Omelia (24-02-2008)
padre Mimmo Castiglione
Idro … salvezza!

È mezzogiorno: l'ora sesta! Esausto, l'Agnello, è ormai sfinito.
S'immoli sulla Croce il sacrificio! Giunga la Grazia che redime e salva:
Acqua insieme a Sangue, che sparsi a fiotti dal Costato,
ci immergono per riconciliarci e regalarci pace.

Il mondo senz'acqua? Immaginiamoci pure!
Sete, aridità, sporcizia, malattia, sofferenza, morte.
Sorgente, pozzo, fiume, lago, mare.
L'acqua che purifica, vivifica e salva.
L'acqua che non si può fermare!
Quanto ascolto dalla Parola di Dio!

Gesù passa "apposta" per la Samaria. Terra di "mischiati".
Relazioni pessime con i Giudei. Giunge a Sichar.
Stanco ed assetato si ferma. Siede alla sorgente di Giacobbe.
Alla donna che arriva chiede da bere.
Come dirà anche dopo in Croce!
Difficile per lei ricollegarsi a quanto detto della fonte nelle Scritture.
Desidera l'acqua "prodigiosa" sì, ma al "naturale"!
Ed intanto il Maestro comincia ad insegnare. E svela.
Lui è l'acqua che vive!
Elude la Samaritana, che scoperta parla d'altre alture.
Lascia finalmente la giara che gelosa custodiva.
E si precipita in paese,
informando d'aver incontrato chi legge senza parcella il passato.
Indovino ambulante o forse è Messia?! Erano giunti intanto i discepoli.
Invitati ad alzare gli occhi e guardare in alto sul monte dove non si semina,
per vedere quanti scendono vestiti di bianco:
i samaritani che biancheggiano come la messe.
Gesù su richiesta rimane con loro due giorni; al "terzo",
ascoltano, vedono e credono senza più intermediari.

Delicate maioliche preziose accompagnano la discesa
fino a bagnarsi d'intimo. Giù, in fondo al pozzo.
Dirottati durante il viaggio? Sì è vero, è capitato!
Addio mèta! Abbiam pensato.
Credevamo di raggiungere presto lo scopo e invece?!
Ci siamo ritrovati altrove! Eppure ancor presenti.
Anche se un po' ammaccati.
Il troppo navigare ci ha fatto esperti. Le mani ferme al timone.
Viriamo ora lesti, col tempo abbiamo imparato a non decidere avventati,
a ponderare, non muoverci fino a quando non sappiamo,
ad aspettare che giunga l'evento e dunque finalmente incamminarci.
Bisogna fare sintesi. Qua siamo! Il motto.
Consegnati, accasciati talvolta ma pur sempre abbandonati al Provvido,
a chi sappiamo prendersi cura. Pronti ad accogliere ed eseguire.
Preparati a viaggiare, ad entrare in ogni porta che s'apre e rimanere
per poi di nuovo ripartire e andare!
E intanto senza smarrirci sicuri procediamo con stile,
senza eccedere, quanto basta.
Eleganza e discrezione, con buon senso e bel parlare.


Nell'incontro del Signore con la Samaritana,
la buona e bella notizia di oggi.
Gesù è seduto presso la sorgente-pozzo di Giacobbe.
Superiore a chi era venuto prima:
Abramo Mosè ed Elia, Davide Salomone e Giona.
Gesù si consegna alla donna per instaurare un dialogo
che la conduca ad accogliere il dono di Dio che le sta dinanzi.
Ritenuta "lontana" per le origini "bastarde".
Indegna, non frequentabile perché femmina.
Poco raccomandabile per aver avuto cinque mariti
e col sesto uomo convive.
Il Maestro non ha paura di compromettersi. Si pone in stato di bisogno
per farsi ricevere da chi è considerata inferiore, impura ed eretica.

Laudato sì, mi' Signore, per sor'Acqua,
la quale è multo utile et umile et preziosa et casta.


Sembra risuonare la voce di Francesco d'Assisi,
che insieme alla donna samaritana, ancora ricordano com'erano:
anelanti, come la cerva ai corsi!

E noi, dove siamo?
Ci ritroviamo nella donna, nei discepoli, nei samaritani?
Abbiamo sete? Di cosa?


PREGHIERA

Benedetto Gesù, per tutte le volte che stanco del "viaggio"
ti fai compagno del mio pellegrinare,
invitandomi a bere la tua acqua e riposare.
Pietà Gesù, per tutte le volte che superbo rigetto il dono.

Pietà Maestro Gesù, per tutte quelle volte
che rifiuto d'abbeverarmi alla "sorgente" della tua Parola
per ricevere luce sul mio cammino.
Pietà per tutte le volte che t'impedisco d'illuminare il "pozzo"
della mia condizione umana.

Pietà di me Signore Gesù, per tutte le omissioni.
Pietà per tutte le volte che faccio fatica a cedere la "brocca".