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LITURGIA

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Martedì 24 Novembre 2009

  Santa Elisabetta d'Ungheria

Le Letture di oggi sono tratte dal Nuovo Lezionario,
se desideri i testi precedenti clicca qui.

S1117 ; DO332
Grado della Celebrazione: Memoria
Colore liturgico: Bianco

Ascolta il Vangelo >

Elisabetta (Ungheria 1207 – Marburg, Germania, 17 novembre 1231), sposa di Luigi IV, Langravio di Turingia, fu madre di tre figli. Dopo la morte del marito si consacrò interamente alla penitenza, alla preghiera e alla carità. Iscrittasi al terz’Ordine Francescano, fondò in onore di san Francesco l’ospedale di Marburg, in cui ella stessa serviva i malati.

Antifona d'ingresso


Colletta
O Dio, che a sant’Elisabetta hai dato la grazia
di riconoscere e onorare Cristo nei poveri,
concedi anche a noi, per sua intercessione,
di servire con instancabile carità
coloro che si trovano nella sofferenza e nel bisogno.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...

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Prima lettura

2Mac 6,18-31
Lascerò ai giovani un nobile esempio, perché sappiano affrontare la morte per le sante e venerande leggi.

Dal secondo libro dei Maccabèi

In quei giorni, un tale Eleàzaro, uno degli scribi più stimati, uomo già avanti negli anni e molto dignitoso nell’aspetto della persona, veniva costretto ad aprire la bocca e a ingoiare carne suina. Ma egli, preferendo una morte gloriosa a una vita ignominiosa, s’incamminò volontariamente al supplizio, sputando il boccone e comportandosi come conviene a coloro che sono pronti ad allontanarsi da quanto non è lecito gustare per attaccamento alla vita.
Quelli che erano incaricati dell’illecito banchetto sacrificale, in nome della familiarità di antica data che avevano con quest’uomo, lo tirarono in disparte e lo pregarono di prendere la carne di cui era lecito cibarsi, preparata da lui stesso, e fingere di mangiare le carni sacrificate imposte dal re, perché, agendo a questo modo, sarebbe sfuggito alla morte e avrebbe trovato umanità in nome dell’antica amicizia che aveva con loro.
Ma egli, facendo un nobile ragionamento, degno della sua età e del prestigio della vecchiaia, della raggiunta veneranda canizie e della condotta irreprensibile tenuta fin da fanciullo, ma specialmente delle sante leggi stabilite da Dio, rispose subito dicendo che lo mandassero pure alla morte. «Poiché – egli diceva – non è affatto degno della nostra età fingere, con il pericolo che molti giovani, pensando che a novant’anni Eleàzaro sia passato alle usanze straniere, a loro volta, per colpa della mia finzione, per una piccola e brevissima esistenza, si perdano per causa mia e io procuri così disonore e macchia alla mia vecchiaia. Infatti, anche se ora mi sottraessi al castigo degli uomini, non potrei sfuggire, né da vivo né da morto, alle mani dell’Onnipotente. Perciò, abbandonando ora da forte questa vita, mi mostrerò degno della mia età e lascerò ai giovani un nobile esempio, perché sappiano affrontare la morte prontamente e nobilmente per le sante e venerande leggi».
Dette queste parole, si avviò prontamente al supplizio. Quelli che ve lo trascinavano, cambiarono la benevolenza di poco prima in avversione, ritenendo che le parole da lui pronunciate fossero una pazzia.
Mentre stava per morire sotto i colpi, disse tra i gemiti: «Il Signore, che possiede una santa scienza, sa bene che, potendo sfuggire alla morte, soffro nel corpo atroci dolori sotto i flagelli, ma nell’anima sopporto volentieri tutto questo per il timore di lui».
In tal modo egli morì, lasciando la sua morte come esempio di nobiltà e ricordo di virtù non solo ai giovani, ma anche alla grande maggioranza della nazione.

Parola di Dio

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Salmo responsoriale

Sal 3

Il Signore mi sostiene.

Signore, quanti sono i miei avversari!
Molti contro di me insorgono.
Molti dicono della mia vita:
«Per lui non c’è salvezza in Dio!».

Ma tu sei mio scudo, Signore,
sei la mia gloria e tieni alta la mia testa.
A gran voce grido al Signore
ed egli mi risponde dalla sua santa montagna.

Io mi corico, mi addormento e mi risveglio:
il Signore mi sostiene.
Non temo la folla numerosa
che intorno a me si è accampata.

Canto al Vangelo (1Gv 4,10)
Alleluia, alleluia.
Dio ha amato noi e ha mandato il suo Figlio
come vittima di espiazione per i nostri peccati.
Alleluia.

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Vangelo

Lc 19,1-10
Il Figlio dell’uomo era venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto.


+ Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù entrò nella città di Gèrico e la stava attraversando, quand’ecco un uomo, di nome Zacchèo, capo dei pubblicani e ricco, cercava di vedere chi era Gesù, ma non gli riusciva a causa della folla, perché era piccolo di statura. Allora corse avanti e, per riuscire a vederlo, salì su un sicomòro, perché doveva passare di là.
Quando giunse sul luogo, Gesù alzò lo sguardo e gli disse: «Zacchèo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua». Scese in fretta e lo accolse pieno di gioia. Vedendo ciò, tutti mormoravano: «È entrato in casa di un peccatore!».
Ma Zacchèo, alzatosi, disse al Signore: «Ecco, Signore, io do la metà di ciò che possiedo ai poveri e, se ho rubato a qualcuno, restituisco quattro volte tanto».
Gesù gli rispose: «Oggi per questa casa è venuta la salvezza, perché anch’egli è figlio di Abramo. Il Figlio dell’uomo infatti è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto».

Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
La fiducia e la misericordia che vengono da Cristo, danno il coraggio per imboccare la strada impegnativa ma gioiosa della conversione. Al Padre di ogni bontà, diciamo:
Mostraci, Signore, la tua misericordia.

Perché Dio mandi sempre al suo popolo uomini saggi e coraggiosi che sappiano illustrare la dottrina e testimoniare con la coerenza di vita il vangelo di Gesù Cristo. Preghiamo:
Perché il Signore ci preservi dal pericolo dell'indifferenza e della freddezza verso di lui, e ci aiuti a essere attenti nell'ascoltare la sua voce nell'obbedienza della fede. Preghiamo:
Perché l'ateismo non prevalga sulla fede, e la Chiesa esca da questa grave prova che minaccia il nostro tempo, più solida e purificata nella sua fedeltà al Signore. Preghiamo:
Perché coloro che si convertono dopo una vita di peccato, trovino nei cristiani persone che non guardano al loro passato, ma ai miracoli della grazia di Dio. Preghiamo:
Perché la misericordia di Dio, che incontriamo nei sacramenti della penitenza e dell'eucaristia, diventi sorgente di conversione e di riconciliazione con i fratelli. Preghiamo:
Per i sacerdoti e i religiosi che vivono con gli emarginati.
Per un'equa distribuzione dei beni.

Dio, Padre misericordioso, che hai inviato nel mondo il Figlio tuo per riconciliare gli uomini con te, entra nella nostra vita con la forza purificatrice del tuo perdono, e fà che il nostro cammino sia sempre orientato verso di te. Per Cristo nostro Signore. Amen.

Preghiera sulle offerte



Preghiera dopo la comunione

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a cura dei Carmelitani     (Omelia del 17-11-2009)

1) Preghiera Il tuo aiuto, Signore, ci renda sempre lieti nel tuo servizio, perché solo nella dedizione a te, fonte di ogni bene, possiamo avere felicità piena e duratura. Per il nostro Signore Gesù Cristo... 2) Lettura Dal Vangelo secondo Luca 19,1-10 In quel tempo, Gesù, entrato in ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 17-11-2009)

Dalla Parola del giorno "Zaccheo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua". Come vivere questa Parola? Oggi il vangelo ci presenta una scena commovente, ricca di perdono e di intimità: la conversione di Zaccheo, uomo ricco, capo dei pubblicani, collaboratore con la potenza occupante ...
(continua)
Monaci Benedettini Silvestrini     (Omelia del 18-11-2008)
La salita per vedere Gesù
Ci affascina e ci coinvolge la figura di Zaccheo. Uomo ricco ma piccolo di statura. Con una carica ed un mestiere antipatici, capo dei pubblicani, ma alla ricerca del Cristo. Supera abilmente i suoi limiti di statura, staccandosi prima dalla folla e poi arrampicandosi su un albero frondoso, un sicom ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 18-11-2008)
Commento a Lc 19,5
Dalla Parola del giorno Oggi devo fermarmi a casa tua. Come vivere questa Parola? Abbiamo mai pensato che questo autoinvito era diretto a noi? Sì, è proprio a me, a te, a ogni uomo che, spinto da un’inquietudine a cui non sa dare nome, lo cerca. Forse inconsciamente, come la folla che si accalc ...
(continua)
a cura dei Carmelitani     (Omelia del 18-11-2008)
Commento Luca 19,1-10
1) Preghiera Il tuo aiuto, Signore, ci renda sempre lieti nel tuo servizio, perché solo nella dedizione a te, fonte di ogni bene, possiamo avere felicità piena e duratura. Per il nostro Signore Gesù Cristo... 2) Lettura Dal Vangelo secondo Luca 19,1-10 In quel tempo, Gesù, entrato in ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 20-11-2007)

Dalla Parola del giorno Allora corse avanti per poterlo vedere, salì su un sicomoro, poiché doveva passare di là. Come vivere questa Parola? L'uomo Zaccheo, che oggi il vangelo ci presenta, è davvero interessante. Non è per niente appesantito dalla ricchezza accumulata nel suo mestier ...
(continua)
Monaci Benedettini Silvestrini     (Omelia del 20-11-2007)
Dall'albero alla casa!
Il vangelo ci ripropone l'episodio del piccolo Zaccheo, capo dei pubblicani e ricco, che cercava di vedere Gesù. Fin quando egli rimane confuso tra la folla, per la sua piccola statura, e non solo per questo, non gli è consentito di vedere. Prima deve elevarsi arrampicandosi ad un albero e poi dovrà ...
(continua)
mons. Vincenzo Paglia     (Omelia del 20-11-2007)

Gesù giunge a Gerico, la più antica città del mondo, simbolo di ogni città. Gesù non vi entra distratto e frettoloso come in genere accade a noi quando percorriamo le strade e le piazze delle nostre città. Gesù è sempre attento alle persone. Zaccheo, un pubblicano, noto peccatore, voleva comunque ve ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 21-11-2006)

Dalla Parola del giorno Io tutti quelli che amo li rimprovero e li castigo. Mostrati dunque zelante e ravvediti. Come vivere questa Parola? La prima lettura d'oggi ci propone la lettera alla chiesa di Laodicea, una città ricca e famosa per la produzione di stoffa di lana. Aveva una scuola di me ...
(continua)
mons. Vincenzo Paglia     (Omelia del 21-11-2006)

Gesù giunge a Gerico, la più antica città del mondo, simbolo di ogni città. Gesù non vi entra distratto e frettoloso come in genere accade a noi quando percorriamo le strade e le piazze delle nostre città. Gesù è sempre attento alle persone. Zaccheo, un pubblicano, noto peccatore, voleva comunque ve ...
(continua)
Monaci Benedettini Silvestrini     (Omelia del 15-11-2005)
Oggi la salvezza e' entrata in questa casa
Poteva immaginarsi Zaccheo, dall'alto del sicomoro, mentre cercava Gesù con lo sguardo - tra tanta folla - che la sua vita sarebbe cambiata da lì a poco? Come poteva supporre che quel desiderio, quella curiosità avrebbe poi significato tanto per lui? Era un momento di festa per il passaggio di Gesù ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 15-11-2005)

Dalla Parola del giorno Quando giunse sul luogo, Gesù alzò lo sguardo e gli disse: «Zaccheo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua». In fretta scese e lo accolse pieno di gioia." Come vivere questa Parola? La vicenda di Zaccheo è la prova evidente che la conversione è compete ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 16-11-2004)
Commento Luca 19,1-10
Dalla Parola del giorno «Gesù alzò lo sguardo e gli disse: "Zaccheo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua". In fretta scese e lo accolse pieno di gioia». Come vivere questa Parola? Zaccheo è il paradigma di ciò che noi bolliamo come irrecuperabile: disonestamente ricco, immerso f ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 18-11-2003)

Zaccheo manager riuscito: soldi a palate, rispetto (timore?) da parte dei suoi. E accade l'inatteso: Rabbì Gesù lo stana, lo vede, gli sorride: scendi, Zaccheo, scendi subito, vengo da te. Zaccheo scende, di corsa. Perché? Il fascino di Gesù lo ha riempito? Intuisce qualcosa? Gesù non giudica, né te ...
(continua)
padre Lino Pedron     (Omelia del 18-11-2003)
Commento su Luca 19, 1-10
L'incontro di Gesù con Zaccheo ripropone uno dei temi fondamentali del vangelo: la preferenza di Dio per i peccatori. Quest'uomo altolocato e benestante è insoddisfatto di sé. In apparenza ha tutto, in realtà gli manca tutto. In quanto pubblicano è escluso dalla salvezza secondo la legge, in quanto ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 19-11-2002)

Dalla Parola del giorno Gesù gli disse: «Zaccheo scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua». In fretta scese e lo accolse pieno di gioia. Come vivere questa Parola? Sempre riluce nuovamente questa pagina dell'incontro di Gesù con Zaccheo. E la luce è anzitutto l'attenzione di Gesù per ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 19-11-2002)
Commento Luca 19,1-10
Zaccheo manager riuscito: soldi a palate, rispetto (timore?) da parte dei suoi. Gerico lo teme: collaborazionista dei romani, è riuscito ad ottenere l'appalto delle tasse per conto dell'odiato invasore. Certo Zaccheo non è molto amato, ma ci vuole grinta per riuscire, che diamine! Zaccheo è piccolo. ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 20-11-2001)

Dalla Parola del giorno In quei giorni, un tale Eleazaro, uno degli scribi più stimati, uomo già avanti negli anni e molto dignitoso nell'aspetto della persona, veniva costretto ad aprire la bocca e ad ingoiare carne suina. Ma egli, preferendo una morte gloriosa a una vita ignominiosa, s'incamminò ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 21-11-2000)

Dalla Parola del giorno Zaccheo [...] corse avanti e, per poterlo vedere, salì su un sicomoro perché Gesù doveva passare di là. Quando giunse sul luogo, Gesù alzò lo sguardo e gli disse: «Zaccheo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua». In fretta scese e lo accolse pieno di gioia. ...
(continua)

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