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LITURGIA

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(es. Mt 28,1-20):
Per parola:

  Lunedì della V settimana del Tempo Ordinario (Anno pari)

Le Letture di oggi sono tratte dal Nuovo Lezionario,
se desideri i testi precedenti clicca qui.

PO051 ;
Grado della Celebrazione: Feria
Colore liturgico: Verde

Ascolta il Vangelo >
I segni strabilianti, paragonabili alle guarigioni per opera di Gesù, sono diventati rari nell’attività pubblica della nostra Chiesa ed è possibile che ciò sia sentito come un’ingiustizia o quasi: “Ah, se potessimo, come Gesù...!”; “Ah, se avessimo assistito anche noi quel giorno alla guarigione...!”.
Eppure, lo sappiamo bene, i miracoli di Gesù non hanno convertito le folle che - presenti - lo ascoltavano. Nel momento del processo, non vi fu molta gente a difenderlo. Le autorità religiose, da parte loro, hanno considerato l’attività di questo predicatore itinerante sotto l’aspetto politico e l’hanno trovata pericolosa, perciò decisero per la sua eliminazione. E la conversione...?
Il cuore dell’uomo oppone più resistenza ad ogni sorta di pressione che non il corpo; non si lascia certo manipolare, nemmeno dai miracoli.
L’azione di Gesù non ci insegna come operare guarigioni miracolose, ma ci mostra il cammino da seguire: per raggiungere lo spirito dell’uomo, bisogna partire dai sensi. L’occhio, l’orecchio, la sensibilità sono possibili vie, o meglio, inevitabili. È qui che il nostro amore può aiutarci ad aprire il cuore, affinché la Parola di Dio possa mettervi le radici. È questo che Gesù ha cercato di fare, è questo il più grande miracolo che si conosca al mondo.

Antifona d'ingresso
Venite, adoriamo il Signore,
prostrati davanti a lui che ci ha fatti;
egli è il Signore nostro Dio. (Sal 95,6-7)


Colletta
Custodisci sempre con paterna bontà
la tua famiglia, Signore,
e poiché unico fondamento
della nostra speranza
è la grazia che viene da te,
aiutaci sempre con la tua protezione.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...

Oppure:
O Dio, che nella follia della croce
manifesti quanto è distante la tua sapienza
dalla logica del mondo,
donaci il vero spirito del Vangelo,
perché ardenti nella fede
e instancabili nella carità
diventiamo luce e sale della terra.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...

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Prima lettura

1Re 8,1-7.9-13
Introdussero l’arca dell’alleanza nel Santo dei Santi e la nube riempì il tempio del Signore.

Dal primo libro dei Re

In quei giorni, Salomone convocò presso di sé in assemblea a Gerusalemme gli anziani d’Israele, tutti i capitribù, i prìncipi dei casati degli Israeliti, per fare salire l’arca dell’alleanza del Signore dalla Città di Davide, cioè da Sion. Si radunarono presso il re Salomone tutti gli Israeliti nel mese di Etanìm, cioè il settimo mese, durante la festa.
Quando furono giunti tutti gli anziani d’Israele, i sacerdoti sollevarono l’arca e fecero salire l’arca del Signore, con la tenda del convegno e con tutti gli oggetti sacri che erano nella tenda; li facevano salire i sacerdoti e i levìti. Il re Salomone e tutta la comunità d’Israele, convenuta presso di lui, immolavano davanti all’arca pecore e giovenchi, che non si potevano contare né si potevano calcolare per la quantità.
I sacerdoti introdussero l’arca dell’alleanza del Signore al suo posto nel sacrario del tempio, nel Santo dei Santi, sotto le ali dei cherubini. Difatti i cherubini stendevano le ali sul luogo dell’arca; i cherubini, cioè, proteggevano l’arca e le sue stanghe dall’alto. Nell’arca non c’era nulla se non le due tavole di pietra, che vi aveva deposto Mosè sull’Oreb, dove il Signore aveva concluso l’alleanza con gli Israeliti quando uscirono dalla terra d’Egitto.
Appena i sacerdoti furono usciti dal santuario, la nube riempì il tempio del Signore, e i sacerdoti non poterono rimanervi per compiere il servizio a causa della nube, perché la gloria del Signore riempiva il tempio del Signore. Allora Salomone disse:
«Il Signore ha deciso di abitare nella nube oscura.
Ho voluto costruirti una casa eccelsa,
un luogo per la tua dimora in eterno».

Parola di Dio

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Salmo responsoriale

Sal 131

Sorgi, Signore, tu e l’arca della tua potenza.

Ecco, abbiamo saputo che era in Èfrata,
l’abbiamo trovata nei campi di Iàar.
Entriamo nella sua dimora,
prostriamoci allo sgabello dei suoi piedi.

Sorgi, Signore, verso il luogo del tuo riposo,
tu e l’arca della tua potenza.
I tuoi sacerdoti si rivestano di giustizia
ed esultino i tuoi fedeli.
Per amore di Davide, tuo servo,
non respingere il volto del tuo consacrato.

Canto al Vangelo (Mt 4,23)
Alleluia, alleluia.
Gesù annunciava il vangelo del Regno
e guariva ogni sorta di malattie e infermità nel popolo.
Alleluia.

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Vangelo

Mc 6,53-56
Quanti lo toccavano venivano salvati.


+ Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, Gesù e i suoi discepoli, compiuta la traversata fino a terra, giunsero a Gennèsaret e approdarono.
Scesi dalla barca, la gente subito lo riconobbe e, accorrendo da tutta quella regione, cominciarono a portargli sulle barelle i malati, dovunque udivano che egli si trovasse.
E là dove giungeva, in villaggi o città o campagne, deponevano i malati nelle piazze e lo supplicavano di poter toccare almeno il lembo del suo mantello; e quanti lo toccavano venivano salvati.

Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
Tutta la creazione attende la salvezza del Signore. Nell'attesa della sua venuta, presentiamo al Padre le necessità della Chiesa e del mondo. Preghiamo insieme dicendo:
Rinnova, Signore, la tua alleanza con noi.

- Con la scienza e la tecnica, o Signore, doni all'uomo possibilità di dominare il mondo. Aiuta i responsabili della società a servire, non a distruggere l'umanità. Preghiamo:
- I tuoi miracoli indicano che sei venuto a redimere il mondo e preparare una nuova creazione. Fa' che la tua chiesa porti sempre agli uomini la gioia della salvezza. Preghiamo:
- Nonostante il progresso, gli uomini son spesso inquieti, soli e infelici. Attirali a te, Signore, perché possano sperimentare il potere benefico della tua compassione. Preghiamo:
- Sei venuto tra noi come uomo buono e amico attento. Aiutaci, Signore, a non vivere con indifferenza, accanto a chi soffre. Preghiamo:
- Ti si può trovare ovunque, ma sei reale e vivo nel tabernacolo. Fa', o Signore, che le nostre chiese siano un luogo privilegiato per l'incontro con te. Preghiamo:
- Per gli operatori sanitari.
- Per chi sente la vocazione alla preghiera.

O Dio eterno, presente nella creazione e ancor più nella redenzione, fà che accogliamo con gratitudine i doni che ci hai elargito e siamo solerti collaboratori della tua opera nel mondo. Per Cristo nostro Signore. Amen.

Preghiera sulle offerte
Il pane e il vino che hai creato, Signore,
a sostegno della nostra debolezza,
diventino per noi sacramento di vita eterna.
Per Cristo nostro Signore.


Antifona di comunione
Rendiamo grazie al Signore per la sua misericordia,
per i suoi prodigi verso i figli degli uomini;
egli sazia il desiderio dell’assetato
e ricolma di beni l’affamato. (Sal 107,8-9)

Oppure:
Beati coloro che piangono, perché saranno consolati.
Beati coloro che hanno fame e sete di giustizia,
perché saranno saziati. (Mt 5,5-6)

Oppure:
“Risplenda la vostra luce davanti agli uomini,
perché vedano le vostre opere buone
e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli”. (Mt 5,16)


Preghiera dopo la comunione
O Dio, che ci hai resi partecipi
di un solo pane e di un solo calice,
fa’ che uniti al Cristo in un solo corpo
portiamo con gioia frutti di vita eterna
per la salvezza del mondo.
Per Cristo nostro Signore.

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OMELIE (a cura di Qumran2.net)

Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 06-02-2012)
Lo supplicavano di poter toccare almeno il lembo del suo mantello
Se per un attimo facciamo la differenza dei miracoli narrati nell'Antico Testamento e quelli operati da Gesù Signore, emerge subito agli occhi che vi è una abissale distanza di santità. Leggiamo nel Primo Libro dei Re: "In seguito accadde che il figlio della padrona di casa si ammalò. La sua malatti ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 07-02-2011)
Lo supplicavano di poter toccare almeno il lembo del suo mantello
Gesù era partito con i suoi discepoli, solo con loro, per assolvere ad un dovere di alta giustizia: concedere agli Apostoli che erano tornati dalla missione un giusto periodo di tempo per riprendersi nella loro forze fisiche e ritemprarsi nello spirito. Anche lo spirito, il cuore, la mente, la volo ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 07-02-2011)

Dalla Parola del giorno La terra era informe e deserta e le tenebre ricoprivano l'abisso e lo spirito di Dio aleggiava sulle acque. Come vivere questa Parola? Il libro della Genesi si introduce con il racconto teologico della creazione, di cui i primi versetti offrono una previa inquadratura. ...
(continua)
don Luciano Sanvito     (Omelia del 08-02-2010)
Basta un attimo
Gesù guarisce l'umanità in vari modi. Ma il modo più semplice è il toccare e il lasciarsi toccare. La guarigione passa attraverso un contatto semplice e distinto. Basta un'attimo, ci dice il Vangelo, e spesso l'incontro è assicurato. L'importante è che in quel tocco e in quell'attimo sia conce ...
(continua)
Monaci Benedettini Silvestrini     (Omelia del 08-02-2010)
Un tocco di speranza
«Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. Andate dunque e imparate che cosa significhi: Misericordia io voglio e non sacrificio. Infatti non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori». Questa sentenza del Signore ci indica verso chi egli indirizza di preferenza la sua mission ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 08-02-2010)

Dalla Parola del giorno "Lo pregavano di potergli toccare almeno la frangia del mantello; e quanti lo toccavano guarivano". Come vivere questa Parola? Il Vangelo di oggi ci spinge a capire il significato più profondo di un contatto, di un vero incontro con Gesù. Gli apostoli che vivevano accan ...
(continua)
padre Lino Pedron     (Omelia del 08-02-2010)

Le folle riconoscono Gesù e gli portano i malati. Egli salva tutti coloro che lo toccano. Viene messa in evidenza sia l'avidità degli uomini nell'approfittare della potenza del guaritore, sia la compassione di Gesù verso le "pecore senza pastore" (6,34). La gente lo cerca come salvatore del popolo ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 09-02-2009)

Almeno la frangia del mantello, le persone vogliono toccare almeno la frangia del mantello del maestro Gesù. Davanti a questo gesto così semplice, pieno di ingenua devozione, che rasenta la superstizione, percepiamo la forza che emanava la persona di Gesù, il suo carisma assoluto, la sua autorevolez ...
(continua)
don Luciano Sanvito     (Omelia del 09-02-2009)
Riconoscere Gesù
Un Gesù calamitante. Una calamita elettrizzante. Un contatto di certa guarigione. ========================== Occorre però riconoscerlo, per incontrarne la certa guarigione. Spesso questa guarigione non avviene perché chi abbiamo incontrato non era il Cristo, ma qualcuno di simile o un altro c ...
(continua)
Monaci Benedettini Silvestrini     (Omelia del 09-02-2009)
Gesù guarisce gli infermi
La fede in Gesù salva! Ne hanno fatto esperienza gli uomini di cui si narra nel vangelo: lo toccavano e guarivano. Possiamo fare anche noi le stessa esperienza, abbiamo bisogno soltanto di fede che ci fa credere a Gesù, alle cose che Egli dice, e nelle sua persona divina e umana. Colui nel quale rip ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 09-02-2009)
Commento su Gen 1,5
Dalla Parola del giorno ?E fu sera e fu mattina.? Come vivere questa Parola? Con la vittoria sulle forze ostili e disgreganti del caos, di cui parla l?autore sacro in questa prima pagina della Genesi, anche il tempo prende a fluire nel ritmico e armonioso alternarsi della notte e del giorno, qu ...
(continua)
a cura dei Carmelitani     (Omelia del 09-02-2009)

1) Preghiera Custodisci sempre con paterna bontà la tua famiglia, Signore, e poiché unico fondamento della nostra speranza è la grazia che viene da te, aiutaci sempre con la tua protezione. Per il nostro... 2) Lettura Dal Vangelo secondo Marco 6,53-56 In quel tempo, Gesù e i suoi ...
(continua)
Monaci Benedettini Silvestrini     (Omelia del 05-02-2007)

«Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. Andate dunque e imparate che cosa significhi: Misericordia io voglio e non sacrificio. Infatti non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori». Questa sentenza del Signore ci indica verso chi egli indirizza di preferenza la sua mission ...
(continua)
mons. Vincenzo Paglia     (Omelia del 05-02-2007)

Ovunque Gesù si reca, sull'una e sull'altra riva del lago, il suo passaggio cambia letteralmente la vita e le giornate delle cittadine e dei villaggi. La descrizione evangelica di queste improvvisate file di barelle e di malati nelle piazze e nelle strade mostra che finalmente è giunto tra gli uomin ...
(continua)
Monaci Benedettini Silvestrini     (Omelia del 06-02-2006)
Gesu' guarisce
Tanti miracoli, e tante persone che li chiedono: due realtà che si confrontano, due mondi che si incontrano. Possiamo però porci la domanda: cosa cercano le persone da questo incontro? Che tipo di guarigione? Chi troveranno, chi veramente cercano? Che cognizione hanno di Lui? Cosa lega, in definitiv ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 06-02-2006)

Dalla Parola del giorno Appena i sacerdoti furono usciti dal santuario, la nube riempì il tempio e i sacerdoti non poterono rimanervi a causa della nube perché la gloria del Signore riempiva il tempio. Come vivere questa Parola? L'inaugurazione del tempio di Gerusalemme è un momento importanti ...
(continua)
mons. Vincenzo Paglia     (Omelia del 06-02-2006)

Ovunque Gesù si reca, sull'una e sull'altra riva del lago, il suo passaggio cambia letteralmente la vita e le giornate delle cittadine e dei villaggi. La descrizione evangelica di queste improvvisate file di barelle e di malati nelle piazze e nelle strade mostra che finalmente è giunto tra gli uomin ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 09-02-2004)

Dalla Parola del giorno Dovunque giungeva Gesù, in villaggi o città o campagne, ponevano gli infermi nelle piazze e lo pregavano di potergli toccare almeno la frangia del mantello; e quanti lo toccavano guarivano. Come vivere questa parola? Le folle portavano a Gesù i loro malati perché "da lui ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 10-02-2003)

Dalla Parola del giorno In principio Dio creò il cielo e la terra. Ora la terra era informe e deserta e le tenebre ricoprivano l'abisso e lo spirito di Dio aleggiava sulle acque. Dio disse: «Sia la luce!». E la luce fu. Come vivere questa Parola? Incomincia così il libro della Genesi di cui la ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 10-02-2003)
Commento Marco 6,53-56
La malattia è oggi un tema dimenticato, riservato agli addetti del settore e a chi ? sfortunatamente ? ne fa esperienza sulla propria pelle. D'altronde nel mondo super-efficiente come il nostro, la malattia è discrepanza, fastidio, dimensione che intristisce, quindi meglio non parlarne o, al limite, ...
(continua)
padre Lino Pedron     (Omelia del 10-02-2003)
Commento su Marco 6,53-56
Le folle riconoscono Gesù e gli portano i malati. Egli salva tutti coloro che lo toccano. Viene messa in evidenza sia l'avidità degli uomini nell'approfittare della potenza del guaritore, sia la compassione di Gesù verso le "pecore senza pastore" (6,34). La gente lo cerca come salvatore del popol ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 05-02-2001)

Dalla Parola del giorno In principio Dio creò il cielo e la terra [...]. E Dio vide che era cosa buona. Come vivere questa Parola? Quello che ci colpisce, nel racconto della creazione, è il ripetersi, scandito a mo' di elemento ritmico, dell'espressione ammirata di Dio per le opere da Lui creat ...
(continua)