LA
CHIESA

      

 > e-mail   > chi siamo   > scripts e banners

LITURGIA

> 18 Novembre 2009 <

Lunedì 16 Novembre 2009

Martedì 17 Novembre 2009

Mercoledì 18 Novembre 2009

Giovedì 19 Novembre 2009

Venerdì 20 Novembre 2009

Sabato 21 Novembre 2009

Domenica 22 Novembre 2009

Lunedì 23 Novembre 2009

Martedì 24 Novembre 2009

Mercoledì 25 Novembre 2009

  Mercoledì della XXXIII settimana del Tempo Ordinario (Anno dispari)

Le Letture di oggi sono tratte dal Nuovo Lezionario,
se desideri i testi precedenti clicca qui.

DO333 ;
Grado della Celebrazione: Feria
Colore liturgico: Verde

Ascolta il Vangelo >
Gesù in questa parabola prende spunto dalla storia contemporanea. Archelao, figlio di Erode il Grande, dopo la morte del padre, era dovuto andare a Roma per ricevere l'investitura regale dal senato romano. Lo storico Giuseppe Flavio racconta che i Giudei fecero contemporaneamente partire una delegazione per chiedere che egli non regnasse su di loro.
Il Signore prende dunque questo esempio di un uomo che deve partire prima di prendere il potere, così che i suoi servi si trovano ad essere liberi, senza sorveglianza. ~ Vangelo dice che Gesù racconta questa parabola per quelli che "credevano che il regno di Dio dovesse manifestarsi da un momento all'altro" e lo aspettavano con impazienza, perché finalmente Dio mettesse a posto tutte le cose sulla terra. Gesù invece fa capire che Dio non ha fretta, che non vuole intervenire immediatamente e che egli stesso, il Cristo, non prenderà subito il potere universale: prima farà un lungo viaggio durante il quale gli uomini, fedeli o infedeli, sono liberi. Chi è fedele non deve aver timore di questa libertà, ma accoglierla con fiducia.
Il Signore ci dà realmente la libertà e per essergli fedeli noi dobbiamo realmente usarla. Se ragioniamo come il servo pusillanime: "Ecco la tua mina; l'ho tenuta nascosta in un fazzoletto, perché avevo paura di te", veniamo meno alla nostra vocazione. Nella vita spirituale c'è anche la tentazione del "tutiorismo": cercare sempre le cose più sicure, aver paura di prendere qualche iniziativa, di fare qualcosa che possa meravigliare... Sempre le cose più sicure! Questo non fa onore a Dio. il rischio è necessario, dice il Signore, almeno il rischio di mettere questa mina, questo denaro in banca. E un rischio: io non l'ho più, ma questo denaro frutterà un interesse e poi avrò di più.
Dobbiamo rischiare, accettare iniziative, avere creatività; in questo modo onoriamo Dio Creatore, assomigliamo a lui, che rischia in continuazione.
E l'insegnamento del Vangelo di oggi. Per far piace a Dio dobbiamo rischiare, approfittare della nostra libertà per onorario producendo veramente frutti buoni per lui e per i fratelli. "La tua mina, Signore, ha fruttato dieci mine". E il Signore risponde: "Bene, bravo servitore, poiché ti sei mostrato fedele nel poco, ricevi il potere su dieci città".
Domandiamo a Dio di avere il senso della sua volontà che ci vuole liberi, creativi, per glorificare lui, creatore dell'universo.

Antifona d'ingresso
Dice il Signore:
“Io ho progetti di pace e non di sventura;
voi mi invocherete e io vi esaudirò,
e vi farò tornare da tutti i luoghi dove vi ho dispersi”. (Ger 29,11.12.14)


Colletta
Il tuo aiuto, Signore, ci renda sempre lieti nel tuo servizio,
perché solo nella dedizione a te, fonte di ogni bene,
possiamo avere felicità piena e duratura.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...

>

Prima lettura

2Mac 7,1.20-31
Il Creatore dell’universo vi restituirà di nuovo il respiro e la vita.

Dal secondo libro dei Maccabèi

In quei giorni, ci fu il caso di sette fratelli che, presi insieme alla loro madre, furono costretti dal re, a forza di flagelli e nerbate, a cibarsi di carni suine proibite.
Soprattutto la madre era ammirevole e degna di gloriosa memoria, perché, vedendo morire sette figli in un solo giorno, sopportava tutto serenamente per le speranze poste nel Signore. Esortava ciascuno di loro nella lingua dei padri, piena di nobili sentimenti e, temprando la tenerezza femminile con un coraggio virile, diceva loro: «Non so come siate apparsi nel mio seno; non io vi ho dato il respiro e la vita, né io ho dato forma alle membra di ciascuno di voi. Senza dubbio il Creatore dell’universo, che ha plasmato all’origine l’uomo e ha provveduto alla generazione di tutti, per la sua misericordia vi restituirà di nuovo il respiro e la vita, poiché voi ora per le sue leggi non vi preoccupate di voi stessi».
Antioco, credendosi disprezzato e sospettando che quel linguaggio fosse di scherno, esortava il più giovane che era ancora vivo; e non solo a parole, ma con giuramenti prometteva che l’avrebbe fatto ricco e molto felice, se avesse abbandonato le tradizioni dei padri, e che l’avrebbe fatto suo amico e gli avrebbe affidato alti incarichi. Ma poiché il giovane non badava per nulla a queste parole, il re, chiamata la madre, la esortava a farsi consigliera di salvezza per il ragazzo.
Esortata a lungo, ella accettò di persuadere il figlio; chinatasi su di lui, beffandosi del crudele tiranno, disse nella lingua dei padri: «Figlio, abbi pietà di me, che ti ho portato in seno nove mesi, che ti ho allattato per tre anni, ti ho allevato, ti ho condotto a questa età e ti ho dato il nutrimento. Ti scongiuro, figlio, contempla il cielo e la terra, osserva quanto vi è in essi e sappi che Dio li ha fatti non da cose preesistenti; tale è anche l’origine del genere umano. Non temere questo carnefice, ma, mostrandoti degno dei tuoi fratelli, accetta la morte, perché io ti possa riavere insieme con i tuoi fratelli nel giorno della misericordia».
Mentre lei ancora parlava, il giovane disse: «Che aspettate? Non obbedisco al comando del re, ma ascolto il comando della legge che è stata data ai nostri padri per mezzo di Mosè. Tu però, che ti sei fatto autore di ogni male contro gli Ebrei, non sfuggirai alle mani di Dio».

Parola di Dio

>

Salmo responsoriale

Sal 16

Ci sazieremo, Signore, contemplando il tuo volto.

Ascolta, Signore, la mia giusta causa,
sii attento al mio grido.
Porgi l’orecchio alla mia preghiera:
sulle mie labbra non c’è inganno.

Tieni saldi i miei passi sulle tue vie
e i miei piedi non vacilleranno.
Io t’invoco poiché tu mi rispondi, o Dio;
tendi a me l’orecchio, ascolta le mie parole.

Custodiscimi come pupilla agli occhi,
all’ombra delle tue ali nascondimi.
Io nella giustizia contemplerò il tuo volto,
al risveglio mi sazierò della tua immagine.

Canto al Vangelo (Gv 15,16)
Alleluia, alleluia.
Io ho scelto voi, dice il Signore,
perché andiate e portiate frutto
e il vostro frutto rimanga.
Alleluia.

>

Vangelo

Lc 19,11-28
Perché non hai consegnato il mio denaro a una banca?


+ Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù disse una parabola, perché era vicino a Gerusalemme ed essi pensavano che il regno di Dio dovesse manifestarsi da un momento all’altro.
Disse dunque: «Un uomo di nobile famiglia partì per un paese lontano, per ricevere il titolo di re e poi ritornare. Chiamati dieci dei suoi servi, consegnò loro dieci monete d’oro, dicendo: “Fatele fruttare fino al mio ritorno”. Ma i suoi cittadini lo odiavano e mandarono dietro di lui una delegazione a dire: “Non vogliamo che costui venga a regnare su di noi”. Dopo aver ricevuto il titolo di re, egli ritornò e fece chiamare quei servi a cui aveva consegnato il denaro, per sapere quanto ciascuno avesse guadagnato.
Si presentò il primo e disse: “Signore, la tua moneta d’oro ne ha fruttate dieci”. Gli disse: “Bene, servo buono! Poiché ti sei mostrato fedele nel poco, ricevi il potere sopra dieci città”.
Poi si presentò il secondo e disse: “Signore, la tua moneta d’oro ne ha fruttate cinque”. Anche a questo disse: “Tu pure sarai a capo di cinque città”.
Venne poi anche un altro e disse: “Signore, ecco la tua moneta d’oro, che ho tenuto nascosta in un fazzoletto; avevo paura di te, che sei un uomo severo: prendi quello che non hai messo in deposito e mieti quello che non hai seminato”. Gli rispose: “Dalle tue stesse parole ti giudico, servo malvagio! Sapevi che sono un uomo severo, che prendo quello che non ho messo in deposito e mieto quello che non ho seminato: perché allora non hai consegnato il mio denaro a una banca? Al mio ritorno l’avrei riscosso con gli interessi”. Disse poi ai presenti: “Toglietegli la moneta d’oro e datela a colui che ne ha dieci”. Gli risposero: “Signore, ne ha già dieci!”. “Io vi dico: A chi ha, sarà dato; invece a chi non ha, sarà tolto anche quello che ha. E quei miei nemici, che non volevano che io diventassi loro re, conduceteli qui e uccideteli davanti a me”».
Dette queste cose, Gesù camminava davanti a tutti salendo verso Gerusalemme.

Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
Il Signore ci invita a prendere coscienza dei doni che ci ha elargito nella creazione e nella redenzione. Perché possiamo portare frutti abbondanti, diciamo insieme:
Dio della vita, ascoltaci.

Perché gli uomini siano attenti più alla presenza silenziosa della grazia e del bene che alle manifestazioni rumorose del peccato e del male. Preghiamo:
Perché la Chiesa manifesti la gloria del Padre con l'impegno paziente nell'evangelizzazione, il coraggio nella prova e la perseveranza nel bene. Preghiamo:
Perché coloro che soffrono a causa dei propri limiti e difetti, rendano grazie al Signore per ciò che di buono hanno ricevuto, piuttosto che lamentarsi per ciò di cui mancano. Preghiamo:
Perché ogni lavoro non sia valutato unicamente in base al guadagno, ma anche per il beneficio offerto all'umanità. Preghiamo:
Perché la nostra comunità non si lasci vincere dalla pigrizia e dai sentimenti di sfiducia di fronte agli insuccessi, ma con umiltà ponga la propria speranza nel Signore. Preghiamo:
Perché la nostra eucaristia sia lode piena al Signore.
Perché viviamo nell'attesa del ritorno del Signore.

O Dio, creatore del cielo e della terra, che hai fatto l'uomo a tua immagine, fà che, riconoscenti per la vita che abbiamo ricevuto e dei doni di cui l'hai arricchita, portiamo frutti abbondanti per la nostra salvezza. Per Cristo nostro Signore. Amen.

Preghiera sulle offerte
Quest’offerta che ti presentiamo, Dio onnipotente,
ci ottenga la grazia di servirti fedelmente
e ci prepari il frutto di un’eternità beata.
Per Cristo nostro Signore.


Antifona di comunione
Il mio bene è stare vicino a Dio,
nel Signore Dio riporre la mia speranza. (Sal 73,28)

Oppure:
Dice il Signore:
“In verità vi dico: tutto quello che domandate nella preghiera,
abbiate fede di averlo ottenuto e vi sarà accordato”. (Mc 11,23.24)


Preghiera dopo la comunione
O Padre, che ci hai nutriti con questo sacramento,
ascolta la nostra umile preghiera:
il memoriale, che Cristo tuo Figlio
ci ha comandato di celebrare,
ci edifichi sempre nel vincolo del tuo amore.
Per Cristo nostro Signore.

torna su

don Luciano Sanvito     (Omelia del 17-11-2010)
Regno minato
REGNO MINATO E' IL REGNO DI DIO PIENO DI MINE CHE IL SIGNORE AFFIDA A CIASCUNO. MINE CHE SE FATE FRUTTARE PORTANO VITA, ALTRIMENTI DIVENTANO UN ARSENALE DI MORTE CONTRO DI ME Il Regno è dunque minato. Ogni dono ricevuto, se ben trafficato, ottiene a noi la vita piena, la gioia. Ogni dono nas ...
(continua)
don Luciano Sanvito     (Omelia del 18-11-2009)
L'attuazione del Regno
IL REGNO SI ATTUA NEL MOMENTO IN CUI FACCIO FRUTTARE LE REALTA' CHE MI SONO STATE AFFIDATE PERCHE' IO LO ESPRIMA -------------------------------------------------------------------------------------------------------- * Il momento dell'espressione del Regno e della sua manifestazione avviene quand ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 18-11-2009)

Dalla Parola del giorno "Era vicino a Gerusalemme e i discepoli credevano che il regno di Dio dovesse manifestarsi da un momento all'altro". Come vivere questa Parola? Nel vangelo di oggi sentiamo la premura di Gesù di far capire ai discepoli che il suo regno non è di questo mondo e che egli do ...
(continua)
Monaci Benedettini Silvestrini     (Omelia del 18-11-2009)
I talenti: oltre i calcoli umani
Siamo i depositari dei beni di Dio. Egli ci ha colmato di doni, primo fra tutti quello prezioso della libertà. «Grandi cose ha fatto il Signore per noi!», esclamavano, colmi di riconoscenza, gli antichi cantori. I talenti o le mine di cui parla il vangelo di oggi, questo ci ricorda e ci ammonisce ch ...
(continua)
a cura dei Carmelitani     (Omelia del 18-11-2009)

1) Preghiera Il tuo aiuto, Signore, ci renda sempre lieti nel tuo servizio, perché solo nella dedizione a te, fonte di ogni bene, possiamo avere felicità piena e duratura. Per il nostro Signore Gesù Cristo... 2) Lettura Dal Vangelo secondo Luca 19,11-28 In quel tempo, Gesù disse una ...
(continua)
Monaci Benedettini Silvestrini     (Omelia del 19-11-2008)
Non vogliamo che costui regni su di noi
La parabola che leggiamo oggi è molto simile a quella dei talenti, raccontata da Matteo e Marco. Qui i talenti diventano mine, ma stanno a significare sempre i doni di Dio da mettere laboriosamente a frutto. Come non è lecito mettere sotterra l’unico talento ricevuto, è sbagliato e peccaminoso nasco ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 19-11-2008)
Commento a Lc 19,12
Dalla Parola del giorno Un uomo di nobile stirpe partì per un paese lontano per ricevere un titolo regale e poi ritornare. Come vivere questa Parola? Come non vedere, dietro l’immagine, la persona divina del Verbo incarnato, risorto e asceso al cielo da dove tornerà, come promesso? Allora il Re ...
(continua)
a cura dei Carmelitani     (Omelia del 19-11-2008)

1) Preghiera Il tuo aiuto, Signore, ci renda sempre lieti nel tuo servizio, perché solo nella dedizione a te, fonte di ogni bene, possiamo avere felicità piena e duratura. Per il nostro Signore Gesù Cristo... 2) Lettura Dal Vangelo secondo Luca 19,11-28 In quel tempo, Gesù disse una ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 21-11-2007)

Dalla Parola del giorno Vi dico: A chiunque ha sarà dato; ma a chi non ha sarà tolto anche quello che ha. Come vivere questa Parola? Il senso della parabola è evidente: " l'uomo di nobile stirpe" che torna dal suo viaggio con il titolo regale, ha un obiettivo ben chiaro nel convocare ...
(continua)
mons. Vincenzo Paglia     (Omelia del 21-11-2007)

Gesù, circondato da molta folla, è alla fine del viaggio e sta per entrare a Gerusalemme. Qualcuno crede sia giunto il momento della manifestazione del regno di Dio e, forse, ritiene ormai inutile ogni impegno. Ma Gesù racconta una parabola su come si attende il regno dei cieli. E parla di un uomo n ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 22-11-2006)

Dalla Parola del giorno Quando fu di ritorno [...] fece chiamare i servi ai quali aveva consegnato il denaro, per vedere quanto ciascuno avesse guadagnato. Come vivere questa Parola? Si avvicina per Gesù il tempo della passione, morte e risurrezione e anche il tempo in cui i discepoli non lo ve ...
(continua)
Monaci Benedettini Silvestrini     (Omelia del 22-11-2006)
Perché non hai consegnato il mio denaro alla banca?
Il viaggio verso Gerusalemme volgeva ormai alla conclusione. I discepoli covavano aspirazioni e sogni per una prossima manifestazione gloriosa del regno di Dio. Mentre tutti attendevano una sua rivelazione spettacolare, il problema era invece come riconoscerlo e accettarlo nella piccolezza e nel nas ...
(continua)
mons. Vincenzo Paglia     (Omelia del 22-11-2006)
Commento Luca 19,11-28
Gesù, circondato da molta folla, è alla fine del viaggio e sta per entrare a Gerusalemme. Qualcuno crede sia giunto il momento della manifestazione del regno di Dio e, forse, ritiene ormai inutile ogni impegno. Ma Gesù racconta una parabola su come si attende il regno dei cieli. E parla di un uomo n ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 16-11-2005)

Dalla Parola del giorno Un uomo di nobile stirpe partì per un paese lontano per ricevere un titolo regale e poi ritornare. Chiamati dieci servi, consegnò loro dieci mine, dicendo: Impiegatele fino al mio ritorno. Ma i suoi cittadini lo odiavano e gli mandarono dietro un'ambasceria a dir ...
(continua)
Monaci Benedettini Silvestrini     (Omelia del 16-11-2005)
Dette queste cose, Gesu' prosegui' avanti... verso Gerusalemme
Stiamo vicini a Gerusalemme. È l'occasione giusta per la parabola dei talenti. Un bell'insegnamento per noi; un invito per la nostra vita! Ma leggiamo con attenzione il brano evangelico, senza lasciarci sfuggire alcuni particolari importanti. È Gerusalemme, e il viaggio di Gesù si sta per concludere ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 17-11-2004)

Dalla Parola del giorno Tu sei degno, o Signore e Dio nostro, di ricevere la gloria, l'onore e la potenza, perché tu hai creato tutte le cose, e per la tua volontà furono create e sussistono. Come vivere questa Parola? L'Apocalisse, con le sue descrizioni ardite, ci fa prendere coscienza che l' ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 20-11-2003)

Non valgo a niente. Me lo sento dire molte volte, da troppe persone. E' un paradosso, ma in eguale misura, nella mia vita di prete, trovo gente che si esalta e si nasconde dietro un'apparenza pesante e sciocca e altrettante persone che si macerano amplificando a dismisura la propria fragilità. Bene ...
(continua)
padre Lino Pedron     (Omelia del 19-11-2003)
Commento su Luca 19, 11-28
Il regno di Dio è concepito come un mondo superiore che fa irruzione in quello dell'uomo sconvolgendolo e rinnovandolo. Alcuni ritenevano che tale manifestazione incombesse da un momento all'altro, addirittura in concomitanza con l'arrivo di Gesù a Gerusalemme: in quello stesso istante. Per togliere ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 20-11-2002)

Dalla Parola del giorno Tu sei degno, o Signore e Dio nostro, di ricevere la gloria, l'onore e la potenza, perché tu hai creato tutte le cose, e per la tua volontà furono create e sussistono. Come vivere questa Parola? In questa pagina dell'Apocalisse Giovanni tenta di comunicarci qualcosa dell ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 20-11-2002)
Commento Luca 19,11-28
Ritorna oggi, nella versione di Luca, la parabola dei talenti che abbiamo celebrato domenica scorsa. Invece dei talenti le mine, un'altra moneta, ma l'idea è la stessa: abbiamo ricevuto qualcosa da restituire, dei doni da far fruttare, delle risorse da mettere in campo. Può sconcertare l'apparente d ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 21-11-2001)

Dalla Parola del giorno «Ecco la tua mina; l'ho tenuta nascosta in un fazzoletto perché avevo paura di te» [...]. «Signore, la tua mina ha fruttato altre dieci mine». Gli disse: «Bene, bravo servitore, perché ti sei mostrato fedele nel poco, ricevi il potere su dieci città» Come vivere questa P ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 22-11-2000)

Dalla Parola del giorno Signore, la tua mina ha fruttato altre dieci mine. Gli disse: «Bene, bravo servitore; poiché ti sei mostrato fedele nel poco, ricevi il potere sopra dieci città». Come vivere questa Parola? Questo è il nucleo luminoso di una parabola che sembrerebbe un po' inquietante. G ...
(continua)

torna su