LA CHIESA

      


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LITURGIA

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(es. Mt 28,1-20):
Per parola:



  Giovedì della XXX settimana del Tempo Ordinario (Anno pari)

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Grado della Celebrazione: Feria
Colore liturgico: Verde
PO304 ;
Già lo stesso nome “Gesù” ce lo assicura: Dio è salvezza. Fin dall’inizio della sua vita, i titoli che vengono attribuiti al figlio della vergine di Nazaret sono: “Messia” e “Salvatore” (cf. Lc 1,47). Essi indicano il senso stesso dell’essere e della missione di Gesù. “Ecco, io scaccio i demoni e compio guarigioni oggi e domani”. Così egli parla di sé e della sua missione nel Vangelo di oggi. Questi sono i segni che accompagnano il profeta che reca agli uomini la Parola di Dio, che atterra e salva al tempo stesso.
Gesù non è semplicemente un precursore che prepara la venuta di un ordine migliore e più umano. Vuole raccogliere i figli di Gerusalemme come una gallina la sua covata sotto le ali: cerca la comunione, rischia la propria vita pur di attirare a sé i contemporanei. E quando piange su di loro (cf. Lc 19,41), non si tratta di sentimentalismo: è piuttosto l’espressione di quella importante lotta spirituale che ha intrapreso per la loro salvezza. Vorrebbe riunirli, come la gallina riunisce attorno a sé i suoi piccoli per riscaldarli, nutrirli, proteggerli. E ancora, vuole mettere in pratica i comandamenti dello sforzo nella mitezza e dell’inclinazione nell’attenzione. Vuole essere tutto per loro, perché sono indifesi e completamente dipendenti da lui. Costi quel che costi: l’impegno della sua persona è completo. Egli rischia la propria vita.
E non soltanto per l’amore di Gerusalemme. Infatti questo passo del Vangelo non riferisce soltanto parole datate ed effimere. Tali parole furono fedelmente conservate dopo la risurrezione dalla prima comunità cristiana, affinché conservassero il loro valore in eterno. Queste parole riguardano me che sto trascrivendo tali pensieri e riguardano te che li leggi o li ascolti. L’atteggiamento di Gesù e in particolare il suo affetto per noi sono i medesimi da duemila anni. Seduto alla destra del Padre, ancora oggi ci rivolge un invito ogni volta che ascoltiamo la sua parola.
Conosce la nostra incostanza che esclama felicemente: “Osanna! Benedetto colui che viene nel nome del Signore”. Un entusiasmo che non durerà. L’“Osanna” può presto trasformarsi nel “Crocifiggilo” dei Giudei. Il piano di Erode, un politico furbo, non fa che anticipare quanto otterrà il popolo esaltato. Il Signore sa che ne va della sua vita. “Perché voi non avete voluto” (Lc 13,34). Gli uomini non hanno accettato nemmeno che egli si desse loro completamente.
A volte l’amore non è riamato. Ma, se l’amore va al di là di una ricerca di appagamento personale, anche quando viene respinto, non rinuncia all’essere che ama. “Tutto copre, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta” (1Cor 13,7). E ciò precisamente testimonia l’amore di Gesù: l’amore di Cristo diventa tangibile. È unito a colui che dice: “E il terzo giorno avrò finito” (Lc 13,32).
Ecco perché ci salva. Perché “morire a Gerusalemme” (cf. Lc 13,33) non è la sua ultima azione. Dopo la croce, il fallimento con Gesù assume un senso nuovo. E il “terzo giorno” assicura definitivamente e indistruttibilmente la luce della risurrezione.

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Antifona d'ingresso
Gioisca il cuore di chi cerca il Signore.
Cercate il Signore e la sua potenza,
cercate sempre il suo volto. (Sal 104,3-4)


Colletta
Dio onnipotente ed eterno,
accresci in noi la fede, la speranza e la carità,
e perché possiamo ottenere ciò che prometti,
fa’ che amiamo ciò che comandi.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...

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Prima lettura

Ef 6,10-20
Prendete l’armatura di Dio, perché possiate resistere e restare saldi dopo aver superato tutte le prove.

Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesìni

Fratelli, rafforzatevi nel Signore e nel vigore della sua potenza. Indossate l’armatura di Dio per poter resistere alle insidie del diavolo. La nostra battaglia infatti non è contro la carne e il sangue, ma contro i Principati e le Potenze, contro i dominatori di questo mondo tenebroso, contro gli spiriti del male che abitano nelle regioni celesti.
Prendete dunque l’armatura di Dio, perché possiate resistere nel giorno cattivo e restare saldi dopo aver superato tutte le prove. State saldi, dunque: attorno ai fianchi, la verità; indosso, la corazza della giustizia; i piedi, calzati e pronti a propagare il vangelo della pace. Afferrate sempre lo scudo della fede, con il quale potrete spegnere tutte le frecce infuocate del Maligno; prendete anche l’elmo della salvezza e la spada dello Spirito, che è la parola di Dio.
In ogni occasione, pregate con ogni sorta di preghiere e di suppliche nello Spirito, e a questo scopo vegliate con ogni perseveranza e supplica per tutti i santi. E pregate anche per me, affinché, quando apro la bocca, mi sia data la parola, per far conoscere con franchezza il mistero del Vangelo, per il quale sono ambasciatore in catene, e affinché io possa annunciarlo con quel coraggio con il quale devo parlare.

Parola di Dio

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Salmo responsoriale

Sal 143

Benedetto il Signore, mia roccia.

Benedetto il Signore, mia roccia,
che addestra le mie mani alla guerra,
le mie dita alla battaglia.

Mio alleato e mia fortezza,
mio rifugio e mio liberatore,
mio scudo in cui confido,
colui che sottomette i popoli al mio giogo.

O Dio, ti canterò un canto nuovo,
inneggerò a te con l’arpa a dieci corde,
a te, che dai vittoria ai re,
che scampi Davide, tuo servo, dalla spada iniqua.

Canto al Vangelo (Lc 19,38)
Alleluia, alleluia.
Benedetto colui che viene, il re, nel nome del Signore.
Pace in cielo e gloria nel più alto dei cieli.
Alleluia.

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Vangelo

Lc 13,31-35
Non è possibile che un profeta muoia fuori di Gerusalemme.


+ Dal Vangelo secondo Luca

In quel momento si avvicinarono a Gesù alcuni farisei a dirgli: «Parti e vattene via di qui, perché Erode ti vuole uccidere».
Egli rispose loro: «Andate a dire a quella volpe: “Ecco, io scaccio demòni e compio guarigioni oggi e domani; e il terzo giorno la mia opera è compiuta. Però è necessario che oggi, domani e il giorno seguente io prosegua nel cammino, perché non è possibile che un profeta muoia fuori di Gerusalemme”.
Gerusalemme, Gerusalemme, tu che uccidi i profeti e lapidi quelli che sono stati mandati a te: quante volte ho voluto raccogliere i tuoi figli, come una chioccia i suoi pulcini sotto le ali, e voi non avete voluto! Ecco, la vostra casa è abbandonata a voi! Vi dico infatti che non mi vedrete, finché verrà il tempo in cui direte: “Benedetto colui che viene nel nome del Signore!”».

Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
Dio Padre non ha risparmiato il proprio Figlio, ma lo ha dato per tutti noi, perché diventassimo figli. Trasformati dal suo amore, rivolgiamogli ora la nostra preghiera. Diciamo insieme:
Per il tuo Cristo, ascoltaci, o Signore.

Perché la Chiesa sia il luogo dove tutti trovano salvezza. Preghiamo:
Perché il sangue dei martiri rigeneri la fede di molti. Preghiamo:
Perché ogni autorità sia a servizio del bene e della pace del mondo. Preghiamo:
Perché le nostre città siano luoghi di pace e di fede. Preghiamo:
Perché gli annunciatori del vangelo vengano accolti ed ascoltati. Preghiamo:
Perché la croce di Cristo sia per tutti il segno della vittoria sulla morte. Preghiamo:
Perché l'ateismo teorico e pratico non confonda la fede dei semplici. Preghiamo:
Perché Dio doni alla sua Chiesa nuovi profeti. Preghiamo:
Perché ogni volto sofferente ci richiami la passione di Gesù. Preghiamo:
Perché il cuore del violento si apra alla grazia del Signore. Preghiamo:

Padre santo, che hai fatto di Gerusalemme la città della nostra salvezza, sostieni il tuo popolo che si sforza di seguire le orme del tuo Figlio, perché con lui ti lodi per i secoli dei secoli. Amen.

Preghiera sulle offerte
Guarda, Signore, i doni che ti presentiamo:
quest’offerta,
espressione del nostro servizio sacerdotale,
salga fino a te e renda gloria al tuo nome.
Per Cristo nostro Signore.


Antifona di comunione
Esulteremo per la tua salvezza
e gioiremo nel nome del Signore, nostro Dio. (Sal 20,6)

Oppure:
Cristo ci ha amati: per noi ha sacrificato se stesso,
offrendosi a Dio in sacrificio di soave profumo. (Ef 5,2)


Preghiera dopo la comunione
Signore, questo sacramento della nostra fede
compia in noi ciò che esprime
e ci ottenga il possesso delle realtà eterne,
che ora celebriamo nel mistero.
Per Cristo nostro Signore.


O M E L I E
a cura di
Qumran2.net

Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 27-10-2016)
È necessario che oggi, domani e il giorno seguente io prosegua
Alcuni farisei invitano Gesù a lasciare la Galilea, rifugiandosi in qualche luogo sicuro, perché Erode lo vuole uccidere. La risposta di Gesù è immediata: "Andate a dire a quella volpe: Ecco io scaccio demòni e compio guarigioni oggi e domani; e il terzo giorno la mia opera è compiuta. Però è necess ...
(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 27-10-2016)
Commento su Sal 143
«Mio Dio. Ti canterò un canto nuovo, suonerò per te sull'arpa a dieci corde; a te che dai vittoria al tuo consacrato. Che liberi Davide tuo servo». Sl 143 Come vivere questa Parola? Tutti i Salmi sono espressione di una liturgia antica come il mondo. L'anima di queste preghiere di tutto un popolo ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 29-10-2015)
E voi non avete voluto!
Sempre il Signore apre una porta di salvezza per il suo popolo. Tutte le profezie sono un annunzio di grazia, invito alla conversione, esortazione a rientrare nel patto dell'Alleanza. Il cuore di Dio è carità, amore, misericordia, compassione, pietà, grazia. Quando il suo cuore nulla può più operare ...
(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 29-10-2015)
Commento su Rm 8, 35-39
«Chi ci separerà dall'amore di Cristo? Forse la tribolazione, l'angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada?... Ma in tutte queste cose noi siamo più che vincitori grazie a colui che ci ha amati. Io sono infatti persuaso che né morte né vita, né angeli né principati, né pres ...
(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 30-10-2014)
Commento su Lc 13,33-34
«E' necessario che oggi, domani e il giorno seguente io prosegua nel cammino, perché non è possibile che un profeta muoia fuori di Gerusalemme. Gerusalemme, Gerusalemme, tu che uccidi i profeti e lapidi quelli che sono stati mandati a te: quante volte ho voluto raccogliere i tuoi figli, come una chi ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 30-10-2014)
Andate a dire a quella volpe
Delle volpi si serve Sansone per incendiare i campi di grano dei Filistei. Esse servono perché Sansone possa attuare il suo desiderio di vendetta contro i suoi nemici. Dopo qualche tempo, nei giorni della mietitura del grano, Sansone andò a visitare sua moglie, le portò un capretto e disse: «Voglio ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 31-10-2013)
Commento su Lc 13,31-35
Erode vuole far uccidere Gesù. Ti pareva! Non gli è bastato togliere di mezzo il Battista, ora è uno dei seguaci del Battista, il Nazareno, che lo tormenta. Sempre i potenti risolvono i problemi in questo modo: togliendo di mezzo chi li provoca, allora come oggi. Sono cambiati i metodi, ma l'arrogan ...
(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 31-10-2013)
Commento su Romani 8,31
"Se Dio è per noi, chi sarà contro di noi?" Rom 8,31 Come vivere questa parola? Subito dopo averci così fortemente provocati con questa domanda, Paolo porta la prova che Dio stesso si fa garante del fatto che niente e nessuno può essere contro di noi. Egli infatti, "non ha risparmiato il propri ...
(continua)
Riccardo Ripoli     (Omelia del 31-10-2013)
Parti e vattene via di qui, perché Erode ti vuole uccidere
Un bambino delle elementari che mette un coltello alla gola ai suoi compagni di scuola Quanti nemici sulla strada di ognuno, quanti ostacoli incontriamo sul nostro cammino. Un giorno venne da noi una coppia che voleva prendere un bambino in affidamento. Vennero per chiedere consiglio, toccare co ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 31-10-2013)
Ecco, la vostra casa è abbandonata a voi!
Israele conosce cosa significa: "Ecco la vostra casa è abbandonata a voi!". Quando Il Signore è uscito dalla sua casa, dal suo tempio, dalla sua città, in Gerusalemme e in tutto il territorio della Giudea avvenne l'inferno della distruzione e della devastazione. Chi vuole conoscere questo inferno te ...
(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 27-10-2011)
Commento su Luca 13,34
"Gerusalemme, Gerusalemme, tu che uccidi i profeti e lapidi quelli che sono stati mandati a te ..." Lc 13,34 Come vivere questa parola? Gesù ha a cuore tutti quelli che non vogliono e non accettano la salvezza che egli offre, che uccidono i profeti e quelli che sono mandati come missionari del Va ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 27-10-2011)
Non è possibile che un profeta muoia fuori di Gerusalemme
Erode è spirito tormentato, persona incapace di rettitudine morale, soggiogato e dominato nelle decisioni dal male e dal peccato che si era introdotto nella sua casa. Non sappiamo per quale motivo Erode abbia deciso di uccidere Cristo Gesù, dal momento che mai Gesù ha pronunciato una sola frase per ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 29-10-2009)

Gesù è consapevole del rischio che corre continuando a restare in Gerusalemme: non solo i farisei e la classe sacerdotale del tempio lo vogliono far fuori, ora anche Erode ci si mette! Non sappiamo le ragioni di questa nuova antipatia, probabilmente il ricordo doloroso e il senso di colpa per l'omic ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 30-10-2008)

Gesù non ha paura di quel furbastro di Erode perché non ragiona allo stesso modo, vive in un'altra dimensione, abita in un altro luogo interiore. Erode è un politico: calcola; esercita il potere, si prende per Dio. Gesù no, lui è Dio e il suo unico potere è l'amore. Il Maestro vuole compiere un gest ...
(continua)