Omelia (21-09-2008)
padre Raniero Cantalamessa
Dio chiama tutti e chiama a tutte le ore

La parabola degli operai mandati a lavorare nella vigna in ore diverse del giorno ha creato sempre grosse difficolt� ai lettori del Vangelo. � accettabile il modo di fare del padrone che d� la stessa paga a chi ha lavorato un'ora e a chi ha lavorato un'intera giornata? Non viola, esso, il principio della giusta ricompensa? I sindacati insorgerebbero in coro oggi, se qualcuno facesse come quel padrone.

La difficolt� nasce da un equivoco. Si considera il problema della ricompensa in astratto e in generale, oppure in riferimento alla ricompensa eterna in cielo. Vista cos�, la cosa contraddirebbe in effetti il principio secondo cui Dio "rende a ciascuno secondo le sue opere" (Rom 2, 6). Ma Ges� si riferisce qui a una situazione concreta, a un caso ben preciso. L'unico denaro che viene dato a tutti � il regno dei cieli che Ges� ha portato sulla terra; � la possibilit� di entrare a far parte della salvezza messianica. La parabola comincia dicendo: "Il regno dei cieli � simile a un padrone di casa che usc� all'alba...".

Il problema �, ancora una volta, quello della posizione di ebrei e pagani, o di giusti e peccatori, nei confronti della salvezza annunciata da Ges�. Anche se i pagani (rispettivamente, i peccatori, i pubblicani, le prostitute ecc.) solo davanti alla predicazione di Ges� si sono decisi per Dio, mentre prima erano lontani ("oziosi"), non per questo occuperanno nel regno una posizione diversa e inferiore. Anch'essi siederanno alla stessa mensa e godranno della pienezza dei beni messianici. Anzi, poich� essi si mostrano pi� pronti ad accogliere il Vangelo, che non i cosiddetti "giusti", ecco che si realizza quello che Ges� dice a conclusione della parabola odierna: "Gli ultimi saranno i primi e i primi gli ultimi".

Una volta conosciuto il regno, cio� una volta abbracciata la fede, allora s� che c'� posto per le diversificazioni. Non � pi� identica la sorte di chi serve Dio per tutta la vita, facendo fruttare al massimo i suoi talenti, rispetto a chi d� a Dio solo i rimasugli della vita, con una confessione rimediata, in qualche modo, all'ultimo momento.

La parabola contiene anche un insegnamento di ordine spirituale di massima importanza: Dio chiama tutti e chiama a tutte le ore. Il problema, insomma, della chiamata, pi� che quello della ricompensa. Questo � il modo con cui la nostra parabola � stata utilizzata nell'esortazione di Giovanni Paolo II su "vocazione e missione dei laici nella Chiesa e nel mondo" (Christifideles laici). "I fedeli laici appartengono a quel popolo di Dio che � raffigurato dagli operai della vigna...Andate anche voi nella mia vigna. La chiamata non riguarda soltanto i pastori, i sacerdoti, i religiosi e le religiose, ma si estende a tutti. Anche i fedeli laici sono personalmente chiamati dal Signore" (nr.1-2).

Vorrei attirare l'attenzione su un aspetto che � forse marginale nella parabola, ma quanto mai sentito e vitale nella societ� moderna: il problema della disoccupazione. Alla domanda del padrone: "Perch� ve ne state qui tutto il giorno oziosi?", gli operai risposero: "Nessuno ci ha presi a giornata". Questa risposta sconsolata potrebbe essere data oggi da milioni di disoccupati.

Ges� non era insensibile a questo problema. Se egli descrive cos� bene la scena � perch� tante volte il suo sguardo si era posato con compassione su quei crocchi di uomini seduti per terra, o appoggiati a qualche muricciolo, con un piede contro la parete, in attesa di essere "ingaggiati". Quel padrone sa che gli operai dell'ultima ora hanno le stesse necessit� degli altri, hanno anche loro bambini da sfamare, come ce l'hanno quelli della prima ora. Dando a tutti la stessa paga, il padrone mostra di non tener conto soltanto del merito, ma anche del bisogno. Le nostre societ� capitalistiche basano la ricompensa unicamente sul merito (spesso pi� nominale che reale) e sull'anzianit� di servizio, e non sul bisogno di ogni persona. Nel momento in cui un giovane operaio o un professionista ha pi� bisogno di guadagnare per farsi una casa e una famiglia, la sua paga risulta la pi� bassa, mentre alla fine della carriera, quando ormai ne ha meno bisogno, la ricompensa (specie presso certe categorie sociali), arriva alle stelle. La parabola degli operai nella vigna ci invita a trovare un pi� giusto equilibrio tra le due esigenze del merito e del bisogno.