DOMENICA DELLE PALME (ANNO B)

50250 - BPALM

Colore liturgico: Rosso

A T T E N Z I O N E :

In questa pagina è presente una versione semplificata e tutte le omelie.

La liturgia completa (ma senza omelie) è alla pagina

DOMENICA DELLE PALME (ANNO B)
Da “Osanna” a “Crucifige”.
Per festeggiare l’ultima Pasqua della sua vita terrena Gesù fa ingresso nella città di Gerusalemme come Signore. La folla festosa lo saluta come l’Inviato da Dio e lo acclama. Tuttavia, non era venuto per regnare sul suo popolo, ma per essere condannato dai capi della nazione e per morire sulla croce, in un sacrificio espiatorio per i peccati dell’umanità. Il suo trono era la croce. Le sue armi l’amore. Il suo regno la pace. Il suo trionfo la vittoria sul peccato e sulla morte, sul diavolo e sull’inferno. Così, la sua entrata trionfale a Gerusalemme quella domenica non era, per Gesù, che un pallido preludio del trionfo spirituale al quale lo avrebbero portato la sofferenza e la morte sulla croce, poi la risurrezione dai morti.
Ogni cristiano dovrebbe seguire nella sua vita lo stesso cammino. Non dovrebbe lasciarsi tentare dalla gloria terrena, ma ricercare piuttosto la vera gloria nella lotta contro il male in questo mondo e nella vittoria su di esso. Non possiamo giungere a questa vittoria e a questa gloria se non seguendo le orme di Cristo nel cammino della croce. Per giungere alla vera vittoria, non bisogna confidare in se stessi, nelle proprie forze, ma avere fiducia nella grazia di Dio; bisogna prendere le armi di Dio, che sono, come precisa san Paolo: verità, giustizia, zelo apostolico, fede, parola di Dio e preghiera (Ef 6,14-18).
Ma, ahimè, per l’uomo è più facile guardare la terra che non alzare gli occhi al cielo; è più piacevole cercare i piaceri del corpo che non assumersi rinunce e sacrifici; è più soddisfacente ricevere le lodi e gli onori di questo mondo che non aspettare la ricompensa di Dio dopo la morte. Ecco perché il passaggio dagli “Osanna” delle palme al “Crucifige” del Venerdì Santo non è strano per il peccatore. La Domenica delle palme, il popolo di Gerusalemme gridò: “Osanna” al passaggio di Cristo che faceva ingresso in città; il Venerdì Santo, al momento del processo davanti a Ponzio Pilato, la folla urlò: “Crocifiggilo”. Forse gli abitanti di Gerusalemme erano peggiori degli altri uomini? Molti fatti provano l’incostanza dell’essere umano, mostrano a che punto gli sia facile passare dagli “Osanna” ai “Crucifige”. Quante volte ciascuno di noi ha preso buone risoluzioni, promettendo e assicurando di non commettere più peccati! E l’abbiamo fatto? Ognuno di noi deve confessare, riprendendo le parole di san Paolo: “Io trovo dunque in me questa legge; quando voglio fare il bene, il male è accanto a me. Infatti acconsento nel mio intimo alla legge di Dio, ma nelle mie membra vedo un’altra legge, che muove guerra alla legge della mia mente e mi rende schiavo della legge del peccato che è nelle mie membra. Sono uno sventurato! Chi mi libererà da questo corpo votato alla morte?” (Rm 7,21-24).
In seguito a ciò, dobbiamo risolverci a seguire Cristo nella via della croce, perché è soltanto così che avremo la certezza di giungere alla salvezza.
Dobbiamo sempre ricordarci che siamo uomini deboli. Per questo non dobbiamo confidare in noi stessi, ma chiedere per ogni cosa l’aiuto di Dio e mantenere con lui stretti legami grazie alla nostra fede e alle nostre preghiere. Impegniamoci a rinnovarci nell’amore e nella fede, allora il Signore verrà a noi come una pioggia benefica e ci inonderà della sua grazia lungo la via difficile, ma sicura che porta alla salvezza.
Cristo Re, dall’alto dei cieli, guarda proprio noi che siamo membra della sua famiglia reale. Ci guarda con soddisfazione e gioia oppure con tristezza e dolore. Comportiamoci in modo da essere all’altezza della nostra nobile vocazione, in modo che Cristo Re possa gioire alla nostra vista mentre siamo sulla terra e ci inviti a partecipare alla sua gloria e alla sua felicità celeste quando entreremo nell’eternità, dicendoci: “Bene, servo buono e fedele... sei stato fedele nel poco, ti darò autorità su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone” (Mt 25,23).

Antifona d'ingresso
VANGELO (Mc 11,1-10)
Benedetto colui che viene nel nome del Signore.

+ Dal Vangelo secondo Marco
Quando si avvicinarono a Gerusalemme, verso Betfage e Betania, presso il monte degli Ulivi, Gesù mandò due dei suoi discepoli e disse loro: “Andate nel villaggio che vi sta di fronte, e subito entrando in esso troverete un asinello legato, sul quale nessuno è mai salito. Scioglietelo e conducetelo. E se qualcuno vi dirà: Perché fate questo?, rispondete: Il Signore ne ha bisogno, ma lo rimanderà qui subito”.
Andarono e trovarono un asinello legato vicino a una porta, fuori sulla strada, e lo sciolsero. E alcuni dei presenti però dissero loro: “Che cosa fate, sciogliendo questo asinello?”. Ed essi risposero come aveva detto loro il Signore. E li lasciarono fare.
Essi condussero l’asinello da Gesù, e vi gettarono sopra i loro mantelli, ed egli vi montò sopra. E molti stendevano i propri mantelli sulla strada e altri delle fronde, che avevano tagliate dai campi. Quelli poi che andavano innanzi, e quelli che venivano dietro gridavano:
Osanna!
Benedetto colui che viene nel nome del Signore!
Benedetto il regno che viene, del nostro padre Davide!
Osanna nel più alto dei cieli!
Parola del Signore.


Colletta
Dio onnipotente ed eterno,
che hai dato come modello agli uomini
il Cristo tuo Figlio, nostro Salvatore,
fatto uomo e umiliato fino alla morte di croce,
fa’ che abbiamo sempre presente
il grande insegnamento della sua passione,
per partecipare alla gloria della risurrezione.
Egli è Dio e vive e regna con te...

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Prima lettura

Is 50,4-7
Non ho sottratto la faccia agli insulti e agli sputi, sapendo di non restare deluso. (Terzo canto del Servo del Signore)

Dal libro del profeta Isaia
Il Signore Dio mi ha dato
una lingua da iniziati,
perché io sappia indirizzare allo sfiduciato
una parola.
Ogni mattina fa attento il mio orecchio
perché io ascolti come gli iniziati.
Il Signore Dio mi ha aperto l’orecchio
e io non ho opposto resistenza,
non mi sono tirato indietro.
Ho presentato il dorso ai flagellatori,
la guancia a coloro che mi strappavano la barba;
non ho sottratto la faccia
agli insulti e agli sputi.
Il Signore Dio mi assiste,
per questo non resto confuso,
per questo rendo la mia faccia dura come pietra,
sapendo di non restare deluso.

Parola di Dio

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Salmo responsoriale

Sal 21

Mio Dio, mio Dio, perché mi hai abbandonato?

Mi scherniscono quelli che mi vedono,
storcono le labbra, scuotono il capo:
“Si è affidato al Signore, lui lo scampi;
lo liberi, se è suo amico”.

Un branco di cani mi circonda,
mi assedia una banda di malvagi;
hanno forato le mie mani e i miei piedi,
posso contare tutte le mie ossa.

Si dividono le mie vesti,
sul mio vestito gettano la sorte.
Ma tu, Signore, non stare lontano,
mia forza, accorri in mio aiuto.

Annunzierò il tuo nome ai miei fratelli,
ti loderò in mezzo all’assemblea.
Lodate il Signore, voi che lo temete,
gli dia gloria la stirpe di Giacobbe,
lo tema tutta la stirpe di Israele.

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Seconda lettura

Fil 2,6-11
Cristo umiliò se stesso, per questo Dio l’ha esaltato

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Filippesi
Cristo Gesù, pur essendo di natura divina,
non considerò un tesoro geloso
la sua uguaglianza con Dio;
ma spogliò se stesso,
assumendo la condizione di servo
e divenendo simile agli uomini;
apparso in forma umana,
umiliò se stesso
facendosi obbediente fino alla morte
e alla morte di croce.
Per questo Dio l’ha esaltato
e gli ha dato il nome
che è al di sopra di ogni altro nome;
perché nel nome di Gesù
ogni ginocchio si pieghi
nei cieli, sulla terra e sotto terra;
e ogni lingua proclami che Gesù Cristo è il Signore,
a gloria di Dio Padre.

Parola di Dio

Acclamazione al Vangelo (Fil 2,8-9)
Gloria e lode a te, o Cristo!
Per noi Cristo si è fatto obbediente fino alla morte,
e alla morte di croce.
Per questo Dio l’ha esaltato
e gli ha dato il nome che è sopra ogni altro nome.
Gloria e lode a te, o Cristo!

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Vangelo

Mc 14,1- 15,47 (forma breve: Mc 15,1-39)
La passione del Signore


+ Passione di nostro Signore Gesù Cristo secondo Marco
Cercavano il modo di impadronirsi di lui, per ucciderlo
C Mancavano due giorni alla Pasqua e agli Azzimi e i sommi sacerdoti e gli scribi cercavano il modo di impadronirsi di Gesù con inganno, per ucciderlo. Dicevano infatti: P “Non durante la festa, perché non succeda un tumulto di popolo”.
Ha unto in anticipo il mio corpo per la sepoltura
C Gesù si trovava a Betania nella casa di Simone il lebbroso. Mentre stava a mensa, giunse una donna con un vasetto di alabastro, pieno di olio profumato di nardo genuino di gran valore; ruppe il vasetto di alabastro e versò l’unguento sul suo capo. Ci furono alcuni che si sdegnarono fra di loro: P “Perché tutto questo spreco di olio profumato? Si poteva benissimo vendere quest’olio a più di trecento denari e darli ai poveri!”. C Ed erano infuriati contro di lei.
Allora Gesù disse: + “Lasciatela stare; perché le date fastidio? Ella ha compiuto verso di me un’opera buona; i poveri infatti li avete sempre con voi e potete beneficarli quando volete, me invece non mi avete sempre. Essa ha fatto ciò ch’era in suo potere, ungendo in anticipo il mio corpo per la sepoltura. In verità vi dico che dovunque, in tutto il mondo, sarà annunziato il vangelo, si racconterà pure in suo ricordo ciò che ella ha fatto”.
Promisero a Giuda Iscariota di dargli denaro
C Allora Giuda Iscariota, uno dei Dodici, si recò dai sommi sacerdoti, per consegnare loro Gesù. Quelli all’udirlo si rallegrarono e promisero di dargli denaro. Ed egli cercava l’occasione opportuna per consegnarlo.
Dov’è la mia stanza, perché io vi possa mangiare la Pasqua con i miei discepoli?
Il primo giorno degli Azzimi, quando si immolava la Pasqua, i suoi discepoli gli dissero: P “Dove vuoi che andiamo a preparare perché tu possa mangiare la Pasqua?”. C Allora mandò due dei suoi discepoli dicendo loro: + “Andate in città e vi verrà incontro un uomo con una brocca d’acqua; seguitelo e là dove entrerà dite al padrone di casa: Il Maestro dice: Dov’è la mia stanza, perché io vi possa mangiare la Pasqua con i miei discepoli? Egli vi mostrerà al piano superiore una grande sala con i tappeti, già pronta; là preparate per noi”. C I discepoli andarono e, entrati in città, trovarono come aveva detto loro e prepararono per la Pasqua.
Uno di voi, colui che mangia con me, mi tradirà
Venuta la sera, egli giunse con i Dodici. Ora, mentre erano a mensa e mangiavano, Gesù disse: + “In verità vi dico, uno di voi, colui che mangia con me, mi tradirà”. C Allora cominciarono a rattristarsi e a dirgli uno dopo l’altro: P “Sono forse io?”. C Ed egli disse loro: + “Uno dei Dodici, colui che intinge con me nel piatto. Il Figlio dell’uomo se ne va, come sta scritto di lui, ma guai a quell’uomo dal quale il Figlio dell’uomo è tradito! Meglio per quell’uomo se non fosse mai nato!”.
Questo è il mio corpo. Questo è il mio sangue, il sangue dell’alleanza.
C Mentre mangiavano prese il pane e, pronunziata la benedizione, lo spezzò e lo diede loro dicendo: + “Prendete questo è il mio corpo”. C Poi prese il calice e rese grazie, lo diede loro e ne bevvero tutti. E disse: + “Questo è il mio sangue, il sangue dell’alleanza, versato per molti. In verità vi dico che io non berrò più del frutto della vite fino al giorno in cui lo berrò nuovo nel regno di Dio”.
Prima che il gallo canti due volte, mi rinnegherai tre volte
C E dopo aver cantato l’inno, uscirono verso il monte degli Ulivi. Gesù disse loro: + “Tutti rimarrete scandalizzati, poiché sta scritto:
‘‘Percuoterò il pastore
e le pecore saranno disperse’’.
Ma, dopo la mia risurrezione, vi precederò in Galilea”. C Allora Pietro gli disse: P “Anche se tutti saranno scandalizzati, io non lo sarò”. C Gesù gli disse: + “In verità ti dico: proprio tu oggi, in questa stessa notte, prima che il gallo canti due volte, mi rinnegherai tre volte”. C Ma egli con grande insistenza, diceva: P “Se anche dovessi morire con te, non ti rinnegherò”. C Lo stesso dicevano anche tutti gli altri.
Cominciò a sentire paura e angoscia
Giunsero intanto a un podere chiamato Getsemani, ed egli disse ai suoi discepoli: + “Sedetevi qui, mentre io prego”. C Prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e cominciò a sentire paura e angoscia. Gesù disse loro: + “La mia anima è triste fino alla morte. Restate qui e vegliate”. C Poi, andato un po’ innanzi, si gettò a terra e pregava che, se fosse possibile, passasse da lui quell’ora. E diceva: + “Abbà, Padre! Tutto è possibile a te, allontana da me questo calice! Però non ciò che io voglio, ma ciò che vuoi tu”. C Tornato indietro, li trovò addormentati e disse a Pietro: + “Simone, dormi? Non sei riuscito a vegliare un’ora sola? Vegliate e pregate per non entrare in tentazione; lo spirito è pronto, ma la carne è debole”. C Allontanatosi di nuovo, pregava dicendo le medesime parole. Ritornato li trovò addormentati, perché i loro occhi si erano appesantiti, e non sapevano che cosa rispondergli. Venne la terza volta e disse loro: + “Dormite ormai e riposatevi! Basta, è venuta l’ora: ecco, il Figlio dell’uomo viene consegnato nelle mani dei peccatori. Alzatevi, andiamo! Ecco, colui che mi tradisce è vicino”.
Arrestatelo e conducetelo via sotto buona scorta
C E subito, mentre ancora parlava, arrivò Giuda, uno dei Dodici, e con lui una folla con spade e bastoni mandata dai sommi sacerdoti, dagli scribi e dagli anziani. Chi lo tradiva aveva dato loro questo segno: P “Quello che bacerò, è lui; arrestatelo e conducetelo via sotto buona scorta”. C Allora gli si accostò dicendo: P “Rabbi” C e lo baciò. Essi gli misero addosso le mani e lo arrestarono. Uno dei presenti, estratta la spada, colpì il servo del sommo sacerdote e gli recise l’orecchio. Allora Gesù disse loro: + “Come contro un brigante, con spade e bastoni siete venuti a prendermi. Ogni giorno ero in mezzo a voi a insegnare nel tempio, e non mi avete arrestato. Si adempiano dunque le Scritture!”. C Tutti allora, abbandonandolo, fuggirono. Un giovanetto però lo seguiva, rivestito soltanto di un lenzuolo, e lo fermarono. Ma egli, lasciato il lenzuolo, fuggì via nudo.
Sei tu il Cristo, il Figlio di Dio benedetto?
Allora condussero Gesù dal sommo sacerdote, e là si riunirono tutti i capi dei sacerdoti, gli anziani e gli scribi. Pietro lo aveva seguito da lontano, fin dentro il cortile del sommo sacerdote; e se ne stava seduto tra i servi, scaldandosi al fuoco. Intanto i capi dei sacerdoti e tutto il sinedrio cercavano una testimonianza contro Gesù per metterlo a morte, ma non la trovavano. Molti infatti attestavano il falso contro di lui e così le loro testimonianze non erano concordi. Ma alcuni si alzarono per testimoniare il falso contro di lui, dicendo: P “Noi lo abbiamo udito mentre diceva: Io distruggerò questo tempio fatto da mani d’uomo e in tre giorni ne edificherò un altro non fatto da mani d’uomo”. C Ma nemmeno su questo punto la loro testimonianza era concorde. Allora il sommo sacerdote, levatosi in mezzo all’assemblea, interrogò Gesù dicendo: P “Non rispondi nulla? Che cosa testimoniano
costoro contro di te?”. C Ma egli taceva e non rispondeva nulla. Di nuovo il sommo sacerdote lo interrogò dicendogli: P “Sei tu il Cristo, il Figlio di Dio benedetto?”. C Gesù rispose: + “Io lo sono! E vedrete il Figlio dell’uomo seduto alla destra della Potenza e venire con le nubi del cielo”. C Allora il sommo sacerdote, stracciandosi le vesti, disse: P “Che bisogno abbiamo ancora di testimoni? Avete udito la bestemmia; che ve ne pare?”. C Tutti sentenziarono che era reo di morte. Allora alcuni cominciarono a sputargli addosso, a coprirgli il volto, a schiaffeggiarlo e a dirgli: P “Indovina”. C I servi intanto lo percuotevano.
Non conosco quell’uomo che voi dite
Mentre Pietro era giù nel cortile, venne una serva del sommo sacerdote e, vedendo Pietro che stava a scaldarsi, lo fissò e gli disse: P “Anche tu eri con il Nazareno, con Gesù”. C Ma egli negò: P “Non so e non capisco quello che vuoi dire”. C Uscì quindi fuori del cortile e il gallo cantò. E la serva, vedendolo, ricominciò a dire ai presenti: C “Costui è di quelli”. C Ma egli negò di nuovo. Dopo un poco i presenti dissero di nuovo a Pietro: P “Tui sei certo di quelli, perché sei Galileo”. C Ma egli cominciò a imprecare e a giurare: P “Non conosco quell’uomo che voi dite”. C Per la seconda volta un gallò cantò. Allora Pietro si ricordò di quella parola che Gesù gli aveva detto: “Prima che il gallo canti due volte, mi rinnegherai per tre volte”. E scoppiò in pianto.
Volete che vi rilasci il re dei Giudei?
[Al mattino i sommi sacerdoti, con gli anziani, gli scribi e tutto il sinedrio, dopo aver tenuto consiglio, misero in catene Gesù, lo condussero e lo consegnarono a Pilato. Allora Pilato prese a interrogarlo: P “Sei tu il re dei Giudei?”. C Ed egli rispose: + “Tu lo dici”. C I sommi sacerdoti frattanto gli muovevano molte accuse. Pilato lo interrogò di nuovo: P “Non rispondi nulla? Vedi di quante cose ti accusano!”. C Ma Gesù non rispose più nulla, sicché Pilato ne restò meravigliato.
Per la festa egli era solito rilasciare un carcerato a loro richiesta. Un tale chiamato Barabba si trovava in carcere insieme ai ribelli che nel tumulto avevano commesso un omicidio. La folla, accorsa, cominciò a chiedere ciò che sempre egli le concedeva. Allora Pilato rispose loro: P “Volete che vi rilasci il re dei Giudei?”. C Sapeva infatti che i sommi sacerdoti glielo avevano consegnato per invidia. Ma i sommi sacerdoti sobillarono la folla perché egli rilasciasse loro piuttosto Barabba. Pilato replicò: P “Che farò dunque di quello che voi chiamate il re dei Giudei?”. C Ed essi di nuovo gridarono: P “Crocifiggilo!”. C Ma Pilato diceva loro: P “Che male ha fatto?”. C Allora essi gridarono più forte: P “Crocifiggilo!”. C E Pilato, volendo dar soddisfazione alla moltitudine, rilasciò loro Barabba e, dopo aver fatto flagellare Gesù, lo consegnò perché fosse crocifisso.
Intrecciata una corona di spine, gliela misero sul capo
Allora i soldati lo condussero dentro il cortile, cioè nel pretorio, e convocarono tutta la coorte. Lo rivestirono di porpora, e dopo aver intrecciato una corona di spine, gliela misero sul capo. Cominciarono poi a salutarlo: P “Salve, re dei Giudei!”. C E gli percuotevano il capo con una canna, gli sputavano addosso e, piegando le ginocchia, si prostravano a lui. Dopo averlo schernito, lo spogliarono della porpora e gli rimisero le sue vesti, poi lo condussero fuori per crocifiggerlo.
Condussero Gesù al luogo del Golgota
Allora costrinsero un tale che passava, un certo Simone di Cirene che veniva dalla campagna, padre di Alessandro e Rufo, a portare la croce. Condussero dunque Gesù al luogo del Golgota, che significa luogo del cranio, e gli offrirono vino mescolato con mirra, ma egli non ne prese.
Con lui crocifissero anche due ladroni
Poi lo crocifissero e si divisero le sue vesti, tirando a sorte su di esse quello che ciascuno dovesse prendere. Erano le nove del mattino quando lo crocifissero. E l’iscrizione con il motivo della condanna diceva: Il re dei Giudei. Con lui crocifissero anche due ladroni, uno alla sua destra e uno alla sinistra.
Ha salvato altri, non può salvare se stesso!
I passanti lo insultavano e, scuotendo il capo, esclamavano: P “Ehi, tu che distruggi il tempio e lo riedifichi in tre giorni, salva te stesso scendendo dalla croce!”. C Ugualmente anche i sommi sacerdoti con gli scribi, facendosi beffe di lui, dicevano: P “Ha salvato altri, non può salvare se stesso! Il Cristo, il re d’Israele, scenda ora dalla croce, perché vediamo e crediamo”. C E anche quelli che erano stati crocifissi con lui lo insultavano.
Gesù dando un forte grido, spirò
Venuto mezzogiorno, si fece buio su tutta la terra, fino alle tre del pomeriggio. Alle tre Gesù gridò con voce forte: + “Eloì, Eloì, lamà sabactani?”, C che significa: + “Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?”. C Alcuni dei presenti, udito ciò, dicevano: P “Ecco, chiama Elia!”. C Uno corse a inzuppare di aceto una spugna e, postala su una canna, gli dava da bere, dicendo: P “Aspettate, vediamo se viene Elia a toglierlo dalla croce”. C Ma Gesù, dando un forte grido, spirò.

Qui si genuflette e si fa una breve pausa.

Il velo del tempio si squarciò in due, dall’alto in basso. Allora il centurione che gli stava di fronte, vistolo spirare in quel modo, disse: P “Veramente questo uomo era Figlio di Dio!”.]
C C’erano anche alcune donne, che stavano ad osservare da lontano, tra le quali Maria di Magdala, Maria madre di Giacomo il minore e di Joses, e Salome, che lo seguivano e servivano quando era ancora in Galilea, e molte altre che erano salite con lui a Gerusalemme.
Giuseppe fece rotolare un masso contro l’entrata del sepolcro
Sopraggiunta ormai la sera, poiché era la Parasceve, cioè la vigilia del sabato, Giuseppe Arimatea, membro autorevole del sinedrio, che aspettava anche lui il regno di Dio, andò coraggiosamente da Pilato, per chiedere il corpo di Gesù. Pilato si meravigliò che fosse già morto, e chiamato il centurione, lo interrogò se fosse morto da tempo. Informato dal centurione, concesse la salma a Giuseppe. Egli allora, comprato un lenzuolo, lo calò giù dalla croce e, avvoltolo nel lenzuolo, lo depose in un sepolcro scavato nella roccia. Poi fece rotolare un masso contro l’entrata del sepolcro. Intanto Maria di Magdala e Maria madre di Joses stavano ad osservare dove veniva deposto.

Parola del Signore

Preghiera sulle offerte
Dio onnipotente, la passione del tuo unico Figlio
affretti il giorno del tuo perdono;
non lo meritiamo per le nostre opere,
ma l’ottenga dalla tua misericordia
questo unico mirabile sacrificio.
Per Cristo nostro Signore.


PREFAZIO
La passione redentrice del Signore

È veramente cosa buona e giusta,
nostro dovere e fonte di salvezza,
rendere grazie sempre e in ogni luogo
a te, Signore, Padre santo,
Dio onnipotente ed eterno,
per Cristo nostro Signore.
Egli, che era senza peccato,
accettò la passione per noi peccatori
e, consegnandosi a un’ingiusta condanna,
portò il peso dei nostri peccati.
Con la sua morte lavò le nostre colpe
e con la sua risurrezione ci acquistò la salvezza.
E noi, con tutti gli angeli del cielo,
innalziamo a te il nostro canto,
e proclamiamo insieme la tua lode: Santo...


Antifona di comunione
“Padre, se questo calice non può passare
senza che io lo beva,
sia fatta la tua volontà”. (Mt 26,42; cf. Mc 14,36; cf. Lc 22,42)


Preghiera dopo la comunione
O Padre, che ci hai nutriti con i tuoi santi doni,
e con la morte del tuo Figlio
ci fai sperare nei beni in cui crediamo,
fa’ che per la sua risurrezione
possiamo giungere alla meta della nostra speranza.
Per Cristo nostro Signore.

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