Omelia (24-02-2008)
mons. Roberto Brunelli
Una donna da evitare

Si dice che l'acqua sarà il business di domani: l'acqua potabile, già ora drammaticamente scarsa in tanti paesi, anche nei più progrediti si rivelerà presto insufficiente alle richieste, e dunque costosa, e dunque un affare per chi ne avrà da vendere. Anche nella terra di Gesù l'acqua era un problema, e da sempre, tanto che avevano imparato a raccoglierla e conservarla in cisterne sotterranee, dove però stagnava e rischiava di imputridire; ovviamente, almeno da bere preferivano l'acqua "al naturale", quella dei pozzi, delle sorgenti e dei fiumi, che in modo molto eloquente chiamavano "l'acqua viva". Quest'acqua è al centro di una pagina tra le fondamentali del vangelo.
Attraversando la Samaria, Gesù giunge con gli apostoli all'antico pozzo scavato dal patriarca Giacobbe. E' mezzogiorno, stanchezza fame e sete si fanno sentire, si decide una sosta; mentre gli apostoli si recano nel vicino villaggio a comperare cibo, una donna del luogo viene ad attingere al pozzo. Una normale scena di vita quotidiana, che però subito si vivacizza, quando a quella donna Gesù chiede da bere. Lei stessa se ne meraviglia: "Come mai tu, che sei giudeo, chiedi da bere a me che sono una donna samaritana?" I giudei infatti consideravano i samaritani eretici e nemici; li disprezzavano e se ne tenevano lontani. Inoltre un ebreo non avrebbe mai rivolto la parola a una donna in pubblico; per di più, come di lì a poco Gesù dimostrò di sapere, quella donna non era certo un modello di virtù ("Hai detto bene, ; infatti hai avuto cinque mariti e quello che hai ora non è tuo marito"). Lei tenta di sviare lo scottante argomento, coinvolgendo chi le parla in una delle controversie che dividevano giudei e samaritani, sul luogo legittimo dove adorare Dio: per i primi era il tempio di Gerusalemme, per i secondi il vicino monte Garizim.
Gesù risponde al quesito, ma va ben oltre; superando ogni convenzione, egli parla a una donna, eretica, nemica e di vita dissoluta, e le dice cose che non risulta avesse rivelato, almeno sino a quel momento, neppure ai suoi apostoli. Vuole catturare l'attenzione di quella donna; l'ha stupita manifestando di conoscere il suo passato, ma non la blandisce con parole ambigue: sulle divergenze religiose è chiaro e netto; la vera fede, dice, viene dai giudei. Nel contempo, di quella fede manifesta le novità, o meglio il compimento che proprio lui è venuto a portare. Prima novità, Dio è spirito, da adorare non in un luogo particolare ma dentro di noi, e dunque sempre: "Viene l'ora, ed è questa, in cui i veri adoratori adoreranno in spirito e verità". Seconda, lui, Gesù, è il Messia annunciato dai profeti, il rivelatore di Dio che è Padre. Terza, egli porta a tutti "l'acqua viva" della fede piena e di un amore senza limiti. Quarta, chi accoglie questi doni avrà la vita eterna.
Altro che business: un'acqua come quella non ha prezzo. Eppure Gesù la offre gratis, e persino a una donna che per i benpensanti di allora era l'ultima persona cui Gesù avrebbe dovuto rivolgersi. Ancora una volta egli rovescia l'ottica terrena: rivela cose sublimi proprio a lei; folle intere lo attendevano, ed egli si intrattiene con una persona sola, senza preoccuparsi dell'audience, degli indici di ascolto. Anche una singola persona, anche un solo peccatore vale il suo interessamento. E' consolante, perché allora ciascuno di noi, pur se non lo merita, può trarne una deduzione: il Signore si interessa specificamente anche a me, entra in dialogo con me, vuole il mio bene, ama anche e proprio me.