| Omelia (03-02-2008) |
| don Gianluca Peschiera (ragazzi) |
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Al cuore del Vangelo Il Vangelo delle beatitudini è il cuore della fede cristiana, ma non è per nulla riservato ai cristiani. Si rivolge a tutti coloro che (senza distinzione di età, colore della pelle o appartenenza religiosa) sono animati da uno spirito di povertà, di mitezza, di misericordia, di giustizia e di pace. Parlano del Regno di Dio e di coloro che ne fanno parte, ma dicono anche chi è Dio per noi: «Beato ogni uomo perché Dio è povero di cuore, mite, assetato di giustizia, misericordioso, costruttore di pace, perseguitato a causa della giustizia»! Dal Vangelo secondo Matteo (5,1-12) Vedendo le folle, Gesù salì sulla montagna e, messosi a sedere, gli si avvicinarono i suoi discepoli. Prendendo allora la parola, li ammaestrava dicendo: «Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli. Beati gli afflitti, perché saranno consolati. Beati i miti, perché erediteranno la terra. Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati. Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia. Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio. Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio. Beati i perseguitati per causa della giustizia, perché di essi è il regno dei cieli. Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli. Così infatti hanno perseguitato i profeti prima di voi. Anche Gesù si è posto le domande che tutti si pongono: "Si può essere felici? E come?". La sua risposta è stata chiara: sì, però occorre impegno. Infatti lui sa che molti - oggi come sempre – legano la felicità alla ricchezza, al potere, alla considerazione della gente. Gesù sale sul monte della vita e sa bene che bisogna guardare le cose dall'alto. La felicità di cui parla si costruisce partendo dagli ultimi, le persone più disarmate e in difficoltà, e si articola con i desideri più semplici, non con quelli complicati. Come a dire che la felicità non è da cercare in realizzazioni riservate a pochi, ma nelle realtà della vita che toccano i più deboli e per questo sono accessibili a tutti. Un commento per ragazzi E' stata posto a dei ragazzi la classica domanda: Cosa occorre per essere felici? Ecco le loro risposte: "Avere una famiglia unita"; "Ricevere affetto"; "Star bene con gli altri"; "Vedere la pace nel mondo"; "Avere un/a ragazzo/a"; "Essere sinceri"; "Avere la fede"; "Godere di buona salute"; "Prendere dei bei voti"; "Vivere senza rimpianti"; "Più soldi"; "Rendersi conto dell'importanza della vita"; "Star bene con se stessi"; "Essere fortunati"; "Affermarsi"; "Musica"; "Praticare uno sport"; "Avere un crocifisso con sé"; "Altruismo". Può esserci un filo rosso che lega tutte - o quasi - queste risposte? Molte rinviano a una situazione di relazione con le cose, ma le più, con le persone: essere felici sembra sia per i ragazzi – ma probabilmente per tutti, adulti compresi - coltivare buone relazioni a partire da quelle con se stessi e con i familiari, per raggiungere tutti ("vedere la pace nel mondo") fino a Dio stesso. Anche Gesù è d'accordo: in particolare c'è una delle sue beatitudini che lo sottolinea: BEATI I PURI DI CUORE, PERCHÉ VEDRANNO DIO. Di quale purezza parla Gesù? Probabilmente proprio la purezza che si manifesta sul piano relazionale e che si condensa nell'amore. Non tanto la purezza sessuale o legata all'esteriorità ad esempio del culto, ma quella "esistenziale". E' sempre di grazia che si parla, cioè una purezza mai acquisita una volta per tutte, ma è meta che sta davanti e che impegna. Tale beatitudine rinvia a Gesù, l'uomo delle beatitudini. E' lui il puro di cuore che vede il Padre! Ma è anche il povero di spirito, il mite, il misericordioso... Per essere felici Gesù ancora una volta si propone come la via: colui che entra in Cristo, ne segue le tracce, cammina sulla scia della gioia che viene dal Vangelo partecipa della beatitudine di Cristo. Ogni persona perciò che vive relazioni autentiche e di comunione arriva a questo anche a prezzo talvolta di grande solitudine e difficoltà. Persecuzioni, insulti e calunnie possono essere situazioni che il credente è costretto a patire, ma che, vissute in Cristo, non lo induriscono, ma lo rendono capace addirittura di perdonare i nemici! L'ANGOLO DELLE CURIOSITA': BEATITUDINI RISCRITTE Felice chi cerca il vero tesoro per la sua vita (poveri in spirito) Chi ha trovato la gioia dentro, diventa fonte di gioia per gli altri (afflitti) Beati i forti che non mostrano i muscoli ma la convinzione del cuore (miti) Fare posto alle necessità degli altri aiuta a dare senso alla propria vita (affamati) Beato chi riconosce i suoi limiti e vede i lati positivi del prossimo (misericordiosi) Dio è dentro la vita degli uomini: basta saperlo riconoscere (puri di cuore) Felice chi sa comporre i colori di tutte le bandiere del mondo (operatori di pace) Chi non teme di sporcarsi le mani per cambiare il mondo è grande (giusti) Beati coloro che credono in Gesù e seguono il suo stile di vita (perseguitati) Da un lavoro di L. Zanini (Evangelizzare 2004) in cui dei ragazzi hanno ritradotto il vangelo delle beatitudini con il loro orizzonte e la loro sensibilità. |