| Omelia (17-02-2008) |
| Messa Meditazione |
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Strumenti di salvezza Strumenti di salvezza Lettura Mentre la prima lettura ci propone la narrazione della vocazione di Abramo, la seconda si ferma su quella di Paolo e Timoteo, e il vangelo a sua volta ci parla della chiamata degli apostoli a partecipare alla Trasfigurazione di Gesù e ad ascoltarlo. Sono tre chiamate a una pienezza di fede, in tempi diversi, ma tutte tese a portare i protagonisti ad un rapporto vero di comunione con Dio. Meditazione Abramo è stato definito "l'uomo della tenda". Dopo aver ascoltato la voce di Dio, per lui tutto è cambiato: è diventato un errante, quasi un "esiliato", avendo abbandonato il suo paese, la stabilità di una vita tranquilla. E senza conoscere la meta, si è mosso. Forse, senza nemmeno capire bene chi era Colui che gli aveva parlato. Così facendo è entrato nel mondo della precarietà vissuta in Dio, dalla quale è nato un popolo grande. La sua fede si è realizzata riconoscendo nel Signore il senso, il compimento, la verità della sua vita. Era Dio la sua meta. Questo lo ha portato a divenire "una benedizione". Vivendo da "benedetto", pur nelle tante fatiche interiori, negli errori, nei dubbi che lo hanno accompagnato, è diventato strumento di benedizione. Questo, anche se in modi diversi, è stato il cammino di Paolo, di Timoteo, degli Apostoli. Anche loro hanno vissuto la loro missione da chiamati, da benedetti, penetrati dalla grazia di Gesù Salvatore. Per questo sono stati strumenti di salvezza per tanti: in loro molti hanno scorto l'opera di Dio e di conseguenza si sono aperti alla fede. Tutti loro si sono fermati ad ascoltare, si sono lasciati interpellare, scardinare nei loro piani, purificare nelle loro intenzioni. Sono così diventati benedizione, "luogo" in cui tanti uomini e donne hanno incontrato Cristo, hanno trovato serenità, pace, forza, coraggio, risposte. Questa è anche la nostra chiamata, la nostra vocazione: vivere da trasfigurati per essere "trasparenza di Dio", lasciare sempre più spazio a Lui, diminuire perché Lui possa crescere. Preghiera «Di te dice il mio cuore: "Cercate il suo volto". Il tuo volto io cerco, o Signore. Non nascondermi il tuo volto» (dal Sal 26). Agire Proverò a chiedermi se riesco ad essere segno della benedizione di Dio per gli uomini, o se le mie continue lamentele, le mie incoerenze, il mio malumore impediscono a molti di riconoscere nel Signore il Dio della pace. Commento a cura di Cristoforo Donadio – P. Antonio Izquierdo, LC Clicca qui se vuoi abbonarti a "Messa Meditazione". |