Omelia (03-02-2008)
padre Paul Devreux


Le beatitudini sono l'inizio del discorso della montagna. E' importante la messa in scena: Gesù, nuovo Mosè, sale su una montagna, nuovo Sinai e si mette a sedere per insegnare la nuova legge.

Le beatitudini sono una buona notizia fatta ai poveri perché promettono felicità a tutti coloro che ne sono esclusi, tramite la presenza e l'aiuto di Dio, sono una medicina che può guarirci da molti mali; ma qui, Matteo le arricchisce facendole diventare una proposta di vita, aggiungendo la parola "spirito". Dice beati, fortunati, felici i poveri in spirito, coloro che scelgono di vivere con uno spirito da poveri, da persone che sanno dare importanza all'altro, che considerano la vita dell'altro più importante della loro! Ma questo è l'autoritratto di Gesù. Infatti, prima le ha vissute, poi le ha proposte come stile e scelta di vita.

Gesù m'invita a vivere con lo spirito delle beatitudini per vivere in comunione con Lui e fare l'esperienza della solidarietà e presenza del Padre nelle mie scelte. Inoltre questi consigli si rivelano essere veramente operativi per mettere in pratica il vangelo; per esempio la scelta d'essere povero in spirito mi permette di considerare l'altro importante e di accoglierlo, mentre l'essere ricco in spirito o materialmente, potrebbe indurmi a considerare l'atro poco importante e come un potenziale nemico, per cui me ne difendo e lo lascio fuori casa.

Preghiamo il Signore perché apra il cuore e la mente di molti fratelli a questa sua sapienza, perché abbiamo bisogno d'uomini così, anche per affrontare i grandi problemi mondiali e nazionali. Più che di programmi politici ed economici, abbiamo bisogno d'uomini veri. Le beatitudini sono la base per costruire uomini che abbiano la forza di dare.

Signore, facci questo regalo.