisei, più capisce chi è Gesù, e questo proprio grazie alla discussione che ha con loro, perché all'inizio lo chiama semplicemente: "L'uomo che chiamano Gesù", mentre alla fine, perplesso nei confronti dei farisei e deluso dai suoi genitori che non lo difendono, chiama Gesù "Signore" e si prostra. Da qui vediamo l'inutilità di certi dibattiti riguardo all'esistenza di Dio e al suo amore. Neanche un cieco guarito può aiutare a credere nel Signore. La fede è veramente un dono di Dio, misteriosamente distribuito, però parlarne mi aiuta a chiarirmi le idee, basandomi sul mio vissuto. Gesù, facendo questo miracolo, rivela ancora una volta il volto di un Dio Padre attento al bisogno dell'uomo più che a ciò che fa. Unico suo desiderio è quello di poterci aiutare e renderci felici. Anche la legge, se ce la dà, è per aiutarci a convivere bene, non come strumento per poterci condannare. L'intenzione di Dio, del legislatore, è sempre il bene dell'uomo. Quando questo viene meno, è segno che la legge è applicata male, e non rispetta più la volontà di Dio. Chi è che ha detto: "Ama e fai quello che vuoi?" Questo certamente il Signore lo fa', e Gesù ce lo ha rivelato, al costo di finire in croce. Signore, grazie per questa rivelazione: donaci di accoglierla. |