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LITURGIA

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Giovedì 10 Dicembre 2009

  San Francesco Saverio

Le Letture di oggi sono tratte dal Nuovo Lezionario,
se desideri i testi precedenti clicca qui.

S1203 ; EA014
Grado della Celebrazione: Memoria
Colore liturgico: Bianco

Ascolta il Vangelo >

Ripensiamo al ministero apostolico di san Francesco Saverio, per ammirare il dinamismo che lo animò sempre.
San Francesco Saverio fu mandato nelle Indie, come dire, allora nel 1542 all'estremità del mondo, dove si arrivava con viaggi lunghissimi e pieni di pericoli. Subito si diede all'evangelizzazione, ma non in un solo posto, bensì in numerose città e villaggi, viaggiando continuamente, senza temere né intemperie nè pericoli di ogni genere. E non si accontentò delle Indie, che pure erano un campo immenso di apostolato, che sarebbe bastato per parecchie vite d'uomo. Egli era spinto dall'urgenza di estendere il regno di Dio, di preparare dovunque la venuta del Signore e così, dopo appena due anni, giunge a Ceyfon e poi ancora più lontano, alle isole Molucche. Torna in India per confermare i risultati della sua evangelizzazione, per organizzare, per dare nuovo impulso all'opera dei suoi compagni, ma non vi rimane a lungo. Vuoi andare ancora più lontano, in Giappone, perché gli hanno detto che è un regno molto importante, ed egli spera che la conversione del Giappone possa influire su tutto l'Estremo Oriente. E in Giappone riprende i suoi viaggi estenuanti, estate e inverno, sotto la neve, con fatiche estreme. Torna dal Giappone, ma il suo desiderio lo spinge verso la Cina. Ed è proprio mentre tenta di penetrare in questo immenso impero che muore nell'isola di Sanchian nel 1552.
In una decina di anni ha percorso migliaia e migliaia di chilometri, malgrado le difficoltà del tempo, si è rivolto a numerosi popoli, in tutte le lingue, con mezzi di fortuna. Tutto questo rivela un dinamismo straordinario, che egli attingeva nella preghiera e nella unione con il Signore, nella unione al mistero di Dio che vuole comunicarsi.
Anche Gesù, per venire in mezzo a noi, ha superato una distanza infinita: ha lasciato il Padre, come dice il Vangelo giovanneo, per venire nel mondo. E nel suo breve ministero di tre anni ha continuato questo viaggio: si spostava continuamente, non aspettava che la gente andasse da lui, ma percorreva città e villaggi per annunciare la buona novella del regno.
E ora? Ora, se si vuole che Gesù venga, bisogna agire nello stesso modo: non aspettare che gli altri vengano da noi, ma andare noi da loro.
San Francesco Saverio ha dovuto fare viaggi enormi, è continuamente andato verso gli altri, sospinto dall'urgenza di preparare dovunque la venuta del Signore, e in questo modo ha preparato la venuta del Signore in se stesso. Dopo essersi estenuato, dopo aver speso tutte sue forze, la sua intelligenza, il suo cuore, egli riceveva il Signore a tal punto che lo supplicava di limitare un po' le grazie di cui lo inondava.
suo viso era radioso, il suo cuore fremeva, si dilatava: egli aveva seguito in pieno l'ispirazione che il Signore gli aveva dato e per questo il mistero di Cristo si rinnovava nel suo intimo. Andare agli altri, senza aspettare che siano essi a venire: ecco la missione della Chiesa, la missione di ogni cristiano, ognuno nella sua situazione concreta. Se vogliamo che il Signore venga a noi, noi dobbiamo preparare la sua venuta negli altri, dobbiamo andare da loro, corrispondendo al dinamismo della misericordia divina.
È questa la rivelazione del Nuovo Testamento, che completa quella dell'Antico: la rivelazione di una misericordia che si diffonde, sempre più lontano.
Accogliamo la rivelazione di questo dinamismo dell'amore che viene da Dio: se vogliamo ricevere Cristo in noi dobbiamo essere pronti a portarlo agli altri, seguendo questo movimento che ci porta sempre fuori di noi stessi, verso gli altri con grande amore.
E questo l'insegnamento che ci viene dalla vita di san Francesco Saverio, in modo impressionante. Per ricevere l'amore di Dio bisogna trasmetterlo, per riceverlo di più bisogna averlo dato agli altri molto fedelmente, molto generosamente. Domandiamo al Signore la grazia di corrispondere davvero al desiderio del suo cuore.

Antifona d'ingresso
Narrate tra i popoli la gloria del Signore,
a tutte le nazioni dite i suoi prodigi;
grande è il Signore e degno di ogni lode. (Sal 96,3-4)


Colletta
O Dio, che hai chiamato molti popoli dell’Oriente
alla luce del Vangelo,
con la predicazione apostolica
di san Francesco Saverio,
fa’ che ogni comunità cristiana
arda dello stesso fervore missionario,
perché su tutta la terra
la santa Chiesa si allieti di nuovi figli.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...

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Prima lettura

Is 26,1-6
Entri una nazione giusta che si mantiene fedele.

Dal libro del profeta Isaìa

In quel giorno si canterà questo canto nella terra di Giuda:
«Abbiamo una città forte;
mura e bastioni egli ha posto a salvezza.
Aprite le porte:
entri una nazione giusta,
che si mantiene fedele.
La sua volontà è salda;
tu le assicurerai la pace,
pace perché in te confida.
Confidate nel Signore sempre,
perché il Signore è una roccia eterna,
perché egli ha abbattuto
coloro che abitavano in alto,
ha rovesciato la città eccelsa,
l’ha rovesciata fino a terra,
l’ha rasa al suolo.
I piedi la calpestano:
sono i piedi degli oppressi,
i passi dei poveri».

Parola di Dio

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Salmo responsoriale

Sal 117

Benedetto colui che viene nel nome del Signore.

Rendete grazie al Signore perché è buono,
perché il suo amore è per sempre.
È meglio rifugiarsi nel Signore
che confidare nell’uomo.
È meglio rifugiarsi nel Signore
che confidare nei potenti.

Apritemi le porte della giustizia:
vi entrerò per ringraziare il Signore.
È questa la porta del Signore:
per essa entrano i giusti.
Ti rendo grazie, perché mi hai risposto,
perché sei stato la mia salvezza.

Ti preghiamo, Signore: dona la salvezza!
Ti preghiamo, Signore: dona la vittoria!
Benedetto colui che viene nel nome del Signore.
Vi benediciamo dalla casa del Signore.
Il Signore è Dio, egli ci illumina.

Canto al Vangelo (Is 55,6)
Alleluia, alleluia.
Cercate il Signore, mentre si fa trovare,
invocatelo, mentre è vicino.
Alleluia.

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Vangelo

Mt 7,21.24-27
Chi fa la volontà del Padre mio, entrerà nel regno dei cieli.


+ Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Non chiunque mi dice: “Signore, Signore”, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli.
Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, sarà simile a un uomo saggio, che ha costruito la sua casa sulla roccia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ma essa non cadde, perché era fondata sulla roccia.
Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, sarà simile a un uomo stolto, che ha costruito la sua casa sulla sabbia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa cadde e la sua rovina fu grande».

Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
Il Padre ha reso Cristo pietra angolare, roccia eterna, sostegno della vita di ogni uomo. Aggrappati alla sua forza, umilmente lo preghiamo dicendo:
Noi confidiamo in te, Signore.

Fà che la tua Chiesa, Signore, radicata profondamente in Cristo, attinga da lui gli insegnamenti per la sua missione nel mondo. Preghiamo:
Illumina, o Signore, i capi dei popoli, perchè con saggezza sappiano costruire l'avvenire del mondo sui valori duraturi della pace e della fratellanza. Preghiamo:
Concedi, o Signore, ai carcerati, ai drogati e a quanti hanno perso la fiducia negli uomini, il coraggio e la fede di ricostruire la loro vita in Cristo, rinnovatore di ogni cosa. Preghiamo:
Dona, o Signore, alla nostra comunità parrocchiale la forza di ricercare la tua volontà anche nelle scelte ordinarie della vita pastorale. Preghiamo:
Fà crollare, o Signore, le illusioni di quanti impostano la loro esistenza sulla vacuità, e dona loro sete e fame dei veri valori. Preghiamo:
Per le vocazioni della nostra diocesi.
Per l'impegno parrocchiale nella catechesi degli adulti.

Ti chiediamo, o Padre, di rafforzare in questo tempo di avvento la nostra fede, perchè essa non vacilli nella prova e nella tentazione, ma diventi più salda e coerente. Per Cristo nostro Signore. Amen.

Preghiera sulle offerte
Accogli i doni che ti offriamo, o Signore,
nel ricordo di san Francesco Saverio,
che peregrinò alle lontane terre dell’Oriente
sospinto dal desiderio di salvare l’umanità;
concedi anche a noi
di essere annunziatori e testimoni della fede,
per venire incontro a te
con una moltitudine di fratelli.
Per Cristo nostro Signore.


Antifona di comunione
“Andate in tutto il mondo
e predicate il Vangelo:
io sono con voi tutti i giorni,
sino alla fine dei tempi”,
dice il Signore. (cf. Mc 16,15; Mt 28,20)


Preghiera dopo la comunione
L’Eucaristia che abbiamo celebrato, Signore,
ci comunichi la carità apostolica
di san Francesco Saverio,
perché ognuno di noi viva in modo autentico
la sua vocazione cristiana,
e ottenga il premio promesso
ai buoni operai del Vangelo.
Per Cristo nostro Signore.

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don Luciano Sanvito     (Omelia del 03-12-2009)
Parola radicata
DOVE SONO COSTRUITE LE PAROLE CHE ASCOLTO DAL CRISTO? "Non chi mi dice: Signore, Signore..." La Parola di Dio se è costruita sulla sabbia viene subito e presto insabbiata; se invece è costruita sulla roccia viene rinsaldata e resa arroccata, inattaccabile e ben salda. Essere uomini saggi o ...
(continua)
Monaci Benedettini Silvestrini     (Omelia del 03-12-2009)
La chiave del Regno
Ritenere di poter entrare nel regno di Dio soltanto perché protagonisti di gesti superficiali e formali di religione o di preghiere dette solo con le labbra…, è una autentica illusione. Gesù proclama ai suoi discepoli ed oggi a noi: "Non chiunque mi dice: Signore, Signore, entrerà nel regno dei ciel ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 03-12-2009)

Dalla Parola del giorno "È questa la porta del Signore, per essa entrano i giusti." Come vivere questa Parola? Il versetto del salmo che la liturgia oggi pone sulle nostre labbra è una risposta a quanto proclamato nella prima lettura: "Aprite le porte; entri una nazione giusta che si mantiene f ...
(continua)
Monaci Benedettini Silvestrini     (Omelia del 04-12-2008)
Entri il popolo giusto che mantiene l'alleanza
La Liturgia della parola di oggi ci presente due fatti differenti: da una parte l’incredulità dell’uomo e dall’altra il suo fondamento, la necessità di fondamento sulla roccia. Il primo ci ricorda l’evento catastrofico di babilonia nel quale l’uomo fondò la sua radice nella sicurezza su se stesso, s ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 04-12-2008)
Commento a Mt 7,24
Dalla Parola del giorno “Chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, è simile a un uomo saggio cha ha costruito la sua casa sulla roccia”. Come vivere questa Parola? Quanto mai opportuna e stimolante ci raggiunge la parola evangelica di oggi! Lo sbandamento l’incertezza la sensazi ...
(continua)
a cura dei Carmelitani     (Omelia del 04-12-2008)
Commento Matteo 7,21.24-27
1) Preghiera Ridesta la tua potenza, Signore, e con grande forza soccorri i tuo fedeli; la tua grazia vinca le resistenze del peccato e affretti il momento della salvezza. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i se ...
(continua)
Messa Meditazione     (Omelia del 06-12-2007)
Una casa in cui abitare
Anche oggi le immagini delle due letture, la città e la casa, si corrispondono e si integrano. Nella precarietà del deserto, sullo sfondo di una vita incerta e vagabonda, esse suggeriscono la certezza della protezione e della sicurezza per un uomo e per tutta la comunità. E tuttavia la garanzia non ...
(continua)
Monaci Benedettini Silvestrini     (Omelia del 06-12-2007)
Non basta dire: "Signore, Signore!"
Ritenere di poter entrare nel regno di Dio soltanto perché protagonisti di gesti superficiali e formali di religione o di preghiere dette solo con le labbra, è una autentica illusione. Gesù proclama ai suoi discepoli ed oggi a noi. "Non chiunque mi dice: Signore, Signore, entrerà nel regno dei cieli ...
(continua)
mons. Vincenzo Paglia     (Omelia del 06-12-2007)

Il Vangelo ci riporta oggi le parole finali del discorso della montagna, il primo grande discorso di Gesù nel Vangelo di Matteo. Accogliere e confrontare la propria vita con queste pagine è decisivo per il credente. Al termine del discorso Gesù dice: "Chi ascolta queste mie parole e le mette in prat ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 06-12-2007)
Commento su Is 26,4
Dalla Parola del giorno Confidate nel Signore sempre, perché il Signore è una roccia eterna. Come vivere questa Parola? Se lasciassimo sedimentare dentro di noi questa affermazione, quanto più serena scorrerebbe la nostra vita! Ma si tratta di abbandonare tutto nelle mani del Signore e in ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 07-12-2006)

Dalla Parola del giorno Confidate nel Signore sempre, perché il Signore è una roccia eterna. Come vivere questa Parola? In contrapposizione all'inconsistenza del soffio e del filo d'erba a cui viene paragonata l'esistenza umana, ecco la solidità della roccia erigersi poderosa e rassicurante. I ...
(continua)
Monaci Benedettini Silvestrini     (Omelia del 07-12-2006)
La parola messa in pratica è roccia
Una delle constatazioni più elementari è quella della impermanenza delle cose. Perché la felicità sia tale deve esser duratura, sicura: questa è la salvezza che L'Avvento attende, e che ha inizio con la nascita di Gesù, Dio nostra salvezza. Egli è il baluardo della città forte in cui entrerà il popo ...
(continua)
mons. Vincenzo Paglia     (Omelia del 07-12-2006)

Queste parole chiudono il discorso della montagna, il primo grande discorso di Gesù nel Vangelo di Matteo. Il confronto con queste pagine è decisivo. Dice Gesù: "Chi ascolta queste mie parole e le mette in pratica, può essere paragonato a un uomo saggio che costruì la sua casa sulla roccia", mentre ...
(continua)
Monaci Benedettini Silvestrini     (Omelia del 01-12-2005)
Non solo a parole, ma con i fatti
Il tema di ieri era centrato sulla prontezza dei discepoli come risposta all'invito di Gesù. Oggi l'evangelista Matteo mette accento sul credere, su chi fa la professione di fede ed è fiducioso di fare la volontà di Dio. L'essere discepolo di Cristo non si attua solo nel professare il suo nome, ma n ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 01-12-2005)
Commento su Is 26,4
Dalla Parola del giorno Confidate nel Signore sempre, perché il Signore è una roccia eterna. Come vivere questa Parola? Isaia, l'autore sacro che ci accompagna nel cammino dell'Avvento, ci presenta, in una prospettiva messianica ed escatologica, il trionfo definitivo della città che il Signore ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 02-12-2004)

Dalla Parola del giorno Abbiamo una città forte; il Signore ha eretto a nostra salvezza mura e baluardo. Aprite le porte: entri il popolo giusto che si mantiene fedele. Il suo animo è saldo; tu gli assicurerai la pace, pace perché in te ha fiducia. Con-fidate nel Signore sempre, perché il Signore è ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 04-12-2003)

La casa costruita sulla roccia sfida il tempo e le tempeste. Lo so, abito in montagna, lo vedo tutti i giorni, è ovvio. Ma allora perché ci ostiniamo a costruire le nostre certezze sulle sabbie mobili del "si dice", "così pensa la gente", "si è sempre fatto così"? Vedo che le nostre fragili comunità ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 04-12-2003)
Commento su Is 26,4
Dalla Parola del giorno Confidate nel Signore sempre, perché il Signore è una roccia eterna. Come vivere questa Parola? Isaia, l'autore sacro che ci accompagna nel cammino dell'Avvento, ci presenta, in una prospettiva messianica ed escatologica, il trionfo definitivo della città che il Signore ...
(continua)
padre Lino Pedron     (Omelia del 04-12-2003)
Commento su Matteo 7, 21.24-27
Gesù ci insegna che la preghiera deve essere in perfetta sintonia con la pratica della vita cristiana. Se non si compie la volontà del Padre, la preghiera non serve a nulla. Gesù rimprovera l'autosufficienza di chi si ritiene a posto e dice: "Signore, Signore!" quando, in realtà, Gesù non è affat ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 05-12-2002)

Dalla Parola del giorno Aprite le porte: entri il popolo giusto che si mantiene fedele. Il suo animo è saldo; tu gli assicurerai la pace, pace perché in te ha fiducia. Come vivere questa Parola? Il profeta Isaia ci accompagna con questa parola che è speranza e conforto. Le porte della salvezza ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 05-12-2002)
Commento Matteo 7,21.24-27
Su cosa si fonda la nostra vita? Su cosa è costruita la nostra casa? Non diamo risposte superficiali, d'istinto, no, pensiamoci bene. Forse la mia vita si regge sul migliore dei mondi possibili, forse faccio questo lavoro, ho sposato questa donna perché così è successo, forse ho fondato la mia vita ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 06-12-2001)

Dalla Parola del giorno Abbiamo una città forte; il Signore ha eretto a nostra salvezza mura e baluardo. Aprite le porte: entri il popolo giusto che si mantiene fedele. Il suo animo è saldo; tu gli assicurerai la pace, pace perché in te ha fiducia. Confidate nel Signore sempre, perché il Signore è ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 07-12-2000)

Dalla Parola del giorno Abbiamo una città forte; il Signore ha eretto a nostra forza mura e baluardo. Aprite le porte: entri il popolo giusto che si mantiene fedele. Il suo animo è saldo; tu gli assicurerai la pace, pace perché in te ha fiducia. Come vivere questa Parola? Isaia ci offre l'immag ...
(continua)

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