LA CHIESA

      


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LITURGIA

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(es. Mt 28,1-20):
Per parola:



  Martedì della XIX settimana del Tempo Ordinario (Anno dispari)

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Grado della Celebrazione: Feria
Colore liturgico: Verde
DO192 ;
Nel Deuteronomio oggi vediamo l'unione stretta delle promesse divine e delle divine esigenze. Le promesse divine sono generose; Dio promette di essere con gli Israeliti e in special modo con Giosuè. Agli Israeliti il Signore dice: "Non temete... il Signore tuo Dio cammina con te; non ti lascerà e non ti abbandonerà. Il Signore passerà davanti a te, distruggerà davanti a te le nazioni nemiche...". E anche a Giosuè viene fatta questa promessa bellissima: ~ Signore non ti lascerà e non ti abbandonerà; egli sarà con te".
Però queste promesse sono accompagnate da esigenze forti. Agli Israeliti Mosè dice, da parte di Dio:
"Siate forti; fatevi animo! " e la stessa cosa a Giosuè: "Sii forte; fatti animo!". Vediamo così che la vera speranza non è passiva. Non si tratta di rimanere con le mani in mano: la vera speranza è dinamica e si accompagna al coraggio.
Sant'Ignazio di Loyola diceva che dobbiamo sperare tutto da Dio e chiedere con fiducia immensa tutto ciò che ci occorre; però dobbiamo fare tutto ciò che siamo capaci di fare, come se Dio non facesse niente.
La speranza non può mai essere un pretesto per rimanere pigri, passivi, aspettando che Dio intervenga senza che noi facciamo nessuno sforzo.
Il coraggio cristiano, d'altra parte, è un coraggio che si accompagna all'umiltà. Lo vediamo nel Vangelo. Gesù ci dà come modello il bambino: "Se non vi convertirete e non diventerete come bambini, non entrerete nel regno dei cieli". Non dobbiamo avere la pretesa di dirigere tutto, o di realizzare i nostri progetti esattamente come noi li facciamo, ma la preoccupazione di fare con Dio l'opera di Dio, sapendo che chi la realizza è principalmente lui.
San Giovanni ci riferisce queste parole di Gesù, riguardanti lui stesso: "Il Figlio da sé non può fare nulla; se non ciò che vede fare dal Padre; ciò che il Padre fa, anche il Figlio lo fa". il Figlio riconosce che è Dio ad avere la iniziativa dell'opera e, d'altra parte, il Figlio ha la fiducia filiale di poter agire con il Padre, di poter collaborare con il Padre a un'opera comune, perché il Padre ama il Figlio, gli manifesta tutto quello che fa e gli manifesterà opere ancora più grandi. il Figlio s'impegna, direi, come un bambino che nell'officina aiuta il padre, con zelo, felicità, entusiasmo, ma senza pretesa orgogliosa. Questo deve essere proprio la caratteristica della nostra attività: sapere che chi agisce principalmente è Dio e noi siamo soltanto modesti collaboratori di una grande opera.
Chiediamo la grazia della vera fiducia filiale, fonte di tranquillo coraggio. Siamo invitati a fare l'opera di Dio; chi agisce principalmente è il Padre celeste, però per amore ci dà la possibilità di collaborare con lui e di fare così un'opera bellissima, con umiltà e con entusiasmo, con speranza e con dinamismo. L'atmosfera della vita cristiana deve essere così.

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Antifona d'ingresso
Sii fedele, Signore, alla tua alleanza,
non dimenticare mai la vita dei tuoi poveri.
Sorgi, Signore, difendi la tua causa,
non dimenticare le suppliche di coloro che t’invocano. (Sal 74,20.19.22.23)


Colletta
Dio onnipotente ed eterno,
che ci dai il privilegio di chiamarti Padre,
fa’ crescere in noi lo spirito di figli adottivi,
perché possiamo entrare
nell’eredità che ci hai promesso.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...

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Prima lettura

Dt 31,1-8
Sii forte e fatti animo, Giosuè, perché tu condurrai questo popolo nella terra.

Dal libro del Deuteronòmio

Mosè andò e rivolse queste parole a tutto Israele. Disse loro:
«Io oggi ho centovent’anni. Non posso più andare e venire. Il Signore inoltre mi ha detto: “Tu non attraverserai questo Giordano”. Il Signore, tuo Dio, lo attraverserà davanti a te, distruggerà davanti a te quelle nazioni, in modo che tu possa prenderne possesso. Quanto a Giosuè, egli lo attraverserà davanti a te, come il Signore ha detto.
Il Signore tratterà quelle nazioni come ha trattato Sicon e Og, re degli Amorrei, e come ha trattato la loro terra, che egli ha distrutto. Il Signore le metterà in vostro potere e voi le tratterete secondo tutti gli ordini che vi ho dato.
Siate forti, fatevi animo, non temete e non vi spaventate di loro, perché il Signore, tuo Dio, cammina con te; non ti lascerà e non ti abbandonerà».
Poi Mosè chiamò Giosuè e gli disse alla presenza di tutto Israele: «Sii forte e fatti animo, perché tu condurrai questo popolo nella terra che il Signore giurò ai loro padri di darvi: tu gliene darai il possesso. Il Signore stesso cammina davanti a te. Egli sarà con te, non ti lascerà e non ti abbandonerà. Non temere e non perderti d’animo!».

Parola di Dio

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Salmo responsoriale

Dt 32

Porzione del Signore è il suo popolo.

Voglio proclamare il nome del Signore:
magnificate il nostro Dio!
Egli è la Roccia: perfette le sue opere,
giustizia tutte le sue vie.

Ricorda i giorni del tempo antico,
medita gli anni lontani.
Interroga tuo padre e te lo racconterà,
i tuoi vecchi e te lo diranno.

Quando l’Altissimo divideva le nazioni,
quando separava i figli dell’uomo,
egli stabilì i confini dei popoli
secondo il numero dei figli d’Israele.

Perché porzione del Signore è il suo popolo,
Giacobbe sua parte di eredità.
Il Signore, lui solo lo ha guidato,
non c’era con lui alcun dio straniero.

Canto al Vangelo (Mt 11,29)
Alleluia, alleluia.
Prendete il mio giogo sopra di voi, dice il Signore,
e imparate da me, che sono mite e umile di cuore.
Alleluia.

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Vangelo

Mt 18,1-5.10.12-14
Guardate di non disprezzare uno solo di questi piccoli.


+ Dal Vangelo secondo Matteo

In quel momento i discepoli si avvicinarono a Gesù dicendo: «Chi dunque è più grande nel regno dei cieli?».
Allora chiamò a sé un bambino, lo pose in mezzo a loro e disse:
«In verità io vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli. Perciò chiunque si farà piccolo come questo bambino, costui è il più grande nel regno dei cieli. E chi accoglierà un solo bambino come questo nel mio nome, accoglie me.
Guardate di non disprezzare uno solo di questi piccoli, perché io vi dico che i loro angeli nei cieli vedono sempre la faccia del Padre mio che è nei cieli.
Che cosa vi pare? Se un uomo ha cento pecore e una di loro si smarrisce, non lascerà le novantanove sui monti e andrà a cercare quella che si è smarrita? In verità io vi dico: se riesce a trovarla, si rallegrerà per quella più che per le novantanove che non si erano smarrite. Così è volontà del Padre vostro che è nei cieli, che neanche uno di questi piccoli si perda».

Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
Con fiducia filiale innalziamo la nostra preghiera a Dio Padre che ascolta la voce dei piccoli e ama l'umiltà del cuore. Preghiamo insieme diciamo:
Donaci un cuore semplice, o Signore.

Per la santa Chiesa, perché nella parola e nelle opere manifesti la bontà, la mansuetudine e l'umiltà del suo Maestro. Preghiamo:
Per le giovani coppie, perché vivano il dono della maternità e paternità come missioni per il rinnovo dell'umanità. Preghiamo:
Per i giovani che si sono smarriti nell'errore e nel vizio, perché incontrino in tutti noi l'amore e la comprensione del buon pastore. Preghiamo:
Per gli anziani, perché sappiano accettare con serenità i limiti delle loro energie e trasmettano la propria esperienza ai giovani, aiutandoli ad affrontare le varie responsabilità. Preghiamo:
Per i genitori che adottano o prendano in affido bambini e ragazzi, perché siano segno dell'amore con il quale Dio assiste ogni creatura. Preghiamo:
Per la conversione di chi sfrutta e offende i bambini e i giovani. Preghiamo:
Per la nostra piena fiducia alla provvidenza di Dio. Preghiamo:

O Padre, che hai mandato il tuo Figlio a condividere la povertà e l'umiltà della nostra condizione, accogli le preghiere che ti rivolgiamo e aiutaci a diventare semplici come bambini. Per Cristo nostro Signore. Amen.

Preghiera sulle offerte
Accogli con bontà, Signore, questi doni
che tu stesso hai posto nelle mani della tua Chiesa,
e con la tua potenza trasformali per noi
in sacramento di salvezza.
Per Cristo nostro Signore.


Antifona di comunione
Gerusalemme, loda il Signore,
egli ti sazia con fiore di frumento. (Sal 147,12.14)


Preghiera dopo la comunione
La partecipazione a questi sacramenti
salvi il tuo popolo, Signore,
e lo confermi nella luce della tua verità.
Per Cristo nostro Signore.


O M E L I E
a cura di
Qumran2.net

Paolo Curtaz     (Omelia del 11-08-2015)

Farsi piccoli come un bambino. È ciò che chiede il Signore ai propri discepoli, a noi. Farsi piccoli in un mondo in cui tutti sgomitano e urlano, in cui ci si scazzotta per un titolo, per un riconoscimento, per un briciolo di visibilità. A volte, purtroppo, come ben segnalato da papa Francesco, anch ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 11-08-2015)
Se riesce a trovarla
La missione cristiana non è solo verso le Genti, coloro che non conoscono Cristo Gesù, ma è anche sia verso coloro che lo conoscono ma non vivono secondo la sua Parola, la sua Legge, i suoi Comandamenti, come anche verso chi si è ritirato dall'ovile della Chiesa, vivendo una vita senza alcuna appart ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 12-08-2014)

Gesù ci invita a diventare come bambini. Non a ?tornare? bambini: non parla di una regressione, né fa dell'infanzia un modello, un mito, come se l'essere piccoli fosse in sé un merito e non una condizione inevitabile. Ma ?diventare? bambini da adulti significa abbandonare tutte le sovrastrutture men ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 12-08-2014)
Così è volontà del Padre vostro che è nei cieli
La comunità vive se osserva delle regole perenni, che sono la fonte della sua stessa vita. La prima regola, quella che è a fondamento di ogni verità, che dona verità a tutte le altre, che ci rende veri strumenti per l'edificazione della comunità del Signore, che è la sua Santa Chiesa, vuole, stabili ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 13-08-2013)
Commento su Mt 18,1-5.10.12-14
Oggi per noi è scontato quanto dice il Signore: i bambini sono importanti, al centro dell'attenzione di Dio, in cima alle sue preoccupazioni. Ma lo diciamo proprio perché il Maestro Gesù ci ha illuminato, ci ha aiutato a capire! I bambini non sono mai stati considerati granché dalle diverse civiltà. ...
(continua)
Riccardo Ripoli     (Omelia del 13-08-2013)
Chi accoglie anche uno solo di questi bambini in nome mio, accoglie me
I più deboli, i feriti, gli abbandonati, i maltrattati, i violentati sono le persone che hanno bisogno del nostro aiuto, comprensione, affetto, accudimento, ma quando è un bambino ad essere violentato dai propri genitori, abbandonato a se stesso, maltrattato ogni giorno l'aiuto che dobbiamo dargli n ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 13-08-2013)
Che neanche uno di questi piccoli si perda
È volontà di Dio che ogni uomo venga cercato per essere condotto nella sua casa. L'Antico Testamento già annunzia questo desiderio di Dio. Anzi è Dio stesso il Pastore del suo gregge. È Lui che va alla ricerca dell'uomo smarrito, confuso, tentato. Dio cerca l'uomo anche prima del peccato. Lo cerca c ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 14-08-2012)
Commento su Matteo 18,1-5.10.12-14
Quanto è diverso Dio da come ce lo immaginiamo! Quanto ci mette i brividi leggere pagine come questa! All'epoca di Gesù nella cultura ebraica, e non solo, il bambino era considerato come un non-ancora uomo, non era certo al centro dell'attenzione: doveva prestare aiuto alla famiglia quanto prima ed ...
(continua)
Riccardo Ripoli     (Omelia del 14-08-2012)
Se non vi convertirete e non diventerete come i bambini
Ci insegnano a maturare, ci chiedono cosa faremo da grandi, ci regalano giochi sempre più sofisticati per farci crescere sin dalla nascita, ma allora quale significato ha questa esortazione di Gesù a "diventare come i bambini"? Il bambino ha in sé la semplicità, vede il mondo con naturalezza, senza ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 14-08-2012)
Si rallegrerà per quella più che per le novantanove che non si erano smarrite
Il pastore deve prendersi cura delle pecore. Le deve pascere con ogni sapienza ed intelligenza. Deve consacrare ad esse la sua vita. Nell'Antico Testamento Dio sempre si lamenta dei pastori. Questi non si prendono cura del suo gregge. Non lo conducono sulla buona viva dell'obbedienza alla verità, no ...
(continua)