| Omelia (10-02-2008) |
| padre Paul Devreux |
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Questo vangelo ci parla delle tentazioni che Gesù ha vissuto. Cominciano tutte con un ritornello: "Se sei il figlio di Dio..." comportati da Dio! Satana lo invita a regnare da solo, ma Gesù decide di regnare con suo Padre. Le tentazioni sono una cosa positiva, che lo Spirito permette, perché è l'occasione per chiarirmi le idee e fare delle scelte. Non vanno sottovalutate, perché se hanno tentato Gesù, figuriamoci quanto possono tentare me. La prima tentazione è contro la speranza. La fame e le sofferenza mi portano a domandare a Dio di eliminare tutto ciò che fa soffrire me e gli altri, per poi accusare Dio d' indifferenza o di dimostrare che non esiste. Per rispondere Gesù cita il Deuteronomio, ricordando così il lungo cammino del popolo nel deserto per quarant'anni e le sue tentazioni. Dice: "non di solo pane vive l'uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio". E' un invito a cercare nella parola le soluzioni per affrontare i problemi che affliggono l'umanità; per esempio il suo invito alla solidarietà. La seconda tentazione è attinente alla fede. Già nel deserto il popolo domandava segni prodigiosi che attestassero l'esistenza di Dio. Si domandavano: "Il Signore è con noi, si o no?". Anche i contemporanei di Gesù desideravano da lui delle manifestazioni della potenza di Dio tangibili e inequivocabili. Ultima fra queste: "Scendi dalla croce...". E' probabile che Gesù ha vissuto la tentazione di essere un messia eclatante e onnipotente, e quante volte anche io vorrei che lo fosse cancellando le sofferenze con una bacchetta magica. Vorrei che questo Dio nascosto fosse più evidente e facile da credere. Dopo la speranza e la fede, viene la tentazione dell'amore; abbandonare lo sposo. Il popolo nel deserto desidera un Dio più comodo e si fa il vitello d'oro. Gesù qui smaschera il diavolo chiamandolo satana, cioè avversario, anti-Dio! Colui che pretende l'adorazione dell'uomo. Ho tendenza ad adorare tante cose che non danno ciò che Dio può dare, promesse di felicità che a volte si rivelano fonti di guai e sofferenza. La quaresima ci è donata per aiutarci a smascherare e rifiutare le nostre false speranze e scoprire sempre di più l'unico vero Dio, che Gesù ci svela. |