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Colore liturgico: Verde
I segni strabilianti, paragonabili alle guarigioni per opera di Gesù, sono diventati rari nell’attività pubblica della nostra Chiesa ed è possibile che ciò sia sentito come un’ingiustizia o quasi: “Ah, se potessimo, come Gesù...!”; “Ah, se avessimo assistito anche noi quel giorno alla guarigione...!”.
Eppure, lo sappiamo bene, i miracoli di Gesù non hanno convertito le folle che - presenti - lo ascoltavano. Nel momento del processo, non vi fu molta gente a difenderlo. Le autorità religiose, da parte loro, hanno considerato l’attività di questo predicatore itinerante sotto l’aspetto politico e l’hanno trovata pericolosa, perciò decisero per la sua eliminazione. E la conversione...?
Il cuore dell’uomo oppone più resistenza ad ogni sorta di pressione che non il corpo; non si lascia certo manipolare, nemmeno dai miracoli.
L’azione di Gesù non ci insegna come operare guarigioni miracolose, ma ci mostra il cammino da seguire: per raggiungere lo spirito dell’uomo, bisogna partire dai sensi. L’occhio, l’orecchio, la sensibilità sono possibili vie, o meglio, inevitabili. È qui che il nostro amore può aiutarci ad aprire il cuore, affinché la Parola di Dio possa mettervi le radici. È questo che Gesù ha cercato di fare, è questo il più grande miracolo che si conosca al mondo.
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Antifona d'ingresso
Venite, adoriamo il Signore,
prostrati davanti a lui che ci ha fatti;
egli è il Signore nostro Dio. (Sal 95,6-7)
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Colletta
Custodisci sempre con paterna bontà
la tua famiglia, Signore,
e poiché unico fondamento
della nostra speranza
è la grazia che viene da te,
aiutaci sempre con la tua protezione.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...
Oppure:
O Dio, che nella follia della croce
manifesti quanto è distante la tua sapienza
dalla logica del mondo,
donaci il vero spirito del Vangelo,
perché ardenti nella fede
e instancabili nella carità
diventiamo luce e sale della terra.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...
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Prima lettura
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1Re 8,1-7.9-13
Introdussero l’arca dell’alleanza nel Santo dei santi e la nube riempì il tempio.
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Dal primo libro dei Re
In quei giorni, Salomone convocò in assemblea a Gerusalemme gli anziani di Israele, tutti i capitribù, i principi dei casati degli Israeliti, per trasportare l’arca dell’alleanza del Signore dalla città di Davide, cioè da Sion. Tutto Israele si radunò presso il re Salomone per la festa, nel mese di Etanim, cioè il settimo mese.
Presenti tutti gli anziani di Israele, l’arca del Signore fu sollevata e i sacerdoti e i leviti la trasportarono con la tenda del convegno e con tutti gli arredi sacri che erano nella tenda.
Il re Salomone e tutta la comunità di Israele, convenuta presso di lui, immolavano davanti all’arca pecore e buoi che non si contavano né si calcolavano.
I sacerdoti introdussero l’arca dell’alleanza del Signore al suo posto nella cella del tempio, cioè nel Santo dei santi, sotto le ali dei cherubini. Difatti i cherubini stendevano le ali sopra l’arca; essi coprivano l’arca e le sue stanghe dall’alto.
Nell’arca non c’era nulla se non le due tavole di pietra, che vi aveva deposte Mosè sull’Oreb, cioè le tavole dell’alleanza conclusa dal Signore con gli Israeliti quando uscirono dal paese d’Egitto.
Appena i sacerdoti furono usciti dal santuario, la nube riempì il tempio e i sacerdoti non poterono rimanervi per compiere il servizio a causa della nube, perché la gloria del Signore riempiva il tempio. Allora Salomone disse:
“Il Signore ha deciso di abitare sulla nube.
Io ti ho costruito una casa potente,
un luogo per la tua dimora perenne”.
Parola di Dio
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Salmo responsoriale
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Sal 131
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Mostrati a noi, Signore, nella tua dimora.
Ecco, abbiamo saputo che l’arca era in Efrata,
l’abbiamo trovata nei campi di Iaar.
Entriamo nella sua dimora,
prostriamoci allo sgabello dei suoi piedi.
Alzati, Signore, verso il luogo del tuo riposo,
tu e l’arca della tua potenza.
I tuoi sacerdoti si vestano di giustizia,
i tuoi fedeli cantino di gioia.
Per amore di Davide tuo servo
non respingere il volto del tuo consacrato.
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Acclamazione al Vangelo (Mc 7,37)
Alleluia, alleluia.
Tutti erano pieni di stupore e dicevano:
" Ha fatto bene ogni cosa;
fa udire i sordi e fa parlare i muti! ".
Alleluia.
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Vangelo
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Mc 6,35-36
Quanti toccavano Gesù guarivano
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+ Dal Vangelo secondo Marco
In quel tempo, Gesù e i suoi discepoli, compiuta la traversata, approdarono e presero terra a Genesaret.
Appena scesi dalla barca, la gente lo riconobbe, e accorrendo da tutta quella regione cominciarono a portargli sui lettucci gli ammalati, dovunque udivano che si trovasse.
E dovunque giungeva, in villaggi o città o campagne, ponevano gli infermi nelle piazze e lo pregavano di potergli toccare almeno la frangia del mantello; e quanti lo toccavano guarivano.
Parola del Signore
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Preghiera dei fedeli
Tutta la creazione attende la salvezza del Signore. Nell'attesa della sua venuta, presentiamo al Padre le necessità della Chiesa e del mondo. Preghiamo insieme dicendo:
Rinnova, Signore, la tua alleanza con noi.
Con la scienza e la tecnica, o Signore, doni all'uomo possibilità di dominare il mondo. Aiuta i responsabili della società a servire, non a distruggere l'umanità. Preghiamo:
I tuoi miracoli indicano che sei venuto a redimere il mondo e preparare una nuova creazione. Fà che la tua chiesa porti sempre agli uomini la gioia della salvezza. Preghiamo:
Nonostante il progresso, gli uomini son spesso inquieti, soli e infelici. Attirali a te, Signore, perché possano sperimentare il potere benefico della tua compassione. Preghiamo:
Sei venuto tra noi come uomo buono e amico attento. Aiutaci, Signore, a non vivere con indifferenza, accanto a chi soffre. Preghiamo:
Ti si può trovare ovunque, ma sei reale e vivo nel tabernacolo. Fà, o Signore, che le nostre chiese siano un luogo privilegiato per l'incontro con te. Preghiamo:
Per gli operatori sanitari.
Per chi sente la vocazione alla preghiera.
O Dio eterno, presente nella creazione e ancor più nella redenzione, fà che accogliamo con gratitudine i doni che ci hai elargito e siamo solerti collaboratori della tua opera nel mondo. Per Cristo nostro Signore. Amen.
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Preghiera sulle offerte
Il pane e il vino che hai creato, Signore,
a sostegno della nostra debolezza,
diventino per noi sacramento di vita eterna.
Per Cristo nostro Signore.
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Antifona di comunione
Rendiamo grazie al Signore per la sua misericordia,
per i suoi prodigi verso i figli degli uomini;
egli sazia il desiderio dell’assetato
e ricolma di beni l’affamato. (Sal 107,8-9)
Oppure:
Beati coloro che piangono, perché saranno consolati.
Beati coloro che hanno fame e sete di giustizia,
perché saranno saziati. (Mt 5,5-6)
Oppure:
“Risplenda la vostra luce davanti agli uomini,
perché vedano le vostre opere buone
e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli”. (Mt 5,16)
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Preghiera dopo la comunione
O Dio, che ci hai resi partecipi
di un solo pane e di un solo calice,
fa’ che uniti al Cristo in un solo corpo
portiamo con gioia frutti di vita eterna
per la salvezza del mondo.
Per Cristo nostro Signore.
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