LA CHIESA

      


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LITURGIA

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Per citazione
(es. Mt 28,1-20):
Per parola:



  Lunedì della XXVIII settimana del Tempo Ordinario (Anno dispari)

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Grado della Celebrazione: Feria
Colore liturgico: Verde
DO281 ;
Iniziamo oggi la lettera di san Paolo ai Romani. Sappiamo, dalla lettera stessa, che Paolo scrive da Corinto, nell'inverno del 57/58, mentre sta per partire per Gerusalemme, dove porterà le offerte raccolte per i poveri. Nello stesso tempo egli sta pensando a viaggi ulteriori e ha intenzione di andare a Roma e di giungere poi fino in Spagna. A Roma, prima che vi venissero Paolo e Pietro, c'erà già una comunità cristiana, della quale non sappiamo come si sia formata e Paolo desiderava molto mettersi in contatto con questi cristiani che non conosceva. La solennità dell'inizio della lettera rivela quale importanza l'Apostolo attribuiva a questa Chiesa. Paolo non si preoccupa di curare il suo stile, e questo inizio è un po' irregolare e di difficile lettura, perché egli vuol dire tante cose importanti e non le dice con ordine, ma vediamo immediatamente come egli sia fiero di essere apostolo: "Paolo, servo di Cristo Gesù, apostolo per vocazione, prescelto per annunziare il Vangelo di Dio". Anche noi Dio ha scelto; noi pure, come cristiani, siamo chiamati ad annunciare il Vangelo di Dio, certo in modo molto più modesto di lui, Apostolo delle genti. E dobbiamo sentire un santo orgoglio per questa chiamata che Dio ci ha rivolto.
Paolo sviluppa il suo pensiero. Centro di questa vocazione non è lui stesso, ma Cristo, che egli mostra nel duplice aspetto: Cristo uomo e Cristo Dio:
"(Cristo) figlio di Dio, nato dalla stirpe di Davide secondo la carne". E noi vediamo già tutto il mistero di Cristo e della sua croce; tuttavia: "Costituito Figlio di Dio con potenza secondo lo Spirito di santificazione mediante la risurrezione dei morti, Gesù Cristo, nostro Signore".
Gesù Cristo, il centro di tutto il pensiero di Paolo. E la lettera rivela chiaramente come la fede sia fondamento di tutta la vita di Paolo, di tutto il suo apostolato.
Egli gli chiama tutti all'obbedienza della fede, fondandosi su Cristo, unicamente su Cristo e non su se stessi, sulla propria forza, sui propri meriti, ma sull'amore di Cristo, sull'amore di Dio che ci viene da Cristo.
Con questi sentimenti egli si rivolge "a quanti sono in Roma diletti da Dio e santi per vocazione". Sono espressioni che ci danno un senso di gioia, sia che abitiamo a Roma, sia che abitiamo altrove, perché Roma è per tutti i cristiani "la loro città", la città dello spirito.
Spesso all'inizio della Messa la liturgia ci fa ripetere il saluto di Paolo: "Grazia a voi e pace da Dio, Padre nostro, e dal Signore Gesù Cristo". È il saluto cristiano, che assume e trasforma il saluto greco e quello dei Giudei.
I Giudei dicevano: "Pace!", e Paolo dice "Pace", pace che viene da Dio Padre e insieme da Gesù Cristo. I Greci si auguravano la gioia, e Paolo augura la grazia. È quasi la stessa cosa, ma più profonda.
Riceviamo questo augurio splendido di Paolo e rallegriamoci più che mai della nostra splendida vocazione.

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Antifona d'ingresso
Se consideri le nostre colpe, Signore,
chi potrà resistere?
Ma presso di te è il perdono,
o Dio di Israele. (Sal 130,3.4)


Colletta
Ci preceda e ci accompagni sempre la tua grazia,
Signore,
perché, sorretti dal tuo paterno aiuto,
non ci stanchiamo mai di operare il bene.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...

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Prima lettura

Rm 1,1-7
Per mezzo di Cristo abbiamo ricevuto la grazia di essere apostoli, per suscitare l’obbedienza della fede in tutte le genti.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani

Paolo, servo di Cristo Gesù, apostolo per chiamata, scelto per annunciare il vangelo di Dio – che egli aveva promesso per mezzo dei suoi profeti nelle sacre Scritture e che riguarda il Figlio suo, nato dal seme di Davide secondo la carne, costituito Figlio di Dio con potenza, secondo lo Spirito di santità, in virtù della risurrezione dei morti, Gesù Cristo nostro Signore; per mezzo di lui abbiamo ricevuto la grazia di essere apostoli, per suscitare l’obbedienza della fede in tutte le genti, a gloria del suo nome, e tra queste siete anche voi, chiamati da Gesù Cristo –, a tutti quelli che sono a Roma, amati da Dio e santi per chiamata, grazia a voi e pace da Dio, Padre nostro, e dal Signore Gesù Cristo!

Parola di Dio

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Salmo responsoriale

Sal 97

Il Signore si è ricordato del suo amore.

Cantate al Signore un canto nuovo,
perché ha compiuto meraviglie.
Gli ha dato vittoria la sua destra
e il suo braccio santo.

Il Signore ha fatto conoscere la sua salvezza,
agli occhi delle genti ha rivelato la sua giustizia.
Egli si è ricordato del suo amore,
della sua fedeltà alla casa d’Israele.

Tutti i confini della terra hanno veduto
la vittoria del nostro Dio.
Acclami il Signore tutta la terra,
gridate, esultate, cantate inni!

Canto al Vangelo (Sal 94)
Alleluia, alleluia.
Oggi non indurite il vostro cuore,
ma ascoltate la voce del Signore.
Alleluia.

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Vangelo

Lc 11,29-32
Non sarà dato alcun segno a questa generazione, se non il segno di Giona.


+ Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, mentre le folle si accalcavano, Gesù cominciò a dire:
«Questa generazione è una generazione malvagia; essa cerca un segno, ma non le sarà dato alcun segno, se non il segno di Giona. Poiché, come Giona fu un segno per quelli di Nìnive, così anche il Figlio dell’uomo lo sarà per questa generazione.
Nel giorno del giudizio, la regina del Sud si alzerà contro gli uomini di questa generazione e li condannerà, perché ella venne dagli estremi confini della terra per ascoltare la sapienza di Salomone. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Salomone.
Nel giorno del giudizio, gli abitanti di Nìnive si alzeranno contro questa generazione e la condanneranno, perché essi alla predicazione di Giona si convertirono. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Giona».

Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
Gesù Cristo è l'inviato di Dio. Se noi ascolteremo la sua parola, saremo liberi veramente. Per questo preghiamo insieme, dicendo:
O Signore, fà che ascoltiamo oggi la tua voce.

O Signore, fà che la Chiesa rinunci a qualsiasi segno di prestigio esteriore e mondano, e affidi l'efficacia della sua missione unicamente alla forza della verità che tu le hai donato. Preghiamo:
O Signore, aiuta tutti gli uomini a impegnarsi per la vera libertà. Fà loro comprendere che solo tu li rendi liberi interiormente e capaci di vivere la fraternità con tutti. Preghiamo:
O Signore, conforta tutte le persone che soffrono a causa dell'oppressione politica, sociale, psicologica, e dona loro, con la pazienza e il coraggio che viene dalla risurrezione, la forza di camminare verso la liberazione. Preghiamo:
O Signore, illumina i membri della nostra comunità: rendili attenti e sensibili ai segni della tua presenza nel mondo, che richiedono continua purificazione e conversione. Preghiamo:
O Signore, donaci gli occhi della fede per celebrare questa eucaristia: il pane e il vino diventino per noi il più grande segno del tuo amore. Preghiamo:
Per chi cerca di comprendere Cristo solo attraverso la ragione e l'intelligenza.
Perché i giovani della nostra comunità incontrino il Signore risorto.

O Padre che prolunghi nel mondo, attraverso l'opera santificante della Chiesa, l'azione redentrice di Cristo, rendici partecipi della tua opera salvifica come testimoni del tuo amore senza limiti. Per Cristo nostro Signore. Amen.

Preghiera sulle offerte
Accogli, Signore, le nostre offerte e preghiere,
e fa’ che questo santo sacrificio,
espressione perfetta della nostra fede,
ci apra il passaggio alla gloria del cielo.
Per Cristo nostro Signore.


Antifona di comunione
I ricchi impoveriscono e hanno fame,
ma chi cerca il Signore non manca di nulla. (Sal 34,11)

Oppure:
Quando il Signore si manifesterà, saremo simili a lui,
perché lo vedremo così come egli è. (1Gv 3,2)


Preghiera dopo la comunione
Padre santo e misericordioso,
che ci hai nutriti con il corpo e sangue del tuo Figlio,
per questa partecipazione al suo sacrificio
donaci di comunicare alla sua stessa vita.
Egli vive e regna nei secoli dei secoli.


O M E L I E
a cura di
Qumran2.net

Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 16-10-2017)
Commento su Lc 11, 29-32
«Gesù cominciò a dire: ?Questa generazione è una generazione malvagia; essa cerca un segno, ma non le sarà dato altro segno, se non il segno di Giona. Poiché, come Giona fu un segno per quelli di Ninive, così anche il Figlio dell'Uomo lo sarà per questa generazione. Nel giorno del giudizio, la regin ...
(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 10-10-2016)
Commento su Gal 5, 13
«Cristo ci ha liberati per la libertà! State dunque saldi e non lasciatevi imporre di nuovo il giogo della schiavitù». Gal 5, 13 Come vivere questa Parola? La libertà è un diritto, un'opportunità delle persone. È un valore che nel tempo ha fatto fatica a districarsi da cattive e parziali interpre ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 10-10-2016)
Questa generazione è una generazione malvagia
Quanto Gesù dice della sua generazione, che è malvagia, il Signore Dio sempre lo ha detto della generazione dei figli di Israele. Mosè compose un canto come memoria eterna perché nessuno dimenticasse e tutti si ricordassero del loro cuore ostinato. «Udite, o cieli: io voglio parlare. Ascolti la ter ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 12-10-2015)
Questa generazione è una generazione malvagia
La generazione è malvagia perché Cristo Gesù le ha rivelato tutto il Padre nella sua onnipotenza di amore, verità, giustizia, santità, miracoli, prodigi. Gli ha manifestato attraverso la sua stessa vita quanto è carica di speranza, benedizione, liberazione la Parola di Dio. Neanche Mosè ha manifesta ...
(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 12-10-2015)
Commento su Lc 11,30
"Come Giona fu un segno per quelli di Ninive, così anche il Figlio dell'uomo lo sarà per questa generazione". Lc 11,30 Come vivere questa Parola? La richiesta di "segni" che motiva l'intervento di Gesù, in questo paragrafo, non è qualcosa di nuovo nella Bibbia. E neppure qualcosa di sbagliato. Gr ...
(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 13-10-2014)
Commento su Gal 5,1
"Cristo ci ha liberati per la libertà! State dunque saldi e no lasciatevi imporre di nuovo il giogo della schiavitù". Gal 5,1 Come vivere questa Parola? Qui San Paolo mette a fuoco una sintesi potente della fede cristiana. E va detto subito che queste parole sono luce divorante tante tenebre di u ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 13-10-2014)
Questa generazione è una generazione malvagia
Spesse volte la religione manca di sapienza, intelligenza, acume, diligenza. È semplicemente priva della sua verità. È facile, molto facile, la trasformazione della fede in una pratica religiosa vuota di sani principi e di veri contenuti. Sovente accade anche che essa divenga superstizione, idolatri ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 14-10-2013)
Commento su Lc 11,29-32
Continuiamo a chiedere segni, viviamo la fede come una forma di superstizione che poco ha che vedere con la sobrietà e l'equilibrio dei Vangeli. Anche noi, come i contemporanei di Gesù, corriamo il rischio di correre dietro le apparizioni e i miracoli invece di interpretare i tanti segni che il Sign ...
(continua)
Riccardo Ripoli     (Omelia del 14-10-2013)
Permesso. Scusa. Grazie.
Alla predicazione di Giona si convertirono Dobbiamo convertirci alle buone prassi. Si può essere cattolici, musulmani, atei, induisti o altro, ma non possiamo vivere una vita fatta di egoismo, egocentrismo, ricerca del denaro, del sesso e del potere. Tante sono le persone che ci esortano a cammin ...
(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 14-10-2013)
Commento su Luca 11, 29
Questa è una generazione malvagia. Essa cerca un segno; ma non le sarà dato alcun segno, se non il segno di Giona. Lc 11, 29 Come vivere questa Parola? I miracoli, per natura loro, sono rari; se fossero frequenti, non sorprenderebbero. Sono rari anche perché Dio ha creato l'uomo libero e non vuol ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 14-10-2013)
Ed ecco, qui vi è uno più grande di Giona
Giona è profeta assai singolare, unico nella storia di Israele. La sua fede così grande nella potenza di salvezza della Parola del Signore lo spinge a rifiutarsi di recarsi a Ninive, la grande città peccatrice, per annunziarle il disegno di Dio su di essa. Fu rivolta a Giona una seconda volta que ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 15-10-2012)
Commento su Luca 11,29-32
Siamo sempre a cercare segni, corriamo dietro all'ultimo veggente di turno, sfidiamo Dio a rispondere alle nostre provocazioni: se esisti, Signore, fa' che... Certo, crediamo, abbiamo fiducia, ci mancherebbe altro... Ma se il buon Dio gentilmente si adeguasse... Sono come noi, i contemporanei di Ges ...
(continua)
Riccardo Ripoli     (Omelia del 15-10-2012)
Ben più di Giona c'è qui
Tanti i profeti che ci parlano di Gesù, San Francesco, Madre Teresa, Padre Pio ed altri ancora che costantemente preghiamo perché ci facciano una qualche grazia, ma Dio è ben altro, è molto di più che tutti i santi ed i profeti che lo hanno preceduto o seguito. Così è nella nostra quotidianità, ci ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 15-10-2012)
Ed ecco, qui vi è uno più grande di Giona
Giona è profeta assai singolare. Si rifiuta di andare a predicare nella grande città di Ninive perché convinto fortemente della potenza di salvezza che è la Parola di Dio, quando è proferita nella sua interezza di verità, sapienza, intelligenza divina: "Fu rivolta a Giona una seconda volta questa pa ...
(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 15-10-2012)
Commento su Luca 11,30
Poiché, come Giona fu un segno per quelli di Ninive, così anche il Figlio dell'uomo lo sarà per questa generazione, Lc 11,30. Come vivere questa parola? La profezia di Giona segnava un momento di forte di conversione per il popolo di Ninive. Alla parola del profeta si pentiva e cambiava costu ...
(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 10-10-2011)
Commento su Romani 1,7
Amati da Dio e santi per chiamata (Rm 1,7) Come vivere questa Parola? Paolo sta scrivendo ai Romani, ma Dio sta rivolgendosi a noi. Sì, noi, proprio noi siamo amati da Dio e chiamati alla santità. Affermiamo spesso con convinzione, parlando di Dio, che egli è amore, che egli ci ama, ma all'atto pr ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 10-10-2011)
Ed ecco, qui vi è uno più grande di Giona
Giona è un profeta singolare, unico. Egli crede così tanto nell'efficacia della Parola di Dio proclamata da rifiutarsi di recarsi in Ninive e in quella vasta città farla udire a tutti i suoi numerosi abitanti. Ecco il suo pensiero: "Se io vado e predico, i suoi abitanti si convertiranno e il Signore ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 11-10-2010)
Ed ecco, qui vi è uno più grande di Salomone
La via della fede non sono i segni. È la parola di Dio annunziata, insegnata, predicata, testimoniata dalla sua vita in noi. Il più grande miracolo, superiore alla stessa risurrezione di Lazzaro, alla guarigione del cieco nato, alla purificazione di tutti i lebbrosi, al dono della vista a tutti i ci ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 12-10-2009)

Abbiamo sempre bisogni di segni, cerchiamo sempre conferme alla nostra fede. Non ne abbiamo ricevuti abbastanza di segni e prodigi nella nostra vita? La nostra vita non è forse costellata di piccole manifestazioni della presenza e della tenerezza di Dio? Gesù si lamenta, sconsolato, per una fede sem ...
(continua)