Omelia (03-02-2008)
padre Ermes Ronchi
L'attenzione ai più deboli

È un Vangelo che ogni volta ci fa pensosi e ci la­scia disarmati. Non c'è prova o garanzia per queste affermazio­ni, sono come una nuvola di can­to che seduce e riaccende la no­stalgia prepotente di un mondo fatto di bontà, di sincerità, di giu­stizia. Un tutt'altro modo di es­sere uomini. Hanno, in qualche modo, con­quistato la nostra fiducia: le sen­tiamo vere e affidabili, difficili eppure amiche. Non sanciscono nuovi precetti, ma sono l'an­nuncio gioioso che Dio regala vi­ta a chi produce amore. Che se uno si fa carico della felicità di qualcuno, il Padre si fa carico della sua felicità.
Ci assicurano che il senso della vita è, e non può che essere, una ricerca di felicità. Che i misterio­si legislatori del mondo sono i giusti, che i tessitori segreti del meglio sono i poveri.
Se accogli le beatitudini, la loro logica ti cambia il cuore, sulla mi­sura di quello di Dio. Che non è imparziale, ha un debole per i deboli, incomincia dalle periferie della storia, ha scelto ciò che nel mondo è povero e malato per cambiare radicalmente il mon­do, per fare una storia che avan­zi non per le vittorie della forza, ma per seminagioni di giustizia e raccolti di pace.
Sono detti beati i poveri, non la povertà. Sono beati gli uomini, non le situazioni. Dio è con i po­veri contro la povertà. Beati quel­li che sono nel pianto: Dio è dal­la parte di chi piange, ma non dalla parte del dolore. È la beati­tudine più paradossale: felice chi non è felice. Ma non perché la fe­licità si trovi nel piangere, ma perché accade una cosa nuova: «In piedi, voi che piangete, a­vanti: Dio cammina con voi, a­sciuga lacrime, fascia il cuore, a­pre futuro». Un angelo misterio­so annuncia a chiunque piange: «Il Signore è con te».
Dio è con te, nel riflesso più profondo delle tue lacrime, per moltiplicare il coraggio. Nella tempesta è al tuo fianco, forza della tua forza. Come per i di­scepoli, colti di notte dalla bur­rasca sul lago: lui è lì, nella forza dei rematori che non si arrendo­no, nelle braccia salde del timo­niere, negli occhi della vedetta che scruta la riva e cerca l'auro­ra.
Beati i misericordiosi: sono gli u­nici che nel futuro troveranno ciò che hanno già, la misericordia. Essa è qualcosa che si porta con sé per sempre, bagaglio per il viaggio eterno, equipaggiamen­to e sigillo d'eternità posto su tut­ta la lunghezza del tempo.