Omelia (18-12-2011)
don Marco Pedron
Eppure....

Siamo nel vangelo di Lc. Prima di questo brano c'� l'episodio di Zaccaria (Lc 1,5-25). Zaccaria ed Elisabetta non hanno figli, li vogliono, ma quando Dio annuncia che il loro desiderio � stato soddisfatto Zaccaria si mette a ridere della cosa. E per questo diverr� muto.
Desiderare una cosa non � crederci.
"Vorrei cambiare vita!": ma si pu�! "S�, s�, sarebbe bello, padre".
"Vorrei trovare tempo per me!": ma si pu�! "Quando sar� in pensione, quando i figli saranno grandi...".
"Vorrei essere diverso": ma si pu�! "E' da tanto tempo che sono cos�...".
A New York un barbone compr� un biglietto di una lotteria e vinse qualcosa come un milione di dollari. Aveva sognato giorni e notti cosa avrebbe fatto in caso di vincita. Adesso aveva vinto. Controllato che il biglietto fosse proprio quello giusto, si disse: "E' impossibile che sia toccato proprio a me". E lo gett� via. Il biglietto fu preso dal vicino di casa che ritir� il premio e diede una parte al vero proprietario del biglietto.
A 31 anni � fallito come uomo d'affari, a 32 anni � stato bocciato a un elezione, a 34 altro fallimento, a 35 gli � morta la donna amata, a 36 ha avuto un crollo psichico, a 38 ha perduto un'altra elezione, a 43 non � riuscito a farsi eleggere al Congresso, a 46 ci ha riprovato ed � stato bocciato un'altra volta, a 48 stessa esperienza a 55 non � riuscito a farsi eleggere senatore, a 56 ha perduto la corsa per la vicepresidenza, a 58 non ha avuto un seggio elettorale, a 60 � stato eletto presidente degli Stati Uniti. Questa � la storia di un uomo, questa � la storia di Abraham Lincoln. Si pu�!
Tutto ci� che desideri � realizzabile. Ma non forse come vuoi tu e comunque mai se non ci credi.
Il quadro della prima chiamata � ideale: siamo nella Citt� Santa, in Gerusalemme; siamo nel tempio, la casa di Dio; si rivolge ad un sacerdote, giusto e irreprensibile, santo, da tutti stimato e conosciuto come modello di fede; siamo durante la liturgia, durante un momento di preghiera.
Inoltre Dio si rivolge con una modalit� tipica, biblica, che tutti conoscevano a quel tempo: Dio annuncia a Zaccaria che una donna sterile o avanti con gli anni (sua moglie) partorir� un figlio. Ma era gi� successo per un sacco di donne di grandi personaggi (Sara, madre di Isacco; Rachele, madre di Giacobbe, ecc.).
Dio si rivolge a Zaccaria come tante altre volte aveva gi� fatto. Ci poteva essere una situazione pi� ideale di questa? Poteva Dio rivolgersi a qualcuno di migliore? Poteva rivolgersi a qualcuno di pi� religioso, di pi� credente? E visto che era un sacerdote, un liturgo e un santo (cos� lo definisce il vangelo), sar� ovvio che segua il Signore!?! E invece no!
Il problema di quando Dio chiama � duplice.
1. Ti chiede di coinvolgerti. Coinvolgersi vuol dire mettere a disposizione la tua vita. Non ci� che sai, non ci� che pensi, non le tue idee, ma di partire per qualcosa che non sai.
2. Ti chiede qualcosa di impossibile. Perch� se fosse possibile lo faresti anche senza di Lui, ovvio. Se fosse possibile lo avresti gi� fatto tu. E, invece, � "impossibile" perch� solo se ti fidi di Lui sar� possibile farlo.
Dio non chiede mai il possibile: a quello ci pensano gi� gli uomini. Dio chiede l'impossibile perch� solo con Lui lo puoi realizzare.
Quando monsignor Francesco Frasson costru� l'Opsa di Padova nel lontano 1956, non vi erano tutti i soldi per farla. Ma lui fece come se ci fossero. Allora un collaboratore gli disse: "Ma Francesco, non abbiamo i soldi!". "Noi abbiamo la fede!". "Francesco, non ci sono i soldi!", riprese. "Se avessimo i soldi, che ce ne faremo della fede? Stai tranquillo e adesso vai a dormire in pace. Abbi fede". E cos� fu.

Ok, il primo tentativo non funziona: allora Dio ci riprova. E visto che l�, con il pi� santo dei religiosi non funziona, si rivolge da tutt'altra parte. Questo ci dovrebbe fare molto pensare: perch� non solo la Chiesa non ha tutta la Verit�, ma nel vangelo la Verit� viene da fuori e non da dentro!
Cos� sei mesi dopo, il povero Gabriele ci riprova di nuovo, ma questa volta da tutt'altra parte.
L'arcangelo va a Nazaret (Lc 1,26): ma sapete che idea avevano quelli studiati di Nazaret? Ci� che loro pensavano di Nazaret lo troviamo in Gv 1,46, quando Nicodemo dice: "Ma da Nazaret, pu� mai venire qualcosa di buono?". Erano considerati dei trogloditi, dei primitivi, dei rozzi e grezzi senza studio, n� conoscenza, n� civilt�; ed era vero perch� era gente che viveva nella maggior parte in grotte, gente bellicosa per definizione.
Ma c'� una cosa peggiore. Prima si era rivolto ad un uomo, e visto che non ha funzionato, adesso Dio si rivolge ad una donna. Ma come gli � venuto in mente di rivolgersi ad una donna? Perch� in quel tempo, questo era pura fantasia, follia, era una cosa da schizzati pensare ci�. Eppure!
Per comprendere la portata di questo episodio bisogna avere presente come a quel tempo erano concepite le relazioni di Dio con gli uomini. Dio vive nel suo cielo circondato da sei angeli che sono al suo servizio e che si chiamano gli angeli del servizio divino. Dio, quindi, sta in questa sfera inaccessibile, circondato da questi sei angeli. Poi man mano, grado dopo grado e con sempre meno santit� si avvicina agli uomini. Il primo della scala � il sommo sacerdote oppure il re, fino gi� ai servi. E la donna? La donna era l'ultima della scala, era una categoria sub-umana. Tanto � vero che la nascita di una donna era considerata una disgrazia, una punizione lanciata da Dio contro determinati peccati e la nascita di una bambina veniva vista come un fastidio che si poteva eliminare addirittura sopprimendola.
E per dire questo ci si basava sulla Bibbia: "Dio non ha mai rivolto la parola ad una donna". Ma la sparata era un po' grossa perch� Dio, in realt�, si era rivolto ad una donna: Sara.
Era successo cos�. Dio dice a Sara: "Diverrai madre". Ma Sara � sterile e le scappa da ridere quando Dio le dice cos�, perch� il marito era vecchio e lei pure! Allora (questo) Dio che � permaloso le dice: "Che hai fatto, hai riso?". E lei poverina risponde: "No, no, non ho riso!". "Ma quella bugia", si diceva, "Dio se l'� legata ad un dito (� un dito divino ma � sempre un dito!) e per quella bugia non ha pi� rivolto la parola ad una donna". Per questo le donne erano ritenute bugiarde e per questo, poich� erano bugiarde per definizione, per idea biblica, non avevano il diritto di testimoniare nei processi. Quindi Dio si rivolge a chi nessuno mai avrebbe creduto possibile.
Nessuno, quindi, dica pi�: "Chi, io?". Il mandato, il profeta di Dio, pu� essere chiunque. Nessuno dica pi�: "Quello l�?". Anche di Maria dissero cos�!
L'annuncio a Maria � sconvolgente perch� la donna era ritenuta impura, esclusa dall'azione di Dio. Solo che nei vangeli non solo sono equiparate agli uomini, ma addirittura sono ad un livello superiore.
Maria � la prima credente; Maria Maddalena la pi� vicina a Ges�; le donne sono le prime testimoni della resurrezione; le donne sono le uniche che rimangono con Ges� durante la passione. Gli incontri pi� spettacolari, incredibili, dove pi� "si sente", si vive, si percepisce l'amore, Ges� li fa con le donne (la peccatrice Lc 7,36-50; l'unzione di Betania Mc 14,3-9; l'adultera Gv 8,1-11, ecc.). Tutto questo � importante da dire, perch� ancor oggi, la donna � subalterna all'uomo nella Chiesa. Anche a quel tempo era cos�; ma non per Ges�.

E da chi va Gabriele? Va da Maria (Lc 1,27). Per noi oggi Maria � un nome dolcissimo ma non lo era affatto per quelli di quel tempo.
Infatti se prendiamo la Bibbia e cerchiamo, dove ritroviamo questo nome?
Nella Bibbia esiste un'unica Maria: � la sorella di Mos�, donna ambiziosa, rivale del fratello, che ha cercato di fargli le scarpe e Dio l'ha maledetta con la lebbra. La lebbra era segno della maledizione di Dio. E in altri testi sacri quando la povera Maria muore e le vogliono fare il funerale, Dio stesso interviene dicendo: perch� state a piangere per una vecchia!
Quindi il nome Maria rappresenta la lebbrosa, la maledetta da Dio. E' per questo che dopo quell'episodio, in tutta la Bibbia, troveremo Rachele, Susanna, Giuditta, tutti i nomi che volete, ma Maria non appare pi�, perch� era un nome che evocava la maledizione di Dio.
E' un po' come il nome Giuda: nessun genitore lo mette al proprio figlio. Se voi finch� passeggiate vedete un bel bambino e chiedete alla mamma: "Come si chiama?". E lei: "Giuda", di sicuro non vi farebbe un bell'effetto. Perch� Giuda nell'immaginario di tutti � il traditore. Che poi vi sia un Giuda, un altro apostolo che si chiami cos� (vi erano infatti due Giuda) e che abbia seguito Ges� non importa.
Per Maria era la stessa cosa. Dire "Giuda" � dire traditore; dire "Maria" era dire maledetta.

Quando l'angelo arriva le dice: "Ti saluto o piena di grazia" (Lc 1,28).
Piena di grazia, kecharitomenne, che cosa vuol dire? Quando si parla di Maria spesso si parla dei suoi meriti. Ma "piena di grazia" indica l'azione di Dio, non i meriti di Maria. Maria � niente ma Dio la ama. "Piena di grazia" � ci� che Dio fa per l'uomo. E ci� che Dio fa per noi non dipende da noi.
Per la religione l'amore di Dio va meritato: ce l'hai se sei santo e puro, bravo e in regola. Ma per la fede, per il vangelo, l'amore di Dio va accolto. Per averlo basta dire: "S�". E non � affatto scontato lasciarsi amare da Dio!

Maria � turbata (Lc 1,29), e possiamo capirlo! Mai Dio si era rivolto ad una donna. Maria � sconvolta perch� mai avrebbe pensato, era davvero impensabile, che Dio potesse rivolgersi a lei.
Chi vuole Dio? I preti? Le suore? Gli altri? No. Dio vuole te. Dio non ha nessun altro che te. Dio � impotente senza l'uomo: Dio non pu� fare nulla senza di te. Ma pu� fare tutto con te.
Martin Buber: "Si diceva che alle porte di una citt� c'era un mendicante che sapeva chi era il Messia. Cos� un rabbino, appena sentita la notizia, si mise subito in viaggio, desideroso di sapere chi fosse. Quando arriv� alla citt�, effettivamente trov� alle porte della citt� un uomo che mendicava. "Mi hanno detto che tu sai chi � il Messia: � vero?". "S�, � vero". "Ti prego, allora, dimmelo: chi � il Messia?". "Tu!"".

L'angelo dice a Maria: "Concepirai un figlio" (Lc 1,31).
Maria obietta: "Ma non conosco uomo" (Lc 1,34). Per la Bibbia quando un uomo conosce una donna, nasce un figlio. Conoscere, per la Bibbia, vuol dire aver rapporti sessuali; � una conoscenza molto materiale!
In passato si parlava del voto di verginit� di Maria, cosa impossibile per una donna ebrea (segno di benedizione di Dio � l'aver figli e segno di maledizione � il non averne).
Ma Maria non era vergine per voto di verginit�, era vergine semplicemente perch� si trovava tra la prima fase del matrimonio (herusin) e la seconda (qiddushin). Prima vi erano gli accordi matrimoniali (fidanzamento) dove ognuno rimenava a casa sua, quindi per forza Maria era vergine, e poi la sposa veniva condotta in casa dello sposo dove il matrimonio veniva consumato.

E poi: "Lo darai alla luce e lo chiamerai Ges�" (Lc 1,31).
Solo che le donne non mettono il nome ai figli! Era il padre e solo il padre che metteva il nome ai propri figli. Cosa succede allora: qui si rompe una tradizione portante del passato. Non pi� un uomo ma una donna che mette il nome al proprio figlio. La stessa cosa avverr� per Giovanni Battista: sar� sua madre, e non suo padre Zaccaria, a mettergli il nome (Lc 1,59-66).
L'irruzione di Dio nella vita di un uomo porta sempre una "rottura" con certe tradizioni. Per questo Dio "rompe"; per questo � difficile accoglierlo; per questo spesso si viene rifiutati dai pi� vicini.
Nei vangeli Ges� � nemico delle tradizioni. Perch�? Non che la tradizione sia una cosa brutta. Anzi. Ma � pericolosa perch� rischia di fossilizzare la vita, di togliere la vita.
Nella seconda guerra mondiale molti dei nostri uomini andarono in Russia. E fu un disastro inenarrabile. Tra la guerra, il freddo e i campi di prigionia (si stima 120-150 mila morti o dispersi su 230 mila partiti), tornare era a casa era considerato - e lo era davvero - un miracolo. Alcuni anni dopo il 1945 torn� a casa da questa campagna uno dei due figli di una famiglia trentina (l'altro era morto in guerra). La festa fu enorme: il padre fece una festa con tutti i parenti, dove si mangi� e si bevette e tutti di ubriacarono dalla gioia. Cos� la prima domenica di marzo, ogni anno, tutti i parenti si trovano a far festa per ricordare quel ritorno. Solo che oggi nessuna di quelle persone � pi� viva; nessuna pu� narrare pi� i fatti e la gioia; e tutti i parenti che si ritrovano non si sopportano, si odiano, si criticano. Si � perso il senso della festa. E ci� che fu un tempo, festa della vita, oggi � insopportabile festa della noia e della cattiveria. Ma che senso ha? La tradizione ha perso il suo senso. La tradizione � buona, ma se � morta � nemica della vita.
Ogni sera, quando il guru si sedeva per adorare, il gatto dell'ashram si cacciava fra i piedi degli oranti e li distraeva. Perci� egli ordin� che il gatto fosse legato durante l'adorazione serale. Dopo la morte del guru, il gatto continu� ad essere legato durante l'adorazione della sera. E quando il gatto mor�, un altro gatto fu portato nell'ashram per essere debitamente legato durante l'adorazione serale. Qualche secolo dopo i discepoli eruditi del guru scrissero dei dotti trattati sul significato liturgico dell'usanza di legare un gatto durante l'adorazione. Vi fa ridere? C'� da piangere a pensare a tutto quello che facciamo semplicemente perch� lo abbiamo sempre fatto o perch� non ci poniamo la domanda se abbia ancora senso.

Poi qui si dice: "Vedi anche Elisabetta, tua parente" (Lc 1,36). E si usa sigghenis.
Se noi chiediamo alle persone: "Chi erano Elisabetta e Maria?", molti vi diranno cugine. Ma la parola sigghenis vuol dire solo parenti: c'� cio� un legame di parentela ma non � definito quale. Potevano essere cugine, ma anche zia e nipote o altro.
Ma, cugina o zia che fosse, ci� che conta � che Maria ha un esempio, un modello, vicino a s�. Perch� quando c'� da fare qualcosa d'incredibile, d'impossibile, di arduo, di diverso, si ha bisogno di attingere forza nella vita di altri a cui � successa la stessa cosa. Altrimenti ci si pensa davvero matti. Maria vede ci� che � successo a Elisabetta e forse anche lei avr� detto: "Ma � impossibile!". Adesso � lei al posto di Elisabetta e sa, invece, che nulla � impossibile. Non per niente nell'episodio che segue, la visitazione, le due donne si capiscono perfettamente nel profondo (i loro bimbi esultano nel grembo Lc 1,41-44), intimamente.
A volte si chiama impossibile solo ci� che ancora non si conosce. Conosciuto, per�, si sa che � possibile. Colombo un giorno disse: "Voglio circumnavigare la Terra". "Impossibile!", gli dissero. Einstein un giorno disse: "L'atomo si pu� dividere". "Impossibile!", gli dissero. Galileo e Copernico un giorno dissero: "Non � il sole che gira attorno alla terra". "Impossibile!".

Allora l'angelo le dice: "Lo Spirito Santo scender� su di te" (Lc 1,35).
Luca presenta Maria come la donna dello Spirito. Negli Atti degli Apostoli, libro sconosciuto da molti di noi anche se in realt� � la seconda parte del vangelo di Lc, c'� di nuovo Maria nella seconda discesa dello Spirito Santo (At 1-2). Tutta la vita di Maria, quindi, dall'inizio alla fine � sotto il segno dello Spirito.
Maria � la donna tutta fiducia. Ma non sa in cosa. Lei semplicemente dice: "S�". Ma non ha la minima di idea di cosa voglia dire che partorir� "un figlio, l'Altissimo e avr� il trono di Davide suo padre" (Lc 1,32). Lei dice solo: "S�".
Quello che solamente sa � che lei, Maria, � eretica per la religione (che una donna potesse partorire il Figlio di Dio era pura bestemmia condannata con la morte) e che � adultera per la Legge (condannata con la lapidazione). Maria ha due pene di morte su di s�. Pu� venire tutto questo da Dio? Eppure...!
Maria, che non ha la minima idea di cosa voglia dire o di che cosa le toccher� vivere, dice solo: "Avvenga di me quello che hai detto" (Lc 1,38).

Cosa dice a me questo vangelo, allora? 1. Tu sei grande.
La gente soffre del complesso di essere "nessuno". La gente dice: "Io? Io non ho niente. Io non so fare niente. E' difficile! E' impossibile. S� mi piacerebbe, ma � troppo grande!". Ma chi era Maria, a quel tempo? Nessuno. Eppure...!
Albert Einstein. Un recente studio canadese ha riscontrato nel cervello di Einstein delle anomalie, probabilmente genetiche. Einstein non parl� fino a 3 anni e cominci� a leggere a 7. Non fu mai un bravo scolaro e nel 1895 fu bocciato all'esame di ammissione al Politecnico di Zurigo (entr� dopo) poich� era preparato solo in matematica e fisica.
Ludwig Van Beethoven. Da bambino Ludwig Van Beethoven era cos� timido che parlava a monosillabi e non aveva rapporti sociali. Le biografie riportano che a scuola non era in grado di imparare nulla. Per tutta la vita, inoltre, non fu in grado di apprendere l'aritmetica al di l� dell'addizione.
Fred Astaire. Al suo primo provino nel 1933 fu scartato con una nota scritta che Fred Astaire tenne per tutta la vita sopra il suo caminetto: "Non sa recitare! Leggermente calvo! Sa solo ballare un po'!".
Charles Darwin. Quando parl� a suo padre della teoria dell'evoluzione, suo padre gli disse: "Non ti interessa niente tranne la caccia, i cani e l'acchiappare topi". Nella sua autobiografia Darwin scrive: "Ero considerato da tutti i miei maestri e da mio padre un ragazzo molto ordinario, piuttosto inferiore alla media per intelletto".
Richard Bach. Il suo libro "Il Gabbiano Jonathan Livingstone" (sette milioni di copie vendute), fu rifiutato da diciotto case editrici, prima di essere pubblicato nel 1970.
Lev Tolstoj, che si ritir� dall'universit�, fu definito dagli insegnanti "incapace e non disposto a imparare".
Thomas Edison. Gli dissero in faccia che era troppo stupido per poter imparare qualcosa.
Walt Disney. Fu licenziato da un direttore di giornali per mancanza di idee ed inoltre and� in fallimento diverse volte prima di costruire Disneyland.
Johnny Weissmuller (Tarzan) era poliomielitico e divenne campione di nuoto alle Olimpiadi.
Al Neuhart inizi� a lavorare come raccoglitore di escrementi. Quarant'anni dopo fond� il primo quotidiano d'America: lo Usa Today.
Credere in Dio � molto pratico e concreto. Se tu credi in Dio, che ti abita dentro, allora credi anche in te. Allora puoi credere di essere grande, di essere qui per uno scopo ben preciso e di dover lasciare un segno a questo mondo per farlo migliore.
E' stato cos� per tutte queste persone che non avevano nulla di eccezionale, ma hanno creduto a s�. E' stato cos� per Maria, che non aveva nulla in pi� di me o di te: ha solo creduto in s�. Perch� credere in Dio � facile; � credere in s� che � difficile! "Tu sei grande", parola di Dio.

2. Io. Nient'altro che me. Maria ha detto "s�": ma a cosa? Non lo sapeva. La fede non � sapere a cosa si dice "s�"; questa � la certezza, questo � il nostro bisogno mentale di sapere, di essere sicuri, di avere tutto sotto controllo, di non correre rischi.
La fede �: "S�. Non importa cosa, ma s�".
Hanno intervistato Simona Atzori, ballerina e pittrice completamente senza entrambe le braccia. Le hanno detto: "Ma dove trova tutta la forza per fare quello che fa". Lei: "Un giorno, da piccola, mi sono guardata allo specchio e mi sono detta: "Cos� Dio mi ha creato, cos� io vado bene". Mi sono detta di s� e da quel giorno tutto � cambiato". Cosa pu� fare un s� vero e profondo!
A 17 anni porta un suo dipinto a Giovanni Paolo II. Allora l'intervistatore le dice: "Lo sa che sar� santificato a maggio?". "S�!". "E ha mai chiesto a Giovanni Paolo II un miracolo?". "No, mai. Sono gi� io cos� come sono un miracolo. Dio ha gi� fatto, facendomi cos�, il suo miracolo". Dio vuole me, nient'altro che me, cos� come io sono. Il resto sono scuse per chi non ha fede.

Pensiero della settimana

Mentre la gente normale sogna... i pazzi progettano!