| Omelia (15-12-2010) |
| Movimento Apostolico - rito romano |
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Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro? Nel cammino della storia, Dio � sempre colui che viene. Oggi viene per� in un modo assai particolare: viene attraverso ogni suo discepolo. Possiamo ben dire che ogni discepolo di Ges� � "venuta di Dio" sulla nostra terra, nella nostra citt�, fra gli uomini. � giusto che il mondo abbia chiara testimonianza sulla nostra verit�. Anche a noi, come a Ges�, i discepoli del mondo possono mandare a dire: "Sei tu colui che Dio ha mandato per la nostra salvezza, oppure dobbiamo aspettare che venga un altro?". "Sei tu la via della mia redenzione eterna, oppure devo cercare altrove?". Questa domanda non � pura retorica e neanche fantascienza. Questa domanda � la nostra verit�. Questa domanda il mondo ci rivolge ogni giorno. Ai discepoli del mondo siamo obbligati a dare una risposta, non per motivi di opportunit� o di galateo, bens� per purissime ragioni di salvezza eterna. Ogni discepolo di Ges� � stato costituito da Dio via attraverso cui i discepoli del mondo devono giungere fino a Lui, entrando nella sua Casa che � la Chiesa una, santa, cattolica, apostolica. Noi per� non diamo risposta. Non la diamo per un vizio che si annida nella nostra fede e la rende nulla. Questo vizio ha un solo nome: incredulit�. I discepoli di Ges� non credono che sono mandati da Dio oggi a predicare l'anno di grazia, a liberare i prigionieri dal carcere e a dare la vista ai ciechi. Non credono che � per mezzo di loro che Dio vuole operare salvezza, redenzione, giustificazione. Ges�, mandato da Dio a portare la salvezza sulla terra, risponde facendo appello alla Scrittura che si compie per la sua parola e la sua opera. Anche il discepolo di Ges� deve rispondere ai discepoli del mondo facendo appello al Vangelo che si compie con la parola e le opere. La verit� di Ges� � la Scrittura Antica. La verit� del discepolo di Ges� � il Vangelo, la Parola, il Comandamento Nuovo. La verit� di Cristo era visibile, non solo udibile. Era storia, fatto, concretezza, realizzazione. Anche la verit� del discepolo di Ges� deve essere visibile, prima che udibile ed deve essere udibile perch� visibile. Se non � visibile non � neanche udibile. Il cristiano � investito di una pesante responsabilit�: lui deve essere visibilit� santa per gli altri, perch� i discepoli del mondo giungano a Cristo, si aprano alla fede in Lui, lo accolgano come loro Messia e Redentore. Senza la visibilit� del cristiano, cio� del suo discepolo, che poi � il suo corpo nella storia, l'invisibile mai diventa visibile, e ci� che � non udibile mai diventa udibile e l'altro rimane nella sua condizione di prigionia spirituale. Il mistero del Natele che il cristiano si accinge a celebrare deve mostrare al mondo la visibilit� della sua verit�, attraverso cui sar� possibile solamente giungere alla verit� di Cristo. Senza la verit� del cristiano, la verit� di Cristo � invisibile. Rimane nel cielo, nessuno la vedr� e nessuno si salver�. Cristo Ges� ha tirato fuori la sua verit� invisibile che era nella Scrittura e l'ha resa verit� visibile nella nostra storia. Vergine Maria, Madre della Redenzione, rendi visibile la nostra verit� cristiana. Angeli e Santi di Dio, fate che attraverso noi il mistero invisibile divenga mistero visibile. |